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Una Bella Addormentata in versione steampunk - con "Tàlia si è addormentata" si conclude il DoIt Festival

“E vissero tutti felici e contenti per sempre sempre e sempre”. 

Si è concluso così lo scorso giovedì 12 aprile il percorso durato un mese del DoIt Festival a Roma presso l’Ar.Ma Teatro.  “Tàlia si è addormentata” è stato l’ultimo spettacolo a gareggiare in attesa della giornata di domenica 15 aprile quando si celebrerà la premiazione dei vincitori e menzionati.
La compagnia romana PolisPapin, nata in collaborazione con il Teatro Ygramul e composta dalle tre eclettiche attrici Cinzia Antifona, Valentina Greco e Francesca Pica, ha proposto con regia e musiche di Francesco Petti una sua rivisitazione della fiaba “Sole, Luna e Talia” tratta da “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile (dalla raccolta di cinquanta fiabe in linqua napoletana “Pentamerone” del 1634). Una scelta dunque coraggiosa quanto dall’immenso potenziale che ha permesso al pubblico di calarsi in un’atmosfera senza tempo e senza spazio per indagare l’umano attraverso il racconto.
In scena, dunque, la "fiaba" di Tàlia, probabilmente nota ai più come una delle più antiche versioni de "La bella addormentata", forse meno "delicata", ma più coinvolgente.
È giovane e bella la fanciulla che si punge il dito con una lisca di lino cadendo così in un eterno sonno profondo. Lasciata per anni abbandonata nel suo palazzo dal padre che la crede morta, viene trovata da un Re straniero (e non il principe a cavallo che spezza l’incantesimo) che giace con lei e dal quale avrà due figli: Sole e Luna. Questi nutrendosi dal suo seno estraggono la lisca e Tàlia si risveglia. Dopo diverse peripezie e aver sfidato l’ira della regina invidiosa, con l’aiuto delle fate e del destino l’amore trionfa e lo spettacolo si conclude come è iniziato: tre Sorelle di nero vestite, le Figlie del Tempo, riportano l’ordine e congedano il pubblico con una fantasiosa buonanotte.
Per rimediare al problema dei tanti personaggi Petti ha convogliato le maschere nell’esperienza teatrale di un trio dai mille volti conferendo al suo progetto un aspetto poliedrico per poter giocare con parole, immagini e suoni. foto talia si è addormentata 345x190
Ognuna delle attrici ha dimsotrato maestria e bravura iniziando con un personaggio per poi alternativamente scambiarsi di ruolo con l’altra creando un gioco di illusione molto efficace.
“Un giro di giostra che ha trovato vita nel “mentre” della sua realizzazione”, ammette sorridendo la Greco dopo lo spettacolo nel momento di dibattito con il pubblico, cui ha presenziato come giudice Adriano Sgobba, critico e tutor del Master in Critica Giornalistica dell’Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d’Amico
È un lavoro che lascia evidentemente soddisfatti proprio per l’attenzione che è stata posta a ogni dettaglio. I costumi dallo stile “steampunk” e la scenografia minimalista quanto efficace di Domenico Latronico sono stati complici per rendere al meglio il paesaggio onirico da rievocare con accurata bellezza seppur entro i limiti del piccolo spazio a disposizione. Scendendo poi nel merito del lavoro drammaturgico Petti confida di non aver voluto stravolgere del tutto il testo. Alcuni estratti in napoletano antico ha voluto mantenerli nei momenti di maggiore pathos: “non avevo paura che il pubblico potesse non capire nonostante certi termini siano arcaici e ormai in disuso. La storia si comprende e non sentivo la necessità di omettere del tutto queste parti. Per altro, abbiamo provato davvero a trasporre in italiano anche le scene più forti, ma la resa non era affatto soddisfacente come nella loro lingua madre.” Una piccola perla non da poco cui la compagnia stessa ha tenuto particolarmente dichiarandosi da sempre grande amante del teatro dialettale. 
Ma questa scelta, con l’aggiunta di alcune espressioni in francese e ancora di frasi da altre fiabe come Biancaneve, è stata voluta proprio per conferire dinamicità alla rappresentazione e ricordare che alla fine tutte le storie si intrecciano l’una con l’altra e nessuna sfugge al tempo che inesorabilmente scorre fissandole nella propria epoca a seconda delle esigenza. 
Una piacevole serata conclusasi nel buio dell’oblio che tutto riporta all’ordine ricordando all’uomo i passaggi fondamentali della vita cui nessuno può sottrarsi finendo a libro aperto: “1, 2, 3, la ruota gira Tàlia e ora tocca a te”.

Daria Falconi
13/04/18

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