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“Bella e perduta”: un pastore e una reggia abbandonata

Bella e perduta
Regia di Pietro Marcello
Scritto da Maurizio Braucci e Pietro Marcello
con Tommaso Cestrone, Sergio Vitolo, Gesuino Pittalis
e con la voce di Elio Germano
In sala dal 19 novembre

“Com'è possibile che un posto così bello sia finito nelle mani di un pastore che ama ma non capisce cos'è la bellezza?” Questo era il pensiero fisso di Tommaso Cestrone, un semplice pastore che nel silenzio e nell'indifferenza delle istituzioni ha cercato di difendere il suo territorio e le bellezze di un patrimonio artistico dimenticati e che oggi tutti conoscono come l'angelo di Carditello.
Tommaso è anche il protagonista del film “Bella e perduta”, documentario sospeso tra fiaba e realtà diretto da Pietro Marcello, rivelazione per “La bocca del lupo”, coprodotto dalla Indigo Film, che ha cofirmato la sceneggiatura con Maurizio Braucci. Il film, prodotto da Avventurosa con Rai Cinema e distribuito nella sale dall’Istituto Luce Cinecittà dal 19 novembre, sarà presentato in anteprima mercoledì 18 in apertura della 33esima edizione del Torino Film Festival, dopo esser stato presentato al Festival di Locarno.
La pellicola narra dunque la storia di Tommaso, custode volontario della reggia borbonica di Carditello, morto la notte di Natale di due anni fa e diventato il simbolo del sito voluto da Carlo di Borbone nel ‘700, centro di eccellenza europea della zootecnica fino all’arrivo dei Savoia che lo consegnarono in gestione a un notabile prepotente di Casal di Principe. Il pastore raccoglieva l’immondizia abbandonata, faceva piccoli lavori di manutenzione e impediva che i ladri continuassero a saccheggiare e a devastare la residenza, spesso rifugio dei latitanti della camorra.
Con la sua morte improvvisa, il regista ha dovuto spostare la storia da inchiesta a fiaba, introducendo ad esempio la figura di Pulcinella, personaggio della tradizione antica, l'intermediario fra i vivi e i morti, a cui Tommaso affida il bufalo Sarchiapone, altro protagonista del film: i due intraprendono un viaggio verso la Tuscia per arrivare da Gesuino, un pastore che invece di prendersi cura dell'animale sceglierà per lui un tragico destino.
“Bella e perduta” è un'opera declinata sul disastro ambientale che ha interessato la Campania, ma affronta anche il rapporto fra uomo e natura che da armonioso si è fatto conflittuale. E il simbolo di questa relazione nel film è il bufalo Sarchiapone, perché è proprio dal modo in cui gli uomini trattano gli animali che si misura il loro grado di civiltà.
Il progetto del film è nato da un libro di Piovene e dall'idea di fare un viaggio attraverso l'Italia, partendo dalla Campania, dove c'è stato l'incontro con Tommaso Cestrone: « il racconto di questo pastore che volontariamente si prende cura della reggia e accudisce i bufali maschi che altrimenti verrebbero uccisi perché non producono latte, doveva essere un episodio del film» ha raccontato il regista Pietro Marcello, durante la presentazione del film a Roma il 12 novembre, «poi nel corso delle riprese Tommaso è morto a causa di un infarto e ci è sembrato importante trasformare il nostro lavoro in un film che è al tempo stesso fosse un documentario e una fiaba contemporanea». Un documentario/film che con il suo linguaggio semplice riesce a trasmettere al pubblico il senso di rovina non solo della terra campana, ma dell'Italia in generale, di un paese in cui i beni culturali e ambientali sono abbandonati, dove sono rimaste solo le persone umili a difendere la bellezza.

Krizia Ricupero 15/11/2015

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