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Mattia Caroli & i Fiori del Male feat. E.T.E.R.E. live al Dams di Roma Tre

Il primo pensiero che si è presentato nella mente di chiunque abbia varcato la soglia della B2 del DAMS di Roma Tre, il 26 maggio, è stato "ma possibile che ci troviamo in un'aula universitaria?"

È forte l'impressione di essere in una realtà parallela, ma proprio questa è la potenza della musica e dell'arte intermediale, infatti quella che evidentemente sarà stata in passato un'aula universitaria è diventata qualcosa di diverso, una stanza governata da due spiriti indipendenti, ma tesi ad una fusione perfetta: da un lato Mattia Caroli & i Fiori del Male, dall'altro il progetto E.T.E.R.E. (E Tu Eri Rapida Ellisse).

La prima è una band d'ispirazione letteraria formata da Mattia Caroli (voce, chitarra), Alessio Festuccia (tastiera), Valerio Brucchietti (basso), Pierluigi Foschi (batteria), Nicolò Francesco Faraglia (chitarra solista), Simone Fusiani (sax), Niccolo' Jacopo Cavoli (Lap steel guitar, tromba), il cui nome è appunto tratto dalla celeberrima raccolta di poesia di Charles Baudelaire e le cui sonorità hanno un particolare sapore di anni '70, dai Pink Floyd di Syd Barrett a Nick Drake.

Il progetto E.T.E.R.E. invece nasce dalla ricerca nell'arte intermediale effettuata da Lino Strangis, protesa in questo senso alla direttrice musicale: il gruppo è composto dallo stesso artista calabrese, Giovanni Paris, Roberto Liberati e Giulia Pellini. Il progetto è rivolto alla free improvisation basata sull'utilizzo delle tecnologie elettroniche e digitali, esso ripropone diverse tipologie di sonorità tra cui spiccano delle risonanze tribali e altre sfumature provenienti da disparate culture musicali.
Il risultato acustico è omogeneo e, unito all'installazione video di Strangis, instaura nella stanza un clima onirico e psichedelico, gli spettatori sono accompagnati armoniosamente all'uso di tutti i sensi per intrecciarsi spiritualmente alla musica e alle immagini.
Eventi del genere sono assolutamente da incoraggiare, soprattutto se contestualizzati in un clima accademico e organizzati con passione ed elevato senso artistico, come in questo caso.

 

(Antonio Savino)

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