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Al via “Il Paese fertile”, prima rassegna organizzata dall’Università Roma Tre che riunisce diversi generi teatrali

Dal 3 all'8 aprile prende il via Il paese fertile, la prima rassegna organizzata dal gruppo dei docenti di teatro del Dams dell’Università Roma Tre in collaborazione con la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium. Un festival che riunisce i più vari generi teatrali (narrazione, danza, poesia, teatro danza, teatro di strada, tecniche orientali e tecniche occidentali) su diversi tipi di palcoscenici: il foyer e la sala del Teatro Palladium; lo spazio intimo e di lavoro della sala Columbus dell'Università Roma Tre, le aule universitarie.
Pur provenienti da luoghi e percorsi completamente diversi, tutti gli artisti sono accomunati dall’esperienza che hanno condiviso con gli studenti di Roma Tre attraverso i laboratori che li hanno visti maestri. Con le loro performance, gli incontri e le dimostrazioni di lavoro, i libri e le collaborazioni con altri linguaggi espressivi, mostrano ora la propria storia e identità di artisti.

Si comincia mercoledì 3 aprile alle 21 con il Teatro Tascabile di Bergamo e i suoi “Fuochi D'Artificio”. Uno spettacolo-dimostrazione sull’arte dell’attore tra Oriente e Occidente. Un'opera dalla struttura aperta, che mette in evidenza la bipolarità che caratterizza il fatto artistico, quello teatrale in particolare. “Fuochi d’Artificio” evidenzia da una parte l'energia primaria e la forza istintiva, dall'altra la misura tecnica che le controlla e le modella: quello che etimologicamente viene espresso nella parola arte.8 aprile Celestini credits lucia baldini 1713
Un riuscito esperimento di antropologia teatrale, nuova categoria espistemologica della cultura scenica contemporanea la cui principale caratteristica consiste nel privilegiare l'aspetto della "esecuzione" dello spettacolo (con particolare attenzione all'arte dell'attore) rispetto all'importanza assegnata al momento verbale e testuale.
Il Teatro Tascabile, attivo da oltre quarant’anni, approfondisce questa nuova sensibilità culturale attraverso una serie di brani teatrali collegati da testimonianze visive e da una serie di introduzioni e commenti esplicativi.

Sabato 6 aprile alle 21 protagonista sarà invece la danza di Alessandra Cristiani con “Opheleia. Ofelia aiuta Ofelia”. Una performance che non ha la pretesa di ricostruire il personaggio shakespeariano, che non vuole essere una presa di posizione, ma piuttosto un cedere all’evidenza di una natura data universalmente, che si aggrappa alla percezione di sé come unica realtà con la quale dialogare. Ofelia è la creatura invisibile, circondata da occhi che non sono disposti a “vederla”. Lei stessa è “cieca”: è una sospensione temporale, una visione, un ingorgo emotivo, un’iniziazione al sacrificio che insinua sottopelle l'enormità di un destino. Un’eco che fa riemergere un accordo antico.
Domenica 7 aprile alle 18 si continua con “Qualcosa da selvaggiamente sprecare” del poeta, attore e regista Marcello Sambati (drammaturgie e tessiture sonore) con Elena Rosa (ricerca coreografica e gestuale).

Il paese fertile si conclude lunedì 8 aprile alle 21 con “Storie di persone”. Un racconto, una lettura, un incontro con Ascanio Celestini: autore, attore e regista romano considerato uno dei rappresentanti più importanti del nuovo teatro di narrazione.
Celestini mette in scena un repertorio di racconti e testimonianze che ogni volta possono cambiare ma che sempre hanno una piccola missione: raccontare storie di persone qualunque prima che si trasformassero in una notizia di cronaca. L’idea nasce da un’intervista fatta all’inizio del 2015, poche settimane dopo l’uccisione di Davide Bifolco, un ragazzo di 16 anni che viveva nel rione Traiano a Napoli. Nelle parole del padre e della madre, accanto alla rabbia e al dolore, si legge la volontà di ricostruire un’immagine del figlio scomparso che possa essere vitale.
Il racconto viene sviluppato da chi sta vivendo il dramma sulla propria pelle: come Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, altra protagonista dello spettacolo. Nelle sue parole c’è già una drammaturgia, un procedimento artigianale volto a ricomporre il dramma non specificatamente teatrale, ma in generale inteso come azione. Celestini lo porta in scena per comprenderlo e condividerlo, per tenere acceso il focolare della memoria, preservare un’intimità fragile ma preziosissima che non può essere condivisa con la società esterna fatta di leggi e cronache giudiziarie.

Il programma è impreziosito, inoltre, dalla mostra fotografica I corpi del Butō. con fotografie di Alberto Canu, Emilio D’Itri e Samantha Marenzi. L'inaugurazione è prevista sabato 6 aprile alle ore 19, nel foyer del Teatro Palladium. A seguire la presentazione del catalogo I corpi del Butō. Fotografie di danza tra Oriente e Occidente, a cura di Samantha Marenzi.
Domenica 7 aprile 16,30, sempre nel Foyer del Teatro, si svolgerà la presentazione del libro Margine e meraviglia. La scena corporea di Marcello Sambati, a cura di Carla Romana Antolini.

Maresa Palmacci 02-04-2019

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