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“Macbeth” al Globe Theatre di Roma: l’ambizione che uccide

È la guerra tra le forze di Macdonwald e quelle di re Duncan a dare il via alla tragedia shakespeariana. I soldati scozzesi Macbeth (Giacinto Palmarini) e Banquo (Francesco Biscione) combattono valorosamente nella battaglia e contribuiscono in modo significativo alla vittoria. Sulla via del ritorno i due, amici oltre che compagni d’armi, incontrano le “sorelle fatali” (Giulia Galiani, Francesca Maria e Silvia Pietta): tre figure femminili capaci di apparire e scomparire nel nulla, che riferiscono enigmatiche profezie a proposito di un avvenire più che roseo, addirittura regale. macbeth02
Da quel cruciale momento viene instillato in Macbeth il seme dell’ambizione più cieca, quella disposta a tutto pur di essere soddisfatta. Il tormento lo assale, nella sua mente si agitano pensieri omicidi e altri di profonda gratitudine e lealtà nei confronti di un sovrano giusto e generoso. Lady Macbeth (Melania Giglio), donna sensuale, ammaliatrice e indubbiamente ‘sopra le righe’, fa uso di ogni mezzo persuasivo per plasmare l’uomo che le è accanto e spingerlo a prendere il posto di Duncan. Si compie così il più terribile dei tradimenti. 
La Scozia guidata da Macbeth è una terra bagnata dal sangue di tutti coloro che vengono sospettati di ordire complotti contro la corona. Il nuovo re diviene presto un tiranno divorato dalle sue stesse insicurezze. Non va meglio a Lady Macbeth, che incapace di placare l’instabilità del marito, impazzisce a sua volta e soccombe sotto il peso delle sue stesse colpe.
Daniele Salvo sceglie un’ambientazione onirica in cui si materializzano tutte le allucinazioni e gli incubi che perseguitano il protagonista. La sensazione è quella di vivere un lungo sogno oscuro che non ha vie d’uscita, se non l’unica definitiva: la morte. Dichiaratamente il regista si rifà alle peculiari atmosfere di David Lynch; le ombre bramano il potere, la nebbia nasconde i crimini più atroci e il castello di Dunsinane diventa una sorta di prigione mentale.
Giacinto Palmarini è un Macbeth più che convincente e ben calato nel ruolo. Melania Giglio rischia consapevolmente una forzatura interpretativa; la sua Lady Macbeth è completamente dominata da una follia incurabile.
La reazione degli spettatori di tutte le età, totalmente ammaliati dalla messa in scena, dimostra ancora una volta quanto i drammi shakespeariani abbiano la capacità universale di svelare le fragilità e i desideri intrinseci alla natura umana.
“Macbeth” sarà in scena al Silvano Toti Globe Theatre di Roma fino al 1 ottobre.

Sara Risini 20/09/2017

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