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“La signora del piano di sopra sta partendo” ma non porta via con sé le insicurezze

Una porta divide idealmente lo spazio vitale di due amici fraterni, diversi ma profondamente dominati dalle stesse ansie e nevrosi. Ci rammentano che «La signora del piano di sopra sta partendo», questo il titolo dello spettacolo, ma è domenica mattina e quel baccano, che sta creando la donna appena un piano più sù, non li fa riposare entrambi.
La versione definitiva del testo ha debuttato all’Altrove Teatro Studio il 21 e 22 febbraio: con la regia e la drammaturgia firmata da Tommaso Paolucci e Francesco Pietrella, accompagnati in scena da Matteo Berardinelli e Daniele Pinzi.Fotodiscena 3Troppo tempo libero e la stanchezza degli snervanti turni di notte danno vita alla tragicomica tensione che ci accompagnerà per tutta la messinscena.
Cosa sta accadendo nel palazzo? Perché tutto questo via vai? Chi è quella gente e, soprattutto, cosa succede lì fuori? Gli interrogativi in cerca di risposta sono fagocitati dalla gabbia astratta che trattiene i due: la loro testa. La drammaturgia di Paolucci-Pietrella è un crescendo, un’amalgama che pian piano prende vita sino al momento in cui i protagonisti, faccia a faccia, si dichiarano le stesse paure. 
L’uso sapiente dello spazio aiuta la narrazione scenica alla suddivisione degli snodi chiave, antiteticamente prende il sopravvento una parte della psiche umana, poi un’altra. Mai banalmente entriamo nei passaggi emotivo-cerebrali dell’essere umano che di fronte ad una realtà di incertezza e ignoranza si muove, arranca e cerca di divincolarsi più o meno bene.

Fotodiscena 1Prima assistiamo all’istinto illogico, che si traduce nella perdita della lucidità e di qualsiasi sistema di riferimento, dopo subentra il momento razionale figlio dalle regole che gestiscono ogni circostanza. I protagonisti conducono la costante dicotomia verso un’ isterica ricerca di un senso. 

Da lontano, rimanendo perennemente in “finestra”, gli interpreti tentano di trovare un ordine traducendo ogni nuovo elemento, inserito in questa aliena giornata, con una connotazione negativa.
L’assenza della parola, la gestualità e la prossemica raccontano un momento che viene narrato solo attraverso l’uso del corpo rivelando quello che di più intimo c’è nella mente: ora la confusione, le paranoie e le paure sono palesate in modo più consistente.
Tommaso Paolucci si impone inizialmente come la parte più remissiva e problematica della dinamica: paradossalmente compie un’evoluzione, in numerosi passaggi riesce a domare la sua sensibilità e reagire.
Francesco Pietrella, sicuro di sé e schematico, ribalterà il suo essere risultando meno incisivo di quello che sembra. L’involuzione emotiva del suo personaggio rappresenta lo specchio di una società predominante, celata dietro personalità apparentemente indistruttibili.
Un’ora di botta e risposta tra due emisferi che ogni tanto si sfiorano, si toccano e poi collidono.
“La signora del piano di sopra sta partendo” sintetizza con l’artificio dei due amici, diversi ma in fin dei conti uguali, un tema cardine della psicologia umana: fino a che punto il mio sguardo sul mondo è fedele alla realtà se mosso da precisi schemi mentali?
E, in ultima analisi, fino a che punto queste visioni condizionano l’atto pratico poi? Una riflessione consapevole che riesce ad alleggerirsi da sola, quando necessario, e consegnare allo spettatore la giusta dose di risate.

Arianna Sacchinelli 

22-02-2020

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