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Il cielo sopra il letto, il cielo (con)diviso sopra due (ex) amanti al Teatro Eliseo disponibile su YouTube

La cultura non si ferma: di fronte a questi tempi duri, molti teatri italiani hanno reso disponibile su YouTube parte dei loro spettacoli. Tra questi, il Teatro Eliseo di Roma, che ha caricato varie opere di repertorio, tra cui il recentissimo Skylight - Il cielo sopra il letto (stagione 2019/2020), tradotto, diretto e interpretato da Luca Barbareschi.
Un appartamento scarno alla periferia romana è la culla che accoglie i cocci di un amore strozzato, consumato e incompiuto.Barbareschi e Lucrezia Lante Della Rovere sono gli interpreti brillanti dell’adattamento di Skylight (1995), del regista britannico David Hare

Due colori si sono mischiati e completati per sei felici anni. Due ex amanti si incontrano con i capelli grigi, i segni del tempo sulla fronte, le cicatrici delle esperienze (con)divise, le differenti visioni del mondo. Nel rifugio di Elisabetta (Lucrezia Lante Della Rovere) piomba Saverio (Luca Barbareschi), la moglie del quale, Alice, scomparsa recentemente a causa di un cancro, era una cara amica della donna e aveva scoperto anni prima la relazione tra i due amanti, obbligando Betta a uscire di scena.

Il cielo sopra il letto è il lucernario, lo spiraglio di luce che Saverio ha costruito per Alice in modo da alleviarne la morte e ottenere se non il perdono, almeno la comprensione del tradimento. Il cielo sopra i due (ex) amanti è diviso: nonostante la notte di passione riesumata dalle ceneri di una liaison archiviata, l’alchimia palpabile, Elisabetta e Saverio raccontano due storie diverse, destinate a finire entrambe con la parola addio. Barbareschi e Lante Della Rovere trascinano sul palcoscenico il bagaglio emotivo di una (ex) coppia dalla enorme affinità empatica ed artistica. D’altronde, i due attori avevano già interpretato la stessa opera negli stessi ruoli una ventina di anni fa: un ritorno a casa terso, senza inutili fronzoli.

Saverio è alla ricerca di supporto e alleviamento dai sensi di colpa e dal rapporto conflittuale con il figlio. È un uomo solo, frustrato, tremendamente umoristico, dall’intelligenza pratica ed economica. Elisabetta è una donna indipendente, che ha deciso di consacrare la sua vita all’insegnamento e all’impegno sociale. Luci e ombre, risate e lacrime, stracci di una quotidianità inconsueta sono gli ingredienti agrodolci di una storia d’amore dal lieto fine mancato. L’abilità degli interpreti consiste nel mettere in scena un dramma comune, colpito da raggi di comicità pepata e incalzante, in cui, nonostante i pezzi del puzzle non riescano a coincidere, l’affetto continua, in modo lampante, come un piatto di pasta e una bottiglia di vino condivisi.

Andare oltre i concetti convenzionali di giusto e sbagliato, capitalismo e anticonformismo, razionalità e sensibilità: semplicemente due esseri umani invecchiati, che si sono voluti bene, a confronto, attraverso l’altro, con se stessi, per difendere i propri ideali e comprendere quanto questi abbiano segnato le loro esistenze, lontano l’uno dall’altro, in due solitudini ormai inconciliabili.

Camilla Giordano

 

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