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Milano: Michela Cescon incanta in "Good People" fino al 10 febbraio al Teatro Franco Parenti

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@ShowAuthorFullName@

@ShowDirectorFullName@


lunedì ore 20.30;
martedì ore 20.30;
mercoledì ore 19.30;
giovedì ore 21.30;
venerdì ore 20.30;
sabato ore 19.30;
domenica ore 15.30

DURATA 130 minuti (incluso intervallo)

2 | 10 febbraio 2015

GOOD PEOPLE

Sala Grande

 


Michela Cescon si è innamorata di questo testo del premio Pulitzer 2007 David Lindsay-Abaire e ha deciso che doveva essere tradotto e messo in scena in Italia; si è affidata a Roberto Andò, regista cinematografico, che qui firma anche la regia dell'adattamento teatrale, il quale è riuscito con Marco Parisse a mantenere nella traduzione quell'arguzia e quella sobrietà che permea il testo originale, restituendo alla versione italiana la stessa forza e l'intensità della verità.

La protagonista è Margaret, detta Margie, una donna che ha sempre vissuta a Southie, nei sobborghi di Boston, lottando ogni giorno per sopravvivere; ha una figlia Joyce, avuta giovanissima, con gravi problemi fisici e psichici. La vita non le ha regalato nulla e adesso a causa dei suoi continui ritardi è stata anche licenziata; durante una conversazione con le amiche spunta il nome di Mike, suo giovane amore, che adesso è un medico e vive in un ricco quartiere della città. Margie così decide di chiedergli aiuto in nome di un passato condiviso ma si ritroverà a confrontarsi con un uomo che guarda con difficoltà al suo passato, per lui è un peso del quale sperava di essersi liberato e la donna rappresenta pericolosamente un contatto con un mondo che voleva cancellare .

La domanda che si insinua tra le pieghe del testo è "chi sono le brave persone?" Ciascuno pensa di fare ciò che è necessario per preservare se stesso, la propria sicurezza, la propria serenità e per questo agisce di conseguenza ma a volte si spinge oltre il limite. Cosa veramente determina le nostre vite: un destino arbitrario o le nostre scelte? Margie si chiede quante volte realmente ha potuto scegliere e quante volte invece le circostanze l'hanno costretta a dover subire situazioni drammatiche, a non avere una possibilità...

Si parla con verità scenica di quella classe operaia (quella spesso raccontata nei film di Ken Loach) che lotta quotidianamente con i problemi reali; Margie deve pagare l'affitto, deve accudire una figlia con gravi problemi, deve trovare un lavoro per mantenersi e tutto questo viene raccontato senza cadere mai nel pietismo o nel patetico ma sempre mantenendo un tono arguto e brillante, senza perdere quell'autenticità che sporca il racconto.

Michela Cescon è una Margie straordinaria; riesce a portare sul palco un personaggio sfaccettato, una donna segnata dalla vita ma che non si arrende, a tratti disperata ma capace di toccare il fondo e poi rialzarsi, di guardare ancora al futuro con speranza e fiducia nonostante tutto. Al suo fianco Luca Lazzareschi, bravissimo nel ruolo di un Mike apparentemente sicuro di sè ma in realtà imprigionato nel ricordo di un fragile ragazzo del sobborgo; bravissime le interpreti femminili, le amiche di Margie, Loredana Solfizi e Roberta Sferzi, la voce a tratti crudele di un realtà che non fa sconti e la moglie di Mike interpretata da una sobria Esther Elisha.

Fino al 10 febbraio al Teatro Franco Parenti

 

(Tamara Malleo)

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