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Milano: al Teatro Franco Parenti "La ricotta", protagonista Antonello Fassari

Antonello Fassari nel 2004 si appassionò al cortometraggio di Pier Paolo Pasolini del 1963, “La ricotta”, , terzo capitolo del film di quattro episodi di Ro.Go. Pa. G. per la regia di Rossellini, Godard, Pasolini e Gregoretti, opera che pone al centro la riflessione sulla visione del sacro, attraverso una parodia sulla Passione. Per questo corto il regista romano fu condannato per vilipendio della religione; Pasolini da quella sceneggiatura trasse un racconto che Fassari ha deciso di far rivivere a teatro, mantenendone vivo lo spirito puntando sulla forza del testo e sul valore delle parole. Al centro della scena pochi oggetti, sparsi qui e là, che ricreano l’atmosfera del set de “La passione di Cristo”. Qui troviamo Stracci, un “povero cristo” che cerca di sopravvivere come può, qui scelto per interpretare il ladrone buono crocifisso; quotidiana è la sua lotta per recuperare il cibo per sé e per la sua numerosa famiglia tra mille peripezie ma come dichiara il regista nel finale dopo la sua morte "Povero Stracci. Crepare... non aveva altro modo di ricordarci che anche lui era vivo...".Nel corso del racconto c’è anche spazio per altri personaggi che animano il set, la corte dei miracoli, tutti interpretati brillantemente dallo stesso Antonello Fassari ; c’è il giornalista accomodante, il regista magnifico e indolente, il produttore, i tecnici, la prima attrice, il cagnolino di quest’ultima. Fassari, in un linguaggio misto tra italiano e dialetto romano, racconta le anime di questo mondo con una gestualità marcata ma mai esagerata che restituisce vita a quei personaggi che hanno animato il mondo di Pasolini, sostenuto da un disegno luci che sottolinea momenti e passaggi e dall'accompagnamento musicale, fedele al cortometraggio, curato da Adelchi Battista. E alla fine un omaggio a Pasolini con la proiezione di "La Ricotta", una grande occasione per rivedere integralmente un piccolo grande classico.

 

(Tamara Malleo)

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