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Milano: al Teatro Menotti "Gospodin" per la regia di Barberio Corsetti

 

Gospodin è un uomo semplice; vuole vivere la sua vita senza essere condizionato dal denaro: ma questo sarà mai possibile? Lo spettatore viene trascinato nella vita di quest'uomo, attraverso un racconto serrato e coinvolgente e alla fine nessuno escluso si chiederà se in Gospodin non c'è un po' di ciascuno di noi, quel desiderio represso e nascosto di voler vivere lontano dai condizionamenti, liberi di non scegliere, felici solo di poter esserci e non solo fare.

Gospodin è arrabbiato: Greenpeace ha portato via il suo lama perché con lui, secondo loro, non viveva in una condizione adeguata. Da lì inizia un processo di sottrazione; la fidanzata lo lascia portandosi via tutti i mobili della casa, l'amico artista gli porta via la televisione per una sua installazione, "tempus fuckit"; poi improvvisamente un amico gli porta una valigetta piena di denaro e tutti intorno a lui cambiano, chiedono, esigono, domandano ma lui rifiuta il denaro e quello che genera e solo dopo un lungo percorso finalmente riuscirà a trovare un posto dove vivere secondo le sue regole, un posto che tutti rifiutano ma nel quale lui finalmente si sente "libero".

Gospodin è un personaggio paradossale, lotta come Don Chisciotte contro i mulini a vento, in una società dominata dal Denaro; i rapporti umani sono influenzati dalla sua presenza o dalla sua assenza e Gospodin non vuole sottomettersi a questa regola. Vuole, contro tutti e tutti, dimostrare che si può vivere senza il denaro e si può riuscire a conquistare una propria "libertà" dove "la partenza è da escludere", "i soldi non devono essere necessari", "ogni proprietà è da rifiutare" e la "libertà è non prendere decisioni". Il suo pensiero è incomprensibile per tutti, è  considerata follia pura, ma lo è veramente?

"Gospodin", scritto dal drammaturgo tedesco Philipp Lohle, è un testo inedito in Italia; la regia dello spettacolo è firmata da Giorgio Barberio Corsetti che è riuscito a mantenere la forza graffiante e acuta della scrittura, sostenendo in scena i personaggi comici e strampalati, miserabili e idealisti con un impianto scenico ricco di contributi video realizzati con tecniche varie (grafic animation, video mapping).

Claudio Santamaria riesce a cogliere perfettamente il senso paradossale della parole di Gospodin portando sul palco la sua voglia di ribellione ma anche la sua fragilità, la sua forza e la sua debolezza, i suoi tormenti e le sue piccole vittorie; al suo fianco Valentina Picello e Marcello Prayer, interpretano, rendendoli irresistibili, una serie di personaggi comici e miserabili, mescolando con talento malinconia e poesia.

"Gospodin" è uno spettacolo che ci spinge a illuminare zone d'ombra, lasciate inconsapevolmente ai margini di una vita che spesso scorre su di noi; chi di noi non ha desiderato afferrare quella libertà per la quale combatte Gospodin, vivere potendo non scegliere ma solo respirando e facendo quello che desideriamo senza essere spinti a raggiungere per forza qualcosa o qualcuno...come dice Giorgio Barbieri Corsetti " Gospodin siamo noi, quando vorremmo mollare tutto e vivere in pace, senza il condizionamento, la pressione del guadagno..."

Fino al 25 gennaio al Teatro Menotti di Milano.

(Tamara Malleo)

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