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“L’Amore al tempo delle mele”: uno show per sorridere e riflettere sull’adolescente che è dentro di noi

Si viene catapultati in una dimensione in cui i sogni sono la realtà e la realtà sono i sogni nello spettacolo “L’amore al tempo delle mele” in scena al Teatro della Cometa con Michela Andreozzi, la quale prendendo spunto dal celebre film cult con Sophie Marceau, trascina il pubblico in un vero e proprio show, cavalcando l’onda dei ricordi dell’adolescenza, di quel periodo della vita in cui non si è né carne né pesce, alla continua ricerca di un qualcosa di indefinito, che sfugge.
L’attrice torna indietro nel tempo, negli anni ‘80, e ,rifacendosi a suoi aneddoti autobiografici, descrive con ironia e piglio brillante i momenti che hanno caratterizzato le fasi di sviluppo di ognuno di noi, a partire dalla cameretta, microcosmo in cui rifugiarsi, in cui potersi guardare allo specchio con i propri difetti, parlare di nascosto le ore al telefono, piangere per amori finiti, o mai iniziati, rigorosamente con la porta chiusa, limite invalicabile, confine estremo con il male.
Come una vera e propria one-woman show, la Andreozzi trascina il pubblico in una commedia divertente, briosa, coinvolgente, dando espressione ai vari personaggi che hanno popolato i suoi “ anni delle scuole medie”, dalla madre capace di leggere dentro di lei scovando ogni minuscola menzogna, al fratello “zeppola” appassionato di musica rock, all’amica brutta e “sfigata” Enrichetta , alla bella rifatta con qualche consonante mancante Azzurra.
Una galleria di tipi e situazioni in cui ritrovarsi, perché tutti siamo stati adolescenti è probabilmente l’adolescenza è una stagione dell’anima universale, che ricordiamo spesso con nostalgia e rimpianto. Tra battute e aneddoti, si insinua la musica di quegli anni, i classici sanremesi e le colonne sonore che accompagnavano i primi amori, intonati dal vivo con trasporto e armonia, coinvolgendo il pubblico. Infatti, il fil rouge dello spettacolo è proprio l'amore: l’adolescenza viene narrata tramite le prime infatuazioni, i primi ti vuoi mettere con me, i primi batticuori e le feste in cui ballare stretti dolci lenti, scambiarsi i primi baci. Michela Andreozzi
“L’amore al tempo delle mele” è un viaggio intimo che diventa collettivo, anche attraverso la lettura del diario dell’attrice con quelle giornate dominate da un perpetuo “oddio oddio oddio”, da un continuo stupore, un’eterna meraviglia, e infinite ingenue “grezze”.
Non mancano poi incursioni sul sesso, con la rubrica di “Cioè” , angolo in cui poter chiedere chiarimenti sugli temi più scabrosi, affidato a una esilarante e casta dottoressa calabrese.
Su una scena colorata che ricostruisce una cameretta calda e accogliente, si sorride dei complessi fisici, di quel guardarsi allo specchio e sentirsi inadatti, brutti, con i costumi e le mode di quel periodo, con le spalline perenni e i pantaloni alla “zompa fosso”, le diverse tipologie di diario che ti dicono chi sei o sei diventato, e le hit del momento, dai Pooh a Riccardo Fogli.
Uno spettacolo pop, molto divertente, in cui lasciarsi andare al flusso dei ricordi, delle emozioni, cantare e fantasticare.
Michela Andreozzi domina la scena incontrastata , affiancata dal maestro “Coso” al pianoforte (che a volte si presta a farle da spalla), dividendosi tra parodie, momenti di riflessione, musica , in una pièce a metà tra la stand up comedy e il varietà. Intrattiene, imita personaggi, cambia accenti, dialetti e registi, dà voce a tipi diversi con naturalezza, spontaneità, intelligenza, senza mai cadere nel banale, grazie inoltre alla studiata regia di Paola Tiziana Cruciani.
È una diva di tutti giorni, forte del suo carisma, della sua spontaneità, della sua energia travolgente, dei suoi ragionamenti acuti. Ci porta indietro nel tempo, ci fa tornare ragazzi, ci fa sognare e sorridere. Perché in fondo l’adolescenza è un brufolo dentro l’anima che ancora custodiamo in noi, e basta una melodia, una foto, un gesto per farla riemergere. Forse il tempo delle mele non è ancora finito, non è mai finito.

Maresa Palmacci 20-12-2018

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