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“Some Girl’(s)”, un tuffo nel passato

Marcello Cotugno porta in scena al Teatro Eliseo “Some Girl(s)”, pungente e ironica commedia scritta nel 2005 dal drammaturgo statunitense Neil Labute.
Guy è uno scrittore sui quarant’anni che sta per sposarsi con una giovane infermiera, ma prima di fare il grande passo sente la necessità di fare ordine nel proprio passato e decide così di incontrare le proprie ex per cercare di “sistemare il casino che ha combinato nella sua vita sentimentale lungo la strada verso la maturità”.
L’uomo parte e attraversa gli Stati Uniti per incontrare i fantasmi delle sue relazioni passate in un percorso à rebours che, è a tutti gli effetti un viaggio nel tempo.
La prima ex fidanzata che incontra è la fragile Sam, la ragazza dei tempi del liceo che Guy lasciò per andare al college in un’altra città, ancora incapace di superare la fine del suo amore adolescenziale. Tyler invece, è una donna sensuale e trasgressiva, con cui Guy aveva una relazione aperta durante gli anni dell’università e che si accorge di desiderare ancora. Poi c’è Linsay, assetata di vendetta. Docente universitaria nonché moglie del rettore, tra lei e Guy c’è stata una relazione clandestina che terminata con la scoperta della tresca da parte del marito e la vigliacca fuga del protagonista.
E infine c’è Bobbie, che con la sua sola presenza riesce a incrinare le certezze matrimoniali del suo ex fidanzato ma che non cede alle avance del furbo scrittore.
Attraverso le donne che incontra, emerge di volta in volta un Guy diverso. Prima ragazzo indeciso con la voglia di andar via di casa e scoprire il mondo, poi studente universitario festaiolo e sregolato, assistente universitario codardo e arrivista, e infine, ancora studente ma innamorato e con la voglia di andare nelle scarpe.
Chi è veramente Guy?
Queste donne sono i pilastri sui quali poggia l’intera struttura narrativa su cui si muove il mutaforme protagonista. Tuttavia, risultano eccessivamente stilizzate e prive di sfumature, personaggi appiattiti e costretti nel soffocante stereotipo della ex fidanzata abbandonata, trasgressiva e infine, vendicativa. Soltanto Bobbie si tinge dei giusti chiaroscuri capaci di dare intensità e credibilità all’unico personaggi che, insieme a quello del protagonista, risulta realistico. Viene così penalizzata l’analisi dei caratteri umani e del rapporto tra i sessi che a Labute interessa indagare.
Interessante e dinamico risulta l’impianto scenico, trasformato di volta in volta da due inservienti in una diversa camera d’albergo, i cui interni sono predisposti in funzione di ciò che avverrà nella stanza tra Guy e l’ex di turno.
Nell’edizione americana del testo, LaBute inserisce un quinto episodio dal titolo appunto “Reggie”, mai rappresentato sulle scene statunitensi, ma che in questa edizione è stato realizzato come contenuto speciale. Ogni spettatore può vederne la registrazione sul proprio computer, digitando il link: www.bit.ly/Part4reggie 

Imma Amitrano 04/02/2016

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