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Musica, risate e comicità: la formula vincente di Max Paiella

Vittoria non è solo il teatro della capitale che ha ospitato l’ultimo spettacolo di Max Paiella. Vittoria è quella che il performer romano ha ottenuto rispetto al suo pubblico, numeroso in sala e molto soddisfatto alla fine dello show.
Dal 5 al 17 aprile 2016 l’artista capitolino ha portato in scena il suo “Solo per voi”, due ore di risate, battute e musica: una comicità semplice che, senza voler strafare, senza voler ostentare, senza volersi erigere a portatrice assoluta di verità, è riuscita a creare empatia con lo spettatore.
Classe 1969, Max Paiella ha alle spalle una carriera lunga e graduale, che, dopo numerose esperienze in ambiti artistici differenti (disegnatore, componente di una band giovanile) lo porta ad approdare al mondo della comicità. La frequentazione de “La Fattoria dei Comici” – un laboratorio svoltosi al teatro Ambra Jovinelli – fa scoprire all’artista la sua vena ironica, dote che gli si rivelerà decisamente utile. Inizia con la partecipazione ad alcuni programmi di Rai 3, per poi passare ben presto ad uno spettacolo con Renzo Arbore su Rai 1: “Meno siamo meglio stiamo”. Le capacità canore di Paiella iniziano dunque ad affiancarsi alla sua indole ironica e alla sua maestria nell’arte dell’imitazione, i tre punti di forza su cui costruirà la sua carriera. Dalle partecipazioni al Maurizio Costanzo Show, alla presenza fissa – dal 2004 – nel programma radiofonico “Il Ruggito del Coniglio” di M. Presta e A. Dose, dove realizza divertenti sketch e intermezzi musicali, Paiella entra ormai a pieno merito nell’orizzonte artistico italiano.
È dal 2010 che Paiella porta in tournèe spettacoli di cui è il creatore, alternando alle performance teatrali numerose presenze sul piccolo schermo.
“Solo per voi”, opera ultima andata già a battesimo ad Ancona e Senigallia, è un one man show che, con tocco leggero, accompagna lo spettatore alla divertente esplorazione delle emozioni umane. Partendo dal presupposto che ogni situazione assume connotazioni più o meno positive in base alla predisposizione che noi mostriamo, Paiella suggerisce di guardare alla vita con positività. E così attraverso una rassegna d’imitazioni, non solo musicali, mostra al pubblico in sala la vasta gamma di sensazioni e stati d’animo in cui l’essere umano può trovarsi imbrigliato: dalla tristezza di Cocciante, all’ottimismo (esagerato e fuori luogo?) del presidente del consiglio; dalla serietà di Belpietro, alla tranquillità della ministra Boschi. E poi: il maestro Battiato, Bob Dylan, Peppino Di Capri, sketch brillanti a cui si alternano momenti dai toni più pacati e profondi. Solo, imbracciata la sua chitarra, Paiella intona canzoni che solcano, che lasciano segni e sfumature - come “Don Raffaè”, del compianto Fabrizio De Andrè, e “Che cosa sono le nuvole?”, colonna sonora dell’omonimo film di Pier Paolo Pasolini cantata da Domenico Modugno – o suoi brani originali. Insieme a lui, i musicisti Flavio Cangialosi e Simone Talone fanno da spalla, non solo musicale, al performer.
Sul finale è il pubblico il vero protagonista: lo spettacolo si conclude, infatti, con alcuni pezzi fatti su precisa richiesta dei presenti, con evidente emozione e soddisfazione di un’artista che è riuscito a ritagliarsi il suo angolino in un mondo che non fa sconti a nessuno.

Anastasia Griffini 22/04/2016

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