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Il Teatro Brancaccio presenta la stagione 2018-2019, la settima di Alessandro Longobardi

Il Teatro Brancaccio, nonostante lo scarso sostegno da parte delle istituzioni che il Direttore artistico Alessandro Longobardi non ha mancato di sottolineare in conferenza stampa, è oggi una realtà nazionale viva e piena di iniziative: danza, musical, teatro, circo, formazione.

La prossima stagione sarà la numero 7 a cura di Longobardi, che si è soffermato molto sul valore simbolico di questo numero, che rimanda ai colori dell’arcobaleno, ai re di Roma, alle note musicali. È un numero da sempre ricondotto ai concetti di perfezione e di creazione e dunque l’entusiasmo per quanto accadrà il prossimo anno è tanto, soprattutto per le tante novità in cartellone. Le difficoltà non mancano di certo: Longobardi ha dovuto comunicare l’assenza, decisa solo poche ore prima, di una importante produzione, che ha fatto sì che si venissero a creare nel programma non pochi problemi di date, che verranno al più presto risolti, per poter dare informazioni compiute e definitive. Bisognerà aspettare settembre anche per delle importanti novità in merito a spettacoli del settore Danza, di cui si avverte l’importante assenza.

Spicca, per adesso, solo il nome della compagnia Parson Dance.

Ad aprire la stagione sarà una nuova produzione di OTI “La piccola bottega degli orrori” (dal 3 al 21 ottobre) affidata alla regia di Davide Nebbia con cast in via di definizione: si basa sull’omonimo film del 1960 diretto da Roger Corman con musiche e canzoni composte da Alan Menken su testi e libretto di Howard Ashman. Questa favola horror farà riflettere sull’idea di ‘mostro’, portando alla luce i piccoli orrori presenti in ognuno di noi.

Spazio poi ai concerti (Iva Zanicchi il 7 novembre, Loredana Bertè, Lina Sastri, Luciano De Crescenzo, Sal Davinci, Neri Marcorè, Christian De Sica), alla comicità (“Diamoci un tono” di EdoardoTeatro Brancaccio Ferrario il 21 ottobre, “MONTANINI LIVE 2019” di Giorgio Montanini l'11 febbraio e poi Gabriele Cirilli, Paolo Cevoli, Angelo Pintus, Paolo Migone), ai musical (“Aladin”, “Actor Dei”), al mondo circense (con due compagnie di circo contemporaneo e l’illusionista Gaetano Triggiano). Porterà in scena la sua pungente ironia anche Beppe Grillo, col suo spettacolo “Insomnia”, dal 18 al 20 febbraio: spettacolo intimo e autentico con immancabili riferimenti all'attualità e alla politica italiane.
Attesissimo titolo della stagione è certamente l’adattamento teatrale ad opera di Lee Hall di un celebre film di successo (vincitore dell’Oscar del 1998): “Shakespeare in Love” di Marc Norman & Tom Stoppard. La regia è affidata a Giampiero Solari mentre nei panni dei due giovani protagonisti ci sono Lucia Lavia e Marco De Gaudio. Il debutto è previsto il 31 ottobre, fino al 18 novembre.
Torna il musical di successo “Aggiungi un posto a tavola” (22 novembre-6 gennaio), favola che parla d’amore, fede e accoglienza giunta (a proposito di numerologia) alla sua settima edizione. Nel cast anche Enzo Garinei che, dopo 500 repliche nei panni di Sindaco Crispino, stavolta sarà “la Voce di Lassù”. 

Teatro Brancaccio 2Altre due sono le punte di diamante della stagione 2018-2019. Una è “Up&Down” (6 e 26 novembre), che vede Paolo Ruffini in scena insieme a 6 attori della compagnia Mayor Von Frinzius: uno di loro è autistico e cinque hanno la sindrome di Down. «Il teatro non ci chiede di essere tutti uguali. Siamo tutti straordinariamente diversi» ha detto Ruffini spiegando questo progetto che porta avanti con grande passione e sensibilità, umana e artistica.
A marzo 2019 calcherà le scene del Brancaccio un altro musical da record, travolgente e coloratissimo: “Priscilla la regina del deserto” (7-31 marzo), tratto dall’omonimo film cult vincitore di un Premio Oscar, stavolta nelle mani del regista Matteo Gastaldo.

Con grande orgoglio Alessandro Longobardi ha illustrato le attività che vedranno coinvolta l’Accademia Professionale STAP BRANCACCIO, giunta al suo quarto anno di attività. Compie sei anni, invece, il Brancaccino Teatro Ragazzi, dedicato all’infanzia dai 2 ai 10 anni di età. Queste realtà dimostrano l'attenzione rivolta al pubblico più giovane e soprattutto all'aspetto della formazione. 
 
Giuseppina Dente
13/06/2018

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