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S.P.E.M.: quattro moderne guerriere contro una società antropocentrica

Si fanno largo sulla scena avvolte in completi neri, con i capelli argento-glitter – una vera e propria divisa da battaglia - e i volti bianchi, le quattro guerriere di S.P.E.M., la società per l’eliminazione del maschio, pronte a combattere e a promuovere gli ideali di annientamento del genere maschile nella loro conferenza show, in scena al Teatro dell’Orologio.
Le due relatrici, accompagnate da altrettante traduttrici simultanee, si rivolgono con grinta e determinazione a una platea divisa per l’occasione tra maschi e femmine. Si viene a creare una sorta di ring tra i due sessi, un botta e risposta 01spemtra stereotipi, ideali e credenze di una società che prova con tutte le forze ad abbattere il maschilismo imperante. Partendo da una vera e propria lectio magistralis sui diversi esemplari di uomo, e concentrandosi in maniera particolare sul “Masculus ignobiles” - un essere inferiore, una femmina mancata, un egocentrico incapace di comunicare, con lacune di natura, fisica, biologica, sessuale - si passa poi a proiezioni video in cui si ridicolizza l’uomo mammone e infantile, a siparietti brillanti, a episodi particolari, fino a giochi e interazioni con il pubblico, istruendolo alla necessità di eliminare “il maschio” dalla faccia della terra, per renderla migliore, e con esso, le figlie di papà, quelle donne pronte a soddisfare ogni desiderio del proprio compagno, prive di qualsiasi dignità.
Per le S.P.E.M. gli uomini sono esseri inutili e miseri, mentre le donne sono creature magnifiche, uniche nel loro essere, tanto da ipotizzare che le grandi personalità maschili non furono altro che donne mascheratesi da uomini, come lo stesso Gesù (molto divertente, a tal proposito, la declamazione della “Genesi” dal punto di vista femminile). La conferenza scorre rapida e incalzante, tra gag, risate e momenti di riflessione, per giungere all’invito finale, rivolto a tutte le spettatrici, ad arruolarsi nel sistema S.P.E.M, a diventare delle assassine e a combattere questa dura guerra contro il genere maschile.
00spemGiulia Trippetta e Cristina Pelliccia, partendo dall’opera di Valerie Solanas, “S.C.U.M. Manifesto”, danno vita a uno spettacolo originale, frizzante, energico, divertente, che concede al contempo una profonda analisi sociologica, antropologica e culturale. Una performance in cui si fondono momenti di leggerezza, echi dal sapore enciclopedico e documentaristico, citazioni colte, musiche pop e illustrazioni, in cui si dialoga e si interagisce, in cui si sorride e si riflette; una super conferenza dal sapore di un grande talk show americano, condotta con acutezza, spigliatezza, brio e un pizzico di umorismo, dalle stesse Trippetta e Pelliccia affiancate da Elena Crucianelli e Bianca Friscelli.
Hanno il coraggio, la grinta e la potenza di guerriere pronte a combattere la visione antropocentrica del mondo e lo dimostrano attraverso una gestualità e una mimica fortemente espressiva. Uno spettacolo di donne e dalla parte delle donne, in cui però trovano ampio spazio anche gli uomini, non solo per essere derisi, scherniti, umiliati e beffeggiati, ma per essere soprattutto analizzati. Gli “uomini”, in scena, hanno l’unico corpo di Stefano Guerrieri, in grado di passare con maestria, classe e abilità dal ridicolo emblema del “Masculus ignobiles”, al professore che dispensa lezioni sulla storia delle donne, fino all’uomo arruolatosi in S.P.E.M.
Un progetto giovane, acuto, provocatorio e ironico, per svegliare le coscienze e invitare tutti a impugnare le “armi” comportamentali e umane contro quegli uomini inutili, insicuri, prepotenti, per cercare così di migliorare la società e la condizione stessa delle donne. Un esperimento, un’utopia forse, che con cuore, muscoli, cervello e un po’ d’ilarità potrebbe però diventare realtà, o comunque spettacolo, come in questo caso.

Maresa Palmacci 15/01/2017

Foto: Manuela Giusto

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