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Milano: fino al 15 febbraio al teatro Parenti "Vecchi per niente"

Benedetta, Teresa,  Agostino e Guido sono quattro individui che apparentemente sono accomunati solo da un'età che li porta ad essere definiti "vecchi" ma chi sono e qual è la loro storia, quella che li ha resi unici, che ha forgiato il loro carattere rendendoli persone e non etichettabili in una generale definizione di vecchiaia? Ciascuno porta con sé un bagaglio di parole, ricordi, esperienze, un vissuto che li ha segnati fisicamente e nel linguaggio,  gli ha regalato rughe, notti insonni, parolacce, sorrisi, lacrime; e in questo percorso così personale tutti sono legati da una relazione, quella con i propri genitori, e soprattutto il ricordo della loro morte , quel distacco che traccia una linea poi invalicabile tra l'essere figli e l'esserlo stati. Nicola Russo, drammaturgo e regista, affronta con grande serietà ma allo stesso tempo ironia un tema spesso dimenticato, quello della vecchiaia, lavorando molto sul rapporto con gli attori, portando sul palco coloro che vivono il raggiungimento di quell'età carichi di un bagaglio che li ha resi ciò che sono senza cercare di costruire qualcosa di artefatto ma consegnando agli interpreti il compito di raccontare con verità la propria storia, senza cercare filtri di compatimento o di malinconia ma respirando quella libertà espressiva che consegna verità scenica. Nicola Russo parlando di questo spettacolo ha detto: “E’ un lavoro sulla vecchiaia quindi ma al tempo stesso uno spettacolo che parla della vita quindi uno spettacolo pieno di vita. Non è un lavoro sulla nostalgia, sui rimpianti ma sull’attualità e sul presente perché cosa c’è di più presente del carattere di una persona?”

Bravissimi tutti gli interpreti capaci di dare un peso a ogni gesto, a ogni espressione, a ogni parola ; gli attori si muovono con libertà non solo in scena ma anche tra le pieghe del testo che racchiude in sè la forza di scuotere il pubblico e allontanare dalle loro menti stereotipi e idee preconcette legate alla consuetudine dell'uso di alcune espressioni come la vecchiaia; tutto questo poi permette di percorrere un viaggio attraverso il passato per arrivare a un presente che non ne è una sua appendice ma semplicemente la vita.

Nei dialoghi si sente il rumore del vivere, di emozioni che sbattono contro il corpo che respira e tra loro e noi la distanza è quasi cancellata...

" Quando te ne sarai andato cosa vorresti che dicesse la gente di te?
- Che me ne sono andato troppo presto.
- Banale.
- Che me ne sono andato troppo tardi?
- Già meglio."

Fino al 15 febbraio al Teatro Franco Parenti di Milano

 

(Tamara Malleo)

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