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Milano: allo Spazio Tertulliano fino all''11 gennaio ''Babel''

 

Lo Spazio Tertulliano a Milano, sempre attento alle nuove compagnie teatrali emergenti, ospita fino all'11 gennaio "Babel ( e le genti furono particolarmente confuse)", scritto da Sara Meneghetti, diretto da Lucia Menegazzo con in scena Lorenzo Frediani, Gabriele Scarpino, Giuseppe Scoditti; le musiche originali sono di Stefano Soardo.

Si parte dalla Torre di Babele, dalla storia della sua costruzione e delle molteplici interpretazioni che nacquero intorno ad essa; tre filosofi si trovano nei sotterranei per dirigere i lavori ma in realtà la situazione gli sfugge presto di mano. Con un linguaggio surreale e grottesco gli "anziani" cercano di trovare risposte su domande riguardanti Dio, il rapporto con l'uomo e le leggi necessarie per una convivenza ; eventi drammatici travolgono loro e la popolazione togliendoli loro ogni certezza e spingendoli a dover rendersi conto che le leggi che hanno imposto al popolo sono ridicole, incapaci di poter dare un aiuto concreto per vivere nella realtà. Alla fine inevitabile il confronto con un Dio cercato, desiderato, la cui presenza o assenza è fonte di discussioni e confronti perché da lui tutto nasce e tutto ritorna.

Il progetto nasce da una collaborazione tra ex studenti della Scuola Civica Paolo Grassi; sicuramente c'è un'apertura al teatro sperimentale senza abbandonare però la lezione della tradizione anche se quel graffio che dovrebbe lasciare il segno non è così evidente come ci si aspetta. Gli attori in scena cercano quella strada "nuova" ma devono ancora trovare la giusta misura per catturare la vera novità. Interessante invece l'attenzione verso temi difficilmente trattati a teatro e che qui, con un linguaggio grottesco e provocatorio, sono al centro di una discussione che ci spinge in territori dolorosi e con i quali ci confrontiamo con difficoltà; non c'è timore nel parlare di Dio, della sua esistenza, delle sue leggi e di quelle dell'uomo e della distanza tra chi ha potere e lo gestisce e chi subisce. Attraverso un riscrittura allegorica del mito  Sara Meneghetti consegna ai suoi personaggi una riflessione sulla realtà contemporanea e lo spettatore viene trascinato tra risate e interrogativi in un mondo dove si cerca di costruire qualcosa anche se forse gli strumenti usati non solo sempre quelli opportuni e utili ma solo quelli più semplici per non pensarci per un po'. Ottime le musiche dello spettacolo firmate da Stefano Soardo.

Fino all'11 gennaio allo Spazio Tertulliano.

 

(Tamara Malleo)

 

 

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