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“PINUCCIO chiama Roma”: la satira di Alessio Giannone al Teatro Vittoria

“Pronto, casa Berlusconi? C’è Silvio?”. Inizia così uno dei video più visti in rete di Alessio Giannone, classe 1979, attore, regista, sceneggiatore ed esperto di comunicazione sul web. Le telefonate immaginarie del suo alter ego “Pinuccio”, il faccendiere pugliese amico di politici e celebrità, sono un esempio riuscitissimo di satira virale che spopola su internet da quando sono state pubblicate, nel lontano ottobre 2011, le intercettazioni dell’affarista Valter Lavitola sul caso Escort che coinvolgeva il Cavaliere.
Secondo la descrizione del suo canale YouTube, Pinuccio è “l’amico di tutti e nessuno, sottosegretario all’inciucio e affari sporchi”, in stretta confidenza con i potenti, pur rapportando il tutto a una vita sociale e familiare abbastanza comune. “Creatura” dai modi espansivi, istrionici ed accomodanti, ma al contempo furba e cialtrona, Pinuccio passa il tempo attaccato alla cornetta dispensando consigli e ramanzine ai leader della Terra, onorevoli, allenatori e anche a qualche conduttore televisivo.
Al di là del marcato accento barese e dell’aria strafottente da esperto “levantino”, il personaggio creato da Giannone esprime con amara freddezza e spiazzante cinismo quello che in realtà noi tutti vorremmo dire se solo avessimo la possibilità di parlare faccia a faccia con le figure più influenti del panorama attuale.
Quest’anno il giovane attore ha deciso di varcare i confini della Puglia e di portare il suo personaggio in giro per lo Stivale con una tournée teatrale che il 18 aprile ha fatto tappa al Teatro Vittoria della Capitale. “PINUCCIO chiama Roma” è il titolo dello spettacolo di satira politica pungente e di denuncia sociale con cui Giannone vuole riproporre al pubblico alcune delle sue telefonate più irriverenti, video che hanno quasi raggiunto otto milioni di visualizzazioni su YouTube. In un’ora e mezza di monologo esilarante, il comico non risparmia nessuno e fa il punto della situazione politica e social(e), mettendo in risalto i lati più grotteschi del potere.
Il palcoscenico del teatro è invaso da poster giganti in cui si riconoscono i volti di Berlusconi, Obama, Putin, Salvini, Grillo e Renzi. Ed è proprio l’attuale Presidente del Consiglio la prima “vittima” di Giannone, che dopo una breve presentazione indossa immediatamente i panni di Pinuccio, sbeffeggiando al cellulare il segretario del Partito Democratico e la riforma costituzionale del ministro Maria Elena Boschi. Viene “contattato” anche Nichi Vendola per prendere puntualmente in giro il suo vocabolario versatile e raffinato, ma sempre estremamente criptico.
Visibilmente demoralizzato per l’esito del referendum sulle trivelle, l’attore ridicolizza l’assurda moltitudine di candidati a Roma per le prossime elezioni comunali e riporta alla luce un tragicomico spot elettorale di un politico calabrese, pubblicato sul web prima delle regionali del 2010. Il video è una vera e propria autoparodia perché contiene una sequenza tratta dal film “Braveheart”, doppiata in vernacolare. L’apparizione finale dello stesso candidato, fotografato in una posa goffa e sgraziata su un patetico “sfondo” di degrado urbano, dimostra cosa siano disposti a fare certi politici italiani pur di avere consenso.
Attraverso alcune slide Giannone coglie l’occasione per ironizzare sui numerosi santini elettorali che l’attore ha ricevuto nel corso dei suoi spostamenti, suscitando l’ilarità del pubblico di fronte a improbabili acconciature, vestiti troppo sgargianti e frasi nonsense, piene di errori grammaticali che farebbero rivoltare nella tomba anche Dante Alighieri. Il comico pugliese non risparmia nemmeno i quotidiani e le riviste che dovrebbero dare autorevolezza a una notizia, ma che invece sprofondano nel ridicolo, pubblicando “bufale”, scegliendo titoli improponibili oppure talmente assurdi da sembrare inventati. Ma Pinuccio conferma che purtroppo è tutto vero, commentando con la sua leggera vis comica anche i tweet della nuova generazione, orde di adolescenti che su Facebook, definito spiritosamente la “Rete 4” del web, mostrano inconsapevolmente tutta la loro ignoranza.
Pinuccio piace al pubblico e suscita risate a crepapelle per tutta la durata dello spettacolo perché la sua è una satira che nasce da lucide riflessioni attente ai temi d’attualità e di politica, soffermandosi principalmente sui candidati elettorali e sul prototipo dell'elettore italiano medio.

Andrea El Sabi 21/04/2016

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