Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

“Niente è come sembra”: due donne, due esistenze, due storie opposte per sopravvivere ad un unico presente

Nel buio più totale, nessuna luce, nessuna ombra, solo tante parole rabbiose, imprecazioni, minacce, turpiloqui di una donna arrabbiata con il mondo e con se stessa, Luna, protagonista di “Niente è come sembra”, in scena al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma fino al 20 dicembre. Non appena la luce si accende, tutte quelle parole urlate e quel carattere difficile prendono corpo. Luna è una bella ragazza, ma con tanti problemi, alla quale il destino ha deciso di concedere una particolare sorpresa, decisiva per la sua vita.
Quella stessa sera infatti bussa alla sua porta Maya, una donna goffa e insicura, supplicandola di darle ospitalità per qualche ora, per sfuggire alle minacce del suo fidanzato.
Le ore diventano giorni, mesi, e quella che doveva essere un’ospitalità momentanea, si trasforma in una convivenza, in un incontro-scontro tra due personalità opposte, completamente antitetiche: una bionda, l’altra mora; una magra, l’altra in sovrappeso; una mangia male e fuma in continuazione, l’altra è attenta alla dieta e salutista; una decisa e aggressiva, l’altra dolce e insicura; una misteriosa sul suo passato, l’altra pronta a raccontarne ogni dettaglio; una parla con turpiloqui, l’atra con metafore; una passa da un uomo all’altro, li usa come se fossero degli attrezzi per fare ginnastica, senza provare alcun sentimento, l’altra romantica e ormai stanca di subire la prepotenza e la violenza del suo fidanzato storico. Ma alla fine niente è come sembra e le due forse sono più simili di quanto non si possa immaginare, entrambe vittime dei loro fantasmi interiori, delle loro paure, del loro passato, e magari solo il loro stare insieme può salvarle.
Tra fumi di sigarette spente e riaccese, duri confronti, telefonate vere e fittizie, bugie e mezze verità, le due imparano a conoscersi, a sopportarsi, a supportarsi, quasi ad usarsi per provare ad affrontare il loro duro passato e a sopravvivere al complicato presente.
Si rendono conto che solo insieme riescono a rimanere vive, a completarsi a vicenda, fondendo le loro opposte metà. Un’unione che si trasforma in un vero e proprio amore senza etichette, semplicemente l’ amarsi di due persone senza dare per assunta la propria identità sessuale. Luna si innamora di Maya in quanto rivede in lei sua sorella, prematuramente scomparsa a causa di un brutto male, Maya invece è attratta da Luna perché vede in lei tutto ciò che vorrebbe essere e non è.
L’amore e la complicità sembrano salvarle, ma il passato non si può ignorare ed è pronto a riemergere con tutta la sua forza e ha distruggere e dividere il forte legame creatosi, fino al colpo di scena finale, in cui le due tuttavia riescono a liberarsi dalla gabbia che si erano costruite.
“Niente è come sembra” è uno spettacolo profondo, attuale, che attraverso il racconto di due esistenze complicate ci porta a riflettere e a guardare in noi stessi, a voltarci indietro verso il passato, a superare i nostri tormenti per sopravvivere al presente e vivere il futuro, ad analizzare il rapporto con l’altro sesso e i legami interfamiliari e interpersonali.
Una drammaturgia carica di sentimenti, dall’amore, all’amicizia, all’odio, al risentimento, al rimpianto, fino a arrivare al tema dell’identità sessuale e dell’omosessualità, con un accenno velato a quello dell’eutanasia. Argomenti forti, importanti, trattati tuttavia con maestria e leggerezza, grazie a una regia (di Gabriele Galli) che costruisce un intreccio incastrando due storie in grado di catturare l’attenzione e l’animo degli spettatori, e all’interpretazione sempre pertinente di Sara Sartini e Valentina De Giovanni, le quali riescono a rendere tramite l’espressività, i gesti, i movimenti, gli atteggiamenti, rispettivamente l’aggressività e i tormenti di Luna e l’insicurezza e la goffaggine buffa di Maya, regalando anche scenette divertenti.
Dopo parole urlate, altre sussurrate, menzogne, verità nascoste, altre solamente accennate, niente è appunto come sembra, le apparenze svaniscono, si disintegrano e l’essenza della realtà emerge con tutta la sua potenza, lasciando un velo di sorpresa e nuove consapevolezze.

Maresa Palmacci 14/12/2015

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM