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#Vie Festival: “Amor”, perle ai porci

L’oro rappresenta il metallo più prezioso al mondo. I suoi cercatori lo definiscono unico e inconfondibile per la sua bellezza. Da sempre è simbolo di regalità e durevolezza. L’oro non si altera, non perde il proprio fascino, non si deteriora. Ma se il petrolio o i diamanti, nel tempo, hanno preso il suo posto tra le bramosie dei potenti, quale può essere definito, oggi, il nuovo oro?
Theodoros Terzopoulos ha portato al Vie Festival “Amor”, uno di quei testi capaci di sublimare la forma stessa del teatro. I numeri prendono il posto delle parole, i calcoli dell’intreccio e i personaggi diventano semplici oggetti, immobili e Amor03glaciali, sulla scena spoglia di una pedana rialzata. Non appena un fascio di luce illumina il palco del Teatro delle Passioni i due attori prendono vita solo apparentemente: l’uno, nel suo abito scuro, mitraglia di numeri e simboli la donna che, visibile solo per metà busto, sorride vestita di rosso. L’aspettativa di chi guarda è continuamente tradita da parole che non arrivano mai e da dialoghi che a poco a poco svelano i contorni della sede di un’asta. Qui, in cui ogni cosa può essere prezzata, comprata e rivenduta, i corpi, i sentimenti, i ricordi diventano oggetti nelle mani di un nemico invisibile.
È amaramente chiaro che l’ultimo lavoro del regista greco pennelli di inquietudine il ritratto di una contemporaneità intangibile. Non solo chi recita (egregiamente, come hanno fatto Aglaia Pappa e Antonis Myriagkos) è parte del gioco ma anche e soprattutto chi guarda, impaziente e in attesa che un qualcosa infranga lo specchio a cui inaspettatamente si è trovato davanti. E all’apice della pièce, dove lo sguardo svelato di una Grecia (ma non solo) distrutta accusa chi immobile la fissa, un grido esasperato e violento spacca l’angoscia di questo graffito: «Amor».
Questa è vera bellezza. E questo deve essere il nuovo oro, il nostro oro. Un’arte, potente ed eterna, capace di mostrare e sanare le ferite di un’epoca incatenata nei suoi flagelli.

Visto al Teatro delle Passioni di Modena, il 19 ottobre.

Elena Pelloni 27/10/2016

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