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Sotto a un cielo insolitamente grigio per un pomeriggio di maggio, al Ponte delle Scienze di Roma passeggiano alcune donne vestite da sposa con in mano un cartello con su scritto un messaggio di pace. Nessun matrimonio. Sono alcune delle cento spose che partecipano all’installazione Brides on tour, evento creato da Tiziana Sensi per celebrare gli undici anni del viaggio di Giuseppina Pasqualino Marineo, in arte Pippa Bacca. Artista visionaria che trasforma oggetti in altri oggetti con il semplice uso delle forbici- come ad esempio le foto delle persone che le hanno dato un passaggio in macchina in mezzi di trasporto- parte da Milano nel 2008 indossando un abito da sposa con undici veli come i paesi che attraversa portando un messaggio di pace. Il suo viaggio termina in Turchia, a Gezbe, dove viene violentata e uccisa. Tiziana Sensi è anche la regista dello spettacolo Tu non mi farai del male, scena dal 9 al 12 Maggio al Teatro Marconi di Roma. Lo spettacolo racconta le ultime ore del viaggio di Pippa Bacca, interpretata da Caterina Gramaglia. Abbiamo incontrato Tiziana Sensi durante i preparativi dell’installazione per parlarci dello spettacolo. 

PIPPA BACCA 2

Lo spettacolo è tratto da una storia vera. In che modo si è documentata e perché l’ha scelta?
"Sono partita un testo teatrale di cui mi sono innamorata. Mi sono documentata su Internet e anche grazie al contributo di Rosalia, sorella di Pippa. Ho scelto questa storia perché la ritengo fondamentale soprattutto in questo momento storico dove c’è molto odio, arroganza e individualismo. Questa performance che precede lo spettacolo è piena di simboli ed per questo è ancora più forte in un momento in cui i simboli sono un po’ vuoti".

Come viene reso sulla scena il viaggio in autostop?
"La storia di Pippa, vissuta e raccontata da lei. Non vedrete macchine e altri elementi che solitamente si vedono in un film ma quelli che offre la macchina del teatro. Gli attori sono Caterina Gramaglia, Giorgia Guerra, Thomas Santu e una giovane attrice, Francesca Cannizzo". 

La protagonista sceglie di indossare un abito da sposa. Ci può spiegare il perché di questa scelta?
"L’abito da sposa rappresenta il candore e la purezza. È un modo per sposare il mondo, non solo un’altra persona. Il bianco rappresenta inoltre la nascita, la luce".

Lo spettacolo può essere un messaggio anche contro la violenza sulle donne?
"No. Pippa è stata violentata e uccisa da una persona mentre si trovava in Turchia ma a noi preme trasmettere il suo messaggio di pace e di dialogo. Noi al giorno d’oggi pubblicizziamo continuamente la violenza perdendo il rispetto per ogni persona. Le donne vengono picchiate, gli omosessuali vengono picchiati. Anche grazie ai social, dietro a un account, chiunque sputa veleno su chiunque in maniera gratuita".

Maria Vittoria Guaraldi 11/05/2019

Una schiera di spose, disposte su un lato della sala e rigorosamente vestite di bianco, accolgono il pubblico del teatro Marconi di Roma per la prima di "Tu non mi farai del male", spettacolo scritto da Rosa A. Menduni e Roberto De Giorgi e dedicato a Pippa Bacca, la giovane artista performativa tragicamente scomparsa il 31 marzo 2008.

Tra le braccia le spose stringono dei cartelli con sopra riportati una serie di valori – fratellanza, condivisione, solidarietà – che esprimono il senso di quel progetto, Spose in viaggio, intrapreso insieme a una compagna l’8 marzo 2008, giornata internazionale della donna, e mai portato a termine. La performance prevedeva un tragitto interamente in autostop da Milano a Gerusalemme attraverso undici paesi toccati dalla guerra, undici come i veli degli abiti nuziali indossati per tutto il tempo dalle due; lo scopo fondamentale del viaggio doveva essere quello di lanciare un messaggio universale di pace e fiducia nell’umanità con la scelta simbolica di affidarsi a degli sconosciuti per i vari spostamenti. Ma purtroppo, dopo essersi separata dall’amica a Istanbul con l’obiettivo di ricongiungersi poi a Beirut, Pippa fu violentata e uccisa da un uomo che le aveva dato un passaggio nei pressi della cittadina di Gebze.Pippa Bacca 02
Lo spettacolo ha inizio proprio dall’ultima stazione, in «una strada deserta dove tutto sembra surreale», e rievoca a ritroso le tappe e le ragioni profonde di questo cammino, oltre a mettere in luce gli aspetti, a volte sorprendenti e altre volte contraddittori, della straordinaria personalità di Pippa. In uno scenario quasi beckettiano, seduta ai margini di una strada su un ceppo rovesciato, la protagonista – un’intensa Caterina Gramaglia – attende il suo Godot, un’utopica conciliazione tra arte e vita che sappia redimere l’umanità. Nel corso di questa attesa entrano ed escono di scena una serie di figure sospese tra passato e presente e tra l’innato idealismo di Pippa e la cruda realtà del mondo circostante: il confronto che ne scaturisce lascia emergere al massimo grado la natura eterea e naïf della protagonista, proiettata con un candido e coraggioso ottimismo verso un altrove che trascenda la malvagità dell’uomo. Una delle componenti più efficaci della drammaturgia risulta essere proprio il contrasto della ragazza con quelle presenze che faticano a intendere il senso del suo viaggio e che cercano di riportarla coi piedi su una terra per lei sin troppo arida: presenze come la cinica e pragmatica “fata” vestita di verde o come l’unica figura maschile dell’intero spettacolo, un viaggiatore che si mostra gentile, disponibile e interessato alle sorti di Pippa ma che appare incapace di condividerne fino in fondo il destino. Tutta giocata sui flashback è poi la peculiare dialettica tra la protagonista e la sua partner, il cui rapporto ondeggia ambiguamente tra complicità affettiva e conflittualità artistica e che rispecchia in parte le sensazioni contrastanti dello spettatore di fronte alla radicalità del disegno etico ed estetico di Pippa.Pippa Bacca 03
La regia di Tiziana Sensi si mantiene in perfetto equilibrio tra l’oggettività della cronaca e le astrazioni soggettive operate dalla fantasia e dalla memoria della protagonista. In quest’ottica risulta estremamente funzionale il pregevole lavoro di mescolanza tra luci fredde e calde e, ancora di più, l’uso poetico di un separé trasparente come elemento scenico per restituire la simultaneità dei differenti piani temporali. Infine, in questa congerie di simbolismi, appare centrale il colore verde, segno cromatico ricorrente e delicata metafora della creatività della performer.
Lo spettacolo si rivela come un sincero, toccante e coinvolto omaggio all’arte e alla persona di Pippa, solo a tratti indebolito dal didascalismo di alcune battute, presenti in particolare nei dialoghi con la sopracitata figura maschile. Tali sbavature sono comunque irrilevanti dinnanzi all’efficacia con cui vengono risolti i momenti di maggior tensione drammatica: su tutti spicca il tragico epilogo dove viene scelto di non dare un volto all’assassino, trasformandolo in un’autentica allegoria del Male, e di non rappresentare in scena il martirio della protagonista, evitando così qualsiasi facile sensazionalismo.
Opera di forte impegno civile, Tu non mi farai del male può essere riassunta nel suo senso più profondo e nella sua urgenza poetica e politica con una delle frasi più emblematiche pronunciate da Pippa: «L’arte per me, per gli altri, è un modo per diventare persone migliori».

