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“Walking on the moon”: al Teatro India una fiaba contemporanea tra progresso tecnologico e narrazione poetica

“Giant steps are what you take walking on the moon”, cantava Sting con il suo storico gruppo The Police nel 1979, esattamente dieci anni dopo il primo sbarco dell’uomo sulla luna. Protagonista della storica missione Apollo 11 fu Michel Collins – insieme a Neil Amstrong e Edwin Aldrin – astronauta di origini italiane che però a differenza dei suoi colleghi, sulla luna non mise mai piede. Nello spettacolo “Walking on the moon” scritto da Leonardo Ferrari Carissimi e Fabio Morgan, la storia di Collins (Graziano Piazza) - anti eroe di un’epoca passata – s’intreccia con quella di Elia (Matteo Cirillo), giovane startupper digitale, e Alice (Anna Favella), studentessa appassionata di poemi cavallereschi. E’ una fiaba sulle innovazioni passate e presenti, quella che la “Compagnia del Teatro dell’orologio” ha voluto raccontare servendosi di diverse aree del Teatro India; durante lo spettacolo è stato infatti chiesto agli spettatori di spostarsi seguendo una luna luminosa. “Walking on the moon” è anche una riflessione sui limiti della scienza e sulla possibilità di imgres 2realizzare i propri sogni attraverso la tecnologia. Altro tema affrontato è quello della solitudine, che Collins - l’uomo più solo dell’Universo - provò quando orbitò per alcune ore attorno alla Luna e perse i contatti radio con la Terra in attesa che Amstrong e Aldrin facessero ritorno.
Lo spettacolo – legato al progetto “EUREKA! Roma 2018”, promosso da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale - propone al pubblico un interessante parallelo tra le scoperte tecnologiche contemporanee (in particolare la realtà virtuale) e le innovazioni scientifiche che 49 anni fa permisero all’uomo di arrivare sulla luna. Un evento, quest’ultimo, che come afferma il regista e autore dello spettacolo Leonardo Ferrari Carissimi rappresenta “la realizzazione di un sogno collettivo e, di conseguenza, la fine. Perché una delle componenti di più forte fascinazione del sogno è la sua irrealizzabilità».

Sebbene abbia il merito di affrontare in maniera originale temi di estrema attualità, “Walking on the moon”, non riesce nell’intento di tener viva l’attenzione dello spettatore durante tutta la sua durata. Un ritmo eccessivamente lento, soprattutto nella parte finale, penalizza uno spettacolo già partito con un imprevisto dovuto al mal tempo. La pioggia battente della prima serata ha infatti impedito che le parti itineranti si svolgessero, come previsto dal regista, anche negli spazi esterni del teatro.
Nella fiaba raccontata dalla “Compagnia dell’orologio”, una piccola parentesi è dedicata all’amore sfortunato tra i due giovani protagonisti - Elia e Alice - appartenenti a due mondi diametralmente opposti. A regalare una favola a lieto fine agli spettatori ci ha pensato però l’attore Graziano Piazza, quando, a spettacolo concluso, si è inginocchiato con un anello in mano e ha chiesto alla sua compagna di sposarlo.

Chiara D’Andrea 07/05/2018

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