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La storia di Roma torna protagonista sul palco del Teatro Argentina con la settima edizione di "Luce sull’Archeologia"

A partire da domenica 7 febbraio torna sul palcoscenico del Teatro Argentina in diretta streaming sul canale YouTube del Teatro di Roma il ciclo di incontri LUCE SULL’ARCHEOLOGIA, che dopo l’enorme successo degli anni passati, per la sua settima edizione si propone di trasportare il pubblico in un nuovo viaggio nella storia di Roma, nella sua archeologia e nella sua arte, attraverso un percorso tematico e cronologico dal titolo DA CAPITALE DI UN IMPERO ALL’ULTIMA ROMA ANTICA. PAESAGGI URBANI, TRASFORMAZIONI SOCIALI E CULTURALI.
Sette gli incontri domenicali mattutini (alle ore 11) – 7, 14 e 21 febbraio; 7 e 28 marzo; 11 e 25 aprile –introdotti e presentati da Massimiliano Ghilardi e con la partecipazione di Claudio Strinati e Andreas M. Steiner, in cui le lezioni di professori, studiosi ed esperti accompagneranno gli spettatori nelle varie proposte di volta in volta diverse, con contributi che rappresentano un invito alla conoscenza e alla fruizione del nostro patrimonio storico, archeologico e ambientale, ma anche alla sensibilizzazione di problematiche di discipline che non possono più considerarsi di pochi studiosi, ma proprie di tutti i cittadini.
Il settimo ciclo di incontri di LUCE SULL’ARCHEOLOGIA raccoglie idealmente il testimone delle passate edizioni per proseguire con nuovi temi e approfondimenti dedicati a Roma e al mondo romano, e a tutti gli aspetti peculiari di questa civiltà ricca di cambiamenti e raccontata nella sua evoluzione, per una riflessione sulle cesure epocali che la trasformeranno da maestosa ex-capitale dell’impero e culla della tradizione romana a nuova Roma cristiana, ormai avviata verso il Medioevo. Seguendo il filo dei resti archeologici stratificati in luoghi e paesaggi, gli incontri si inoltreranno nelle testimonianze della cultura materiale e letteraria in un continuum cronologico che arriva al settembre 1870, con l'ingresso in Roma delle truppe italiane, quando la città all’interno delle mura si presentava racchiusa in una cintura di orti e vigneti. Appuntamento speciale domenica 14 febbraio con un incontro-evento che il Teatro di Roma dedica alla città per celebrare i centocinquant’anni da Capitale d’Italia, avvenuta con l’annessione di Roma e del Lazio al Regno d’Italia, e il definitivo trasferimento della capitale da Firenze a Roma approvato con la legge n. 33 del 3 febbraio 1871.
Si parte il 7 febbraio (ore 11) con il primo appuntamento dal titolo LUCI E OMBRE SULLA STORIA, introdotto dalla Dirigente e Soprintendente Archeologo MiBACT Mariarosaria Barbera che, con l'intervento Il potere imperiale tra Augusto e Domiziano e l’esilio delle donne all’opposizione, sui casi più significativi di opposizione politica femminile tra Augusto e Domiziano, proporrà storie di donne che si opposero al potere imperiale; Antonio Marchetta, Professore di Lingua e Letteratura Latina alla Sapienza Università di Roma e Socio Ordinario dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, guiderà poi gli spettatori nella riflessione Luci e ombre sulla Storia, sul complesso e inestricabile intreccio di Bene e di Male nelle vicende collettive e individuali dell’uomo, attraverso la voce dei tre sommi poeti Virgilio, Catullo e Foscolo. L’attore Lorenzo Parrotto offrirà la sua voce per le letture di alcuni testi previste durante l’incontro.
Secondo appuntamento il 14 febbraio (ore 11) con IL MITO DI ROMA, DA CAPITALE DI UN IMPERO A CAPITALE D’ITALIA, in cui la Prof.ssa di Storia Moderna all’Università di Tor Vergata a Roma Marina Formica propone Roma, Romae. Una capitale in età moderna, per parlare della secolarizzazione della città di Roma dopo l’Unità d’Italia, che rappresentò una tra le difficoltà che i ceti dirigenti si trovarono ad affrontare per trasformare la città “santa” in città “laica”; segue il Prof. emerito di Storia contemporanea alla Sapienza di Roma Emilio Gentile con Il mito di Roma, da capitale di un impero a capitale d’Italia, per analizzare il fenomeno di Roma come capitale mai amata dagli italiani e immersa nell'inerzia di una società rimasta fuori dalla modernità. L’incontro prevede la partecipazione del mezzosoprano Silvia Pasini e del tenore Michael Alfonsi, accompagnati dal Maestro Simone Genuini, che eseguiranno una selezione di brani dalle opere di Rossini, Bellini e Verdi, una vera e propria colonna sonora del Risorgimento.
