Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

Volge al termine il Festival Trame d’autore con lo sguardo intimista di “Carbone attivo” di Nick Rongjun Yu e diretto da Manuel Renga

Piccolo Teatro Grassi
20 settembre

Carbone attivo
di Nick Rongjun Yu
traduzione di Annalisa Annuvolo
con Sara Dho, Alessandro Lussiana, Gianni Quillico, Elisabetta Torlasco
light design Amleto Diliberto
assistente alla regia Giulia Gnola
regia di Manuel Renga

Il Festival Trame d’Autore, dedicato alla Cina e alle su trasformazioni, si conclude con un testo che potremmo definire intimista, “Carbone attivo” di Nick Rongjun Yu, classe 1971. Omaggio al Teatro delle Ombre, ambientato a Shanghai, uno dei centri che hanno vissuto profondi rivolgimenti nell’ultimo decennio, “Carbone attivo”, portato in scena per la regia di Manuel Renga, si presenta come un dramma raffinato e riflessivo. Il gioco di luci ed ombre ben si concilia con il mood ora intimista e caldo, ora distaccato e gelido.Una giornata qualunque dell’inverno di Shanghai, ambientata ai giorni nostri, nella vita di una giovane coppia in crisi, fa la sua apparizione, un uomo anziano che un tempo era direttore di una miniera di carbone. Il suo ritorno è avvolto nel mistero, ci sono dei segreti da svelare , verità che devono essere raccontate, colpe che non possono essere pagate se non con un nuovo inizio nel presente. Due generazioni a confronto, quello di una coppia dei giorni nostri in cui lui è in preda alla depressione perché la sua azienda è fallita e lei decide senza batter ciglio di trasferirsi ad Hong Kong. E’ proprio di fronte al trasferimento della figlia in un’altra città che lo spettatore percepisce come il cambiamento sia vissuto dai protagonisti in maniera differente. Per l’anziano padre infatti i cambiamenti sono un qualcosa che ad una certa età fanno paura. C’è chi parte, c’è chi torna, ma un punto sembra voler essere fermo, la famiglia, che si fonda sul concetto di prendersi cura uno dell’altro. E questo prendersi cura gli uni degli altri si traduce sempre e comunque con il ritorno a casa, come bene è sottolineato dal gesto simbolico del dono di un disco dall’anziano al genero. Si tratta del “Dal nuovo mondo” di Dvorak ed in particolare il protagonista anziano accenna al secondo movimento dell’opera, ovvero “Il ritorno a casa”. Il Festival iniziato con un’opera – fotografia sulla Cina di oggi, volge al termine con un’opera che indaga la sfera delle relazioni emozionali, con il testo di un drammaturgo con il più alto numero di produzioni all’attivo. Direttore dello Shanghai Dramatic Arts Centre, dirige anche l’annuale Shangai International Contemporary Theatre Festival. A partire dal 2000 Nick Yu firma più di 47 opere, tra testi teatrali e sceneggiature cinematografiche, molte delle quali sono state rappresentate con successo anche all’estero (Stati Uniti, Canada, Giappone, Singapore, Egitto, Austria, Romania, Turchia, Germania…). È stato premiato dall’ Asian Cultural Fellowship (nel 2004 e 2007) per aver contribuito al programma di scambi culturali con gli Stati Uniti e per quello delle residenze internazionali presso il Royal Court Theatre di Londra nel 2008. Una chiusura dunque di tutto rispetto per il Festival Trame d’Autore che ha saputo affrontare una sfida temeraria proponendo in questa Edizione, un programma interamente dedicato nella sua seconda fase, ad autori cinesi.

Adele Labbate 21/09/2015

 

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM