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Teatro Storchi e Teatro delle Passioni di Modena: presentata la stagione 2017-2018

Riconoscere nel teatro un luogo privilegiato di incontro, dialogo e riflessione: questa la ferma volontà della Fondazione Emilia Romagna Teatro (ERT) per la prossima stagione del Teatro Storchi e del Teatro delle Passioni di Modena. Claudio Longhi, direttore di ERT, intende proporre un “teatro senza mura”, in cui le idee si convertono in azioni pratiche, la tradizione si misura con i diversi punti di vista e decade ogni barriera fisica e ideologica. Il cartellone 2017-2018 sarà dunque all’insegna della continuità e discontinuità con ciò che è stato e si svilupperà intorno a una questione centrale: che fine ha fatto il nostro futuro?
A partire dal 2 novembre al Teatro Storchi andranno in scena: “Il Libro di Giobbe” (un viaggio inedito nel Vecchio Testamento da cui Pietro Babina ha tratto un racconto contemporaneo), “Va pensiero” del Teatro delle Albe (creazione corale che indaga la corruzione dell’Italia odierna in relazione alle ‘speranze risorgimentali’ inscritte nella musica di Giuseppe Verdi), “La classe operaia va in paradiso” (spettacolo adattato per la scena dalla penna di Paolo Di Paolo), “Il giorno di un Dio” di Cesare Lievi (un’elaborata riflessione sulle conseguenze della “riforma” di Lutero) e “Dieci storie proprio così” diretto da Emanuela Giordano (ragionata provocazione contro quella rete mafiosa che vorrebbe sconfitta la coscienza collettiva). stagione ert 1

Dal 3 ottobre al Teatro delle Passioni troveremo: “La tartaruga” di Levan Tuladze, in cui il regista georgiano si confronterà per la prima volta con Luigi Pirandello, “Totò e Vicè” di Enzo Vetrano e Stefano Randisi (dedicato ai due poetici clochard nati dalla fantasia di Franco Scaldati), “Il cielo non è un fondale” di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini (il racconto di un sogno e l’esplorazione di uno spazio sospeso fra realtà e finzione), “L’esecuzione” di Vittorio Franceschi, “Li Buffoni” e “Fantasmi” di Nanni Garella, “Allarmi” di Davide Sacco e Agata Tomsic (un testo che riguarda un gruppo di estremisti il cui scopo è il rovesciamento violento del potere), “Gioie e dolori nella vita delle giraffe” diretto da Teodoro Bonci Del Bene (una toccante favola allegorica sulle angustie della nostra società), “1984” diretto in prima assoluta dal pluripremiato regista britannico Matthew Lenton e “Work in progress” di Gianina Cărbunariu (un percorso avvincente che, tra improvvisazioni, discussioni e interviste raccolte nella città di Modena, racconta sogni e disillusioni dei lavoratori di oggi).

Diversi inoltre gli spettacoli italiani ed internazionali che verranno ospitati nei due teatri, da “L’ora di ricevimento (Banlieue)” di Michele Placido con Fabrizio Bentivoglio al riallestimento della “Medea” di Luca Ronconi compiuto da Franco Banciaroli, al celebre “Copenaghen” di Michael Frayn, a “GOLD” e “SACRE” di Emanuel Gat, coreografo israeliano annoverato fra i più lirici e rigorosi della sua generazione.

Ad affiancare questa fitta programmazione, anche quest’anno verrà proposta la rassegna “La domenica non si va a scuola” dedicata alle famiglie e ai bambini e promossa da Emilia Romagna Teatro Fondazione con il sostegno di Nordiconad. Quattro saranno gli appuntamenti al Teatro Storchi dal 6 gennaio 2018 all’8 aprile 2018: “La conta di Natale” (Momom), “Va Va Va, Van Beethoven” (Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani), “Un eroe sul sofà” (Madame Rebine) e “Controvento” (Ta-Daa Studio Associato Artisti Professionisti).

Sara Risini 02/09/17

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