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Storia e teatralità, artigiani della qualità: "Sachertorte" al Teatro Trastevere di Roma

Recita l'adagio: la storia è scritta dai vincitori. Infatti i libri di storia parlano di invasioni barbariche, non di migrazioni, e la lingua franca nel mondo è l'inglese, non il tedesco. Ma cosa succede se si assume il punto di vista degli sconfitti? Lo racconta "Sachertorte", uno spettacolo scritto e diretto da Amelia Di Corso, andato in scena al Teatro Trastevere di Roma dal 3 all'8 aprile con i giovanissimi della compagnia L'Avvelenata. sachertorte foto3 ritaglio
È la storia di un compleanno che si trasforma in una riunione di famiglia e nell'occasione per rispolverare dagli armadi vecchi scheletri. La festeggiata è Ilse, mamma di Gertrude, Lucilla, Raimund, nonna di Samuel e di Adele. Tre generazioni e un peccato originale condiviso con una grande fetta di Germania: la collaborazione con lo stato nazista. Ilse era infermiera, lavorava con un medico che studiava una cura alla tubercolosi direttamente su una campionatura di gemelli. Samuel, adolescente ribelle tutto jeans strappati e turpiloquio, non si capacita della meschinità della nonna. Ogni scusa è buona per rinfacciarle un passato che era inevitabile per lei, giovane vedova e madre che doveva crescere una figlia piccola e non poteva permettersi di opporsi al regime: “in guerra si perde il diritto a non uccidere”, commenta algida Ilse.
Tra alti e bassi si oscilla, come il pendolo del soggiorno: risate garantite all'arrivo di Jane, fidanzata americana tutta gambe di Raimund, e dal refrain della nonna che non ricorda il nome della nipote più piccola e per chiamarla declama tutto l'albero genealogico. Più cupa l'atmosfera quando il suono di un pianoforte fa ripiombare nella Germania degli anni Trenta e gli attori, che fino a quel momento avevano interpretato zii e cugini, diventano SS la cui missione è mantenere l'ordine. Tempi comici ben studiati nel botta e risposta, nelle entrate e uscite, nella regolazione delle luci, negli inserti musicali ora evocativi ora diegetici. Particolare menzione merita la performance di Mariateresa Pascale nel ruolo di Ilse: un efficace lavoro di make-up ed uno studio della gestualità e della voce restituiscono sul corpo di una giovane movenze e cadenze di un'anziana che, magnetica, si rivela il fulcro narrativo e scenico dell'azione.
Esempio virtuoso di drammaturgia contemporanea, divertente ma impegnata, e di allestimento di poche pretese ma di buona riuscita, "Sachertorte" è la ricetta del teatro indipendente che ce l'ha fatta: un pizzico di preparazione, una spolverata di entusiasmo, buona volontà e dedizione in quantità. Seppur artigianali, gli ingredienti con i quali è farcito lo spettacolo sono genuini.

Alessandra Pratesi
12/04/2018

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