Terzo appuntamento il 21 febbraio (ore 11) con SCONTRI E INCONTRI DI CIVILTÀ in cui il Prof. Di Lingua e letteratura latina all’Università di Siena Mario Lentano, nel suo intervento Enea e gli altri. Storie di profughi alle origini di Roma, introduce gli spettatori ai miti e agli dèi, ma anche a condottieri e popoli, variamente insediati, scacciati e combattuti nell'area dove un giorno sarebbe sorta la città di Roma, che ci rivelano molto sul modo in cui i Romani fossero propensi allo scambio e all'inclusione; con il Direttore del Parco Archeologico del Colosseo Alfonsina Russo si parlerà invece del Colosseo simbolo di Roma, l’amphiteatrum per antonomasia ed emblema conteso tra pagani e cristiani prima, tra potere laico e potere religioso poi. Anche per questo incontro sono previste letture interpretate dall’attore Lorenzo Parrotto.
Quarto appuntamento il 7 marzo (ore 11) con ALL’OMBRA DEL VESUVIO: POMPEI ED ERCOLANO, che sarà aperto da Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico di Pompei e Direttore Generale dei musei del MiBACT, con l’intervento Pompei ultime scoperte, sui nuovi scavi che documentano una società complessa, assai prossima alla nostra, e una città sigillata dalla lava del Vesuvio nel 79 d.C. e restituita al mondo nel Settecento; con Arso non perso. Il legno che non bruciò ad Ercolano il Direttore del parco archeologico di Ercolano Francesco Sirano tratterà un caso unico per il mondo romano: il legno rinvenuto negli scavi della città antica – strumenti, barche e mobilio, spesso caratterizzato da forme sorprendentemente moderne, fino al caso del controsoffitto della Casa del Rilievo di Telefo, recentemente restaurato.
Quinto appuntamento il 28 marzo (ore 11) con ROMA, VERSO LA TARDA ANTICHITÀ, introdotto da Rita Lizzi Testa, Prof.ssa di Storia Romana all’Università di Perugia, che nel suo intervento Pagani e cristiani a Roma in età tardoantica esamina la fine del paganesimo a Roma, dalla cristianizzazione dei grandi senatori romani fino alla sua affermazione come unica religione civica; Gianluca Mandatori, Dottore di ricerca in Filologia e Storia antica alla Sapienza di Roma, con Vecchie iconografie per nuovi messaggi: l’evoluzione dei tipi monetari, dalla Vittoria alata all’Angelo longobardo viaggia fra i simboli delle monete, potente mezzo propagandistico di informazioni e modelli ideologici; il Prof. di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana alla Sapienza di Roma Stefano Tortorella illustra i Mausolei degli imperatori nella tarda antichità, esempio di rivendicazione dinastica del potere e di come gli imperatori volessero essere rappresentati dopo la morte, ma anche di quanto abbiano condizionato le trasformazioni dei monumenti romani.
Sesto appuntamento l’11 aprile (ore 11) con LE GUERRE GRECO-GOTICHE E L’ULTIMA ROMA ANTICA, in cui Massimiliano Ghilardi, Direttore Associato dell’Istituto Nazionale di Studi Romani e Segretario Generale dell’Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia e Storia, attraverso l’opera De bello gothico del consigliere del generale bizantino Belisario, Procopio di Cesarea, si calerà Negli occhi dello storico: Roma al tempo delle guerre greco-gotiche nei racconti di Procopio di Cesarea; mentre Daniele Manacorda, Prof. ordinario di metodologia e tecnica della ricerca archeologica all’Università di Roma Tre, approda nel settembre 1870 – quando le truppe italiane entrarono in una Roma racchiusa tra orti e vigneti – per comprendere quel paesaggio che l’urbanizzazione di Roma Capitale spazzerà via nel corso di una generazione; il Prof. di Storia Romana all’Università degli Studi di Napoli Federico II, Umberto Roberto, concluderà con Una città contesa: l’ultima Roma antica tra senatori, vescovi e barbari, sull’identità sdoppiata della città durante il V secolo, divisa fra la Roma antica presidiata dall’opulenta nobiltà senatoria che rallenta il processo di cristianizzazione, e il vescovo ortodosso che vuole guadagnare il controllo dell’Urbe.
Si chiude domenica 25 aprile (ore 11) con il settimo e ultimo appuntamento CONQUISTA, INTEGRAZIONE, FEROCIA DEI VINCITORI, in cui il Prof. di Storia romana dell’Università di Bologna Giovanni Brizzi racconta Le vie militari romane che hanno scandito i successi e il controllo della penisola da parte di Roma – L’Appia, la Flaminia e l’Emilia – vie consolari sorte nell’arco di 125 densissimi anni; e Luciano Canfora, Prof. di Filologia Greca e Latina all’Università di Bari e Coordinatore Presidente Scientifico della Scuola Superiore di Studi Storici di San Marino, con La ferocia dei vincitori riflette sull’assedio di Gerusalemme da parte dei romani, uno scontro feroce che causò un genocidio di ebrei; infine Simone Quilici, Direttore del Parco archeologico dell’Appia antica, conclude con il Grande parco pubblico dell’Appia antica, istituito nel 2016 come Istituto del MiBACT dotato di speciale autonomia, che integra via Appia e via Latina custodendo un cospicuo patrimonio culturale.

U.s.  02.02.2021 

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