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“Non siamo all’altezza”: in scena un’istantanea della diversità esistenziale

Una famiglia sui generis, diversa, anormale, stravagante, con le proprie particolarità, misteri, inquietudini e tormenti, dipinge lo scenario dello spettacolo di Giulio GuarinoNon siamo all’altezza”, in scena al Teatro Cometa Off con la regia di Emilia Nina Di Pietro.
Tra le pareti domestiche si aggirano i componenti di questo insolito nucleo familiare con capo a Corteo Rivolta, un burbero botanico che ha dedicato tutto se stesso alla scienza, trascurando spesso i suoi quattro figli avuti da quattro mogli diverse. Sono giovani ragazzi che presentano deformità nel corpo e nell’anima, patologie fisiche che si tramutano in malesseri psicologici e comportamentali, personaggi complessi, ciechi con gli occhi e con il cuore, eterni bambini, che nascondono tremendi segreti sotto un abito, dell’alcool o della barba. Con essi abita anche lo zio Sasha, un attore ambiguo, a tratti esilarante.
Vivono, si muovono e agiscono in questa casa che fa loro quasi da gabbia, da protezione dal mondo esterno, da quelli che sono definiti normali, sputandosi addosso le frustrazioni, il loro sentirsi incompresi ed esclusi, a colpi di botta e risposta e pranzi movimentati, che il padre inutilmente prova a sedare. Tutto sembra rovesciarsi quando la porta si apre e la normalità subentra in questa dimensione particolare. Due sono infatti le figure cardine e di rottura di un apparente e folle equilibrio, che piombano nella famiglia svelandone orrori e segreti a lungo sopiti: Lei Morales, uno studente universitario innamoratosi della figlia minore Giulia, e un giovane giornalista che riesce a strappare un’intervista a Rivolta per l’uscita del suo nuovo libro.cometa off non siamo allaltezza
Così, mentre le risposte alle domande si liberano sincere, Lei, armato, fa luce su un vero e proprio circo degli orrori, su incesti, violenze e abusi ritenuti da tutti normali per una famiglia fuori dal comune.
Un climax crescente di colpi di scena esplode allora sul palco, per culminare in una strage di corpi e anime.
Giulio Guarino intesse una drammaturgia toccante, profonda, originale che parte dal microcosmo familiare per denunciare malesseri e drammi interiori, puntando sulla potenza dell’intreccio e la complessità e ambiguità dei personaggi, tutti ben delineati e caratterizzati, ognuno con le proprie stranezze e i propri tratti distintivi, messi ancora più in risalto dall’interpretazione impeccabile degli attori in grado di tramutare in azioni una scrittura che si muove in bilico tra dramma e ironia, dove anche i momenti emotivamente più forti vengono in alcuni casi smorzati da battute che ne stemperano il sapore amaro.
Graziano Piazza, nei panni del pater familias severo e allo stesso tempo perso nel suo mondo e nei suoi pensieri, con la sua recitazione esperta ed eclettica, basata su un gioco di sguardi, voci e postura, è il fulcro intorno al quale si snodano e si sviluppano le varie personalità, rese con temperamento da Franco Mirabella, Guglielmo Poggi, Federica Gumina, Lorenzo Parrotto, Mily Cultera Di Montesano, Giacomo Nasta, Edoardo Coen, i quali tratteggiano una vera e propria evoluzione dei personaggi, guidati da una regia che alterna e sovrappone momenti, azioni e situazioni per dar vita a una dimensione con atmosfere quasi pirandelliane, che parla di vita, sentimenti, umanità.
“Non siamo all’altezza” si rivela, dunque, una riflessione sincera sul cosa voglia dire “non essere all’altezza” della normalità di una famiglia, di una società che si presenta perfetta, bella, impeccabile, nascondendo mostruosità e scheletri nell’armadio, che giudica e suggella stereotipi e modelli, facendoci spesso sentire inadeguati. Uno spettacolo che ci rende all’altezza di comprendere che alla fine niente è normale e niente non lo è, ma ognuno può essere protagonista della propria idea di normalità.

Maresa Palmacci 27-09-2018

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