Piero Baiamonte
Francesco Biselli
Emanuele Bucci
Maria Vittoria Guaraldi

10/05/2019

La lunga cavalcata che ha portato alla proclamazione dei vincitori di “Short Lab” è iniziata lo scorso 27 febbraio, serata d’inaugurazione della terza edizione della rassegna ideata e organizzata dal regista e sceneggiatore Massimiliano Bruno. Quest’anno sono arrivati sul palcoscenico del Cometa Off un totale di 36 monologhi e 24 corti teatrali, rispettivamente quattro e tre per ogni serata in cartellone. Nel corso di questo mese di esibizioni una giuria di esperti e il pubblico hanno selezionato i lavori migliori da portare in finale, per ciascuna delle due categorie, per poi eleggere i due vincitori. 

Sabato 24 marzo si è svolta la finale dei monologhi, otto in tutto: “Un figlio…io?” di Giacomo Tramontano con Andrea Mautone, “La doppia G”, regia Giorgia Giuntoli con Shara Guandalini, “Respira piano” di Nicola Maiello con Piera Russo e regia di Elio Amedeo - Elena Storace, “Sciaboletta” con Alessandro Blasioli interprete e regista, “Pippa Bacca” di Barbara Lalli con Giorgia Ciotola e regia di Tiziana Sensi, “Celestina” di e con Federica Carmen Santoro, “Storia di incroci e d’anarchia” con Veronica Milaneschi e regia di Patrizio Cigliano, “Mamma son tanto felice perché…” con Angelica Bifano interprete e regista.

A spuntarla è stata la divertente “Storia di incroci e d’anarchia”, lo sfogo colorito e liberatorio di una donna che perde facilmente la testa quando è nel traffico e quando ha a che fare con la maleducazione, la scorrettezza e la strafottenza di alcuni automobilisti, capaci di tirare fuori il peggio di lei. Al monologo va un premio di 500 euro.

Sciaboletta 1Storia di incroci e d’anarchia” ha superato di due soli voti “Sciaboletta”. Decisivo è stato il voto del pubblico, vero e proprio ago della bilancia: la giuria, infatti, era letteralmente spaccata in due. Vista l’eccezionalità del caso e la qualità dei due monologhi in questione, Giorgio Barattolo, Direttore del Cometa Off, ha deciso di destinare un premio di 300 euro anche al secondo classificato. “Sciaboletta” racconta con pungente, ma raffinata ironia, la storia della fuga del re Vittorio Emanuele III di Savoia, dopo l’armistizio del 1943. L’uomo viene presentato come codardo e in balia degli eventi, incapace di prendere decisioni e mantenere il pugno fermo in quella situazione di grande crisi. Il testo è brillante, molto approfondito nei contenuti, esposti con leggerezza nonostante il tema certamente delicato. C'è anche grande cura del dettaglio, non solo nel raccontare i fatti, ma anche nella musica e nel costume del protagonista, vestito in scena di tutto punto come fosse un ufficiale dell’esercito, con tanto di elmetto sulla testa. 

Pippa BaccaNel corso della serata è stato assegnato anche un altro premio, da parte di Emergency, presente con alcuni suoi rappresentanti a tutte le serate della rassegna. A vincerlo è stato un monologo intenso e commovente, tratto da una storia vera, una storia di crudeltà e violenza, ma presentata con grande poeticità: “Pippa Bacca”. Il monologo si ispira alla vicenda della donna violentata e uccisa il 31 marzo 2008 durante un viaggio in Turchia.

Ora non resta che scoprire chi sarà il vincitore della sezione Corto Teatrale, che verrà proclamato domenica 25 marzo e che si aggiudicherà un premio di produzione pari a 2000 euro. 

 

Giuseppina Dente 25/03/2018

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