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Quando il teatro fa (volentieri) a meno della parola. La Familie Flöz torna in scena nella capitale con Hotel Paradiso

Il cast di Hotel Paradiso

Compagnia unica nel suo genere, la Familie Flöz nasce in Germania circa vent’anni fa, frutto dell’intuizione di Hajo Schuler e Markus Michalowski di riunire un gruppo di studenti di recitazione e mimo della Folkwang-Hochschule. Mission principale: sperimentare la realizzazione di maschere molto particolari. È un teatro di figura ma allo stesso tempo di prosa, anche se manca un elemento essenziale di quest’ultimo genere: la parola. Le grandi e speciali maschere sul volto degli attori si fanno espressione attraverso la spiccata fisicità di personaggi e situazioni, e della parola non si sente più alcun bisogno.
Familie Flöz torna finalmente a Roma dal 02 al 07 aprile nella cornice della Sala Umberto con Hotel Paradiso. Noir a tratti farsesco a tratti irrimediabilmente struggente, lo spettacolo si svolge in uno strano hotel a gestione familiare perso nelle gelide altitudini nevose del Tirolo. Ai confini del mondo, spaziali e temporali, la struttura alberghiera è sede di curiosi eventi, pericolosi equivoci, incontri e scontri fra le tante personalità che lo abitano o che vi soggiornano casualmente. Rischiando di non fare mai più ritorno. L’omicidio è infatti altamente contemplato e non tarda ad avverarsi, portando con sé una serie di sfortunati misfatti che faranno precipitare i gestori della struttura in una spirale (auto)distruttiva. Il tutto all’ombra del defunto capofamiglia, che dal quadro che lo ritrae “scende” tramite una calzante trasposizione in scena direttamente dall’ascensore che collega i vari piani dell’hotel. Da lì “sorveglia” l’austera vedova sempre in compagnia del suo fedele bastone e i due figli: il giovane e imbranato ragazzo dal facile innamoramento e la donna in carriera che vorrebbe svecchiare l’arredamento dell’hotel disseminando ovunque suppellettili e vari oggetti rosso fuoco. Lavorano poi nella struttura una cameriera cleptomane innamorata del ragazzo e uno chef che ama macellare, non solo animali. A far da contorno altri numerosi personaggi, interpretati mirabilmente dagli stessi attori principali Matteo Fantoni, Daniel Matheus, Marina Rodigruez Llorente e Nicolas Witte, maghi nei repentini cambi di abiti e maschere.
Al di là della vicenda semplice nella sua efficacia, i personaggi oltre le maschere rivelano con delicatezza il prisma dei numerosissimi sentimenti umani, dipingendoli nelle loro diverse declinazioni con suprema poesia.
Hotel Paradiso restituisce in un’ora e mezza una storia fluida e drammaturgicamente lineare, dimostrando che il teatro senza la parola può esistere, data l’eccezionalità degli interpreti e delle soluzioni registiche di Michael Vogel. Espressività e azione, grande presenza scenica e versatilità: queste le punte di diamante della Familie Flöz. Clownerie, mimo, circo ma anche prosa non verbale: questi i generi che Hotel Paradiso fa suoi e mescola abilmente. Dolcezza e malinconia, comicità e romanticismo: queste le carte vincenti di uno spettacolo dal quale si esce piacevolmente sorpresi e in qualche modo arricchiti.

Erika Di Bennardo

08.04.19

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