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“Invidiatemi come io ho invidiato voi” di Tindaro Granata al Teatro dell'Orologio

La nuova stagione 2015-2016 del Teatro dell’Orologio intitolata “Cambiamento Reale”, motto ironico della campagna pubblicitaria che vede protagonista una “sempreverde” Regina Elisabetta, investe sulla novità e lo fa attraverso i percorsi monografici. Il primo ha come protagonisti il collettivo milanese Proxima Res che con “Invidiatemi come io ho invidiato voi” di Tindaro Granata apre la stagione. Granata, autore, attore e attualmente direttore artistico della compagnia, è già noto al pubblico per i suoi successi. La pièce è ispirata a un fatto di cronaca nera: l’abuso su una minore da parte dell’amante della di lei madre, probabilmente consapevole e consenziente. Angela Abbandono e Mariangela Perdono sono la stessa persona, quella madre infinitamente debole, quell’amante succube che, tra l’abbandono e il perdono, si trascina spasmodicamente, circondata da una realtà fredda e incongrua. Sulla scena non accade nulla: come nella tragedia antica i fatti sono già avvenuti e sono ora riportati allo spettatore inerme, inconsapevole della loro veridicità, spiazzato dal gelo dell’atmosfera. La bambina, vera protagonista e vittima della vicenda, è già andata via, ma quello che possiamo sapere è il contesto in cui è cresciuta: una madre, Angela (Mariangela Granelli), insoddisfatta e bisognosa d’essere amata a qualsiasi costo, un padre, Agostino (Tindaro Granata), ritardato, poco presente, e l’amate della madre, Tramonto (Paolo Li Volsci), pedofilo, saranno i suoi carnefici, unitamente responsabili. Se infatti le perversioni sessuali del Tramonto uccidono la bambina, è l’incapacità della coppia di genitori di amarla che la condanna prima ancora che il fatto accada. Granata ci pone di fronte a un fatto di cronaca, trattato con l’esattezza e la lucidità di un fatto di cronaca, dove la pietà è sopraffatta dalla curiosità di sapere, dalla necessità di incolpare qualcuno per questa morte bianca. Necessità collettiva (della madre di Angela, della sorella di Agostino, della vicina di casa e del paese tutto) da cui Angela è distrutta: mossa da una tarantella frenetica, all’inizio dello spettacolo, finirà tra le lacrime per confessare il suo peccato.

scritto e diretto da Tindaro Granata
con Caterina Carpio, Tindaro Granata, Mariangela Granelli, Paolo Li Volsci, Bianca Pesce, Francesca Porrini
voce registrata del magistrato Elena Arcuri
scene e costumi Eliana Borgonuovo
disegno luci Matteo Crespi
elaborazioni musicali Marcello Gori
produzione BIBOteatro e Proxima Res
foto di Manuela Giusto

Silvia Maiuri 16/10/2015

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