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“Flashdance” al teatro Nazionale di Milano: l’adattamento in musical del cult movie

Nel 1983 arrivò nelle sale cinematografiche “Flashdance”; il film ebbe un immediato successo in tutto il mondo e divenne presto un cult. L’adattamento teatrale che ha già debuttato a Londra nel 2008 ad opera di Tom Hedley e Robert Cary, con musiche di Robbie Roth e liriche di Cary e Roth, è arrivato al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano il 5 ottobre scorso, con la regia di Chiara Noschese.
In oltre due ore di spettacolo entriamo nella quotidianità di Alex Owens, una giovane operaia saldatrice che per arrotondare il salario, si esibisce in numeri di flashdance nel locale notturno Harry’s e sogna di diventare una ballerina professionista. La protagonista è circondata dalle amiche e colleghe Gloria (Elisa Lombardi), Kiki (Ilaria De Rosa) e Tess (Rossella Contu), che con lei condividono ambizioni e desideri, e incoraggiata a seguire la propria passione dalla sua insegnante/mentore Hannah (Altea Russo), che l’aiuta nella preparazione dell’audizione per l’accesso alla Shipley Dance Academy. L’incontro con Nick Hurley (Lorenzo Tognocchi), titolare della fabbrica, eliminerà i pregiudizi di classe di Alex e la porterà ad aprire il suo cuore all’amore.
A Chiara Noschese si deve il merito di aver delineato bene i vari personaggi e soprattutto le relazioni che si instaurano tra di loro: il triangolo tra Gloria, Jimmy (Marco Stabile) e l’accattivante quanto inaffidabile C.C. (Michel Altieri) ne è un valido esempio. flashdance02
La messa in scena si serve di rapidi cambi scenografici che ci portano, in modo alterno, nella casa di Alex, nell’acciaieria, nell’abitazione di Hannah, nelle sale della Shipley e il tutto è accompagnato dalle colorate coreografie di Marco Bebbu. Fedele la ricostruzione delle scene salienti del cult movie, come il numero di riscaldamento sulle note di “Maniac” e lo storico provino di ammissione.
Il cantato è in parte in inglese e in parte in italiano. Intelligente la scelta di inserire le versioni originali delle hit anni Ottanta come “Maniac”, “Flashdance….What a Feeling”, “Manhunt”, “Gloria” e tradurre esclusivamente le canzoni composte da Roth e Cary, necessarie alla comprensione dello sviluppo narrativo.
La Alex di Valeria Belleudi è indubbiamente meno tormentata e più solare di quella di Jennifer Beals; un concentrato di energia e grinta, in grado di reagire al dolore con forza. Tutti i performer si rivelano all’altezza dei propri ruoli. In generale la recitazione è l’aspetto più debole, ma è indiscutibile la loro bravura nel canto e nella danza. Molto bella l’intesa che si crea tra Lorenzo Tognocchi e Valeria Belleudi, i loro duetti sono tra i momenti più toccanti dello spettacolo.
Un musical che intrattiene, diverte, offre degli spunti riflessivi ed emoziona. "Flashdance" è infatti una storia universale, che si addentra nei rapporti interpersonali, nell’arduo percorso individuale di realizzazione e persino nelle dinamiche sociali. In scena fino al 31 dicembre a Milano, con la speranza che nei prossimi mesi arrivi anche in altre città italiane.

Sara Risini 20/12/17

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