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Ferdinando Bruni incanta il pubblico dei giovanissimi del Teatro Elfo Puccini accorsi per il misterioso racconto de “Il Fantasma di Canterville”

Critica alla società vittoriana, ironia sul sistema lavorativo inglese della seconda metà dell’800 e messa alla berlina dell’America. Tutto questo è stato Oscar Wilde, ma non solo. Personaggio osteggiato, odiato, criticato, arrestato per la sua omosessualità nell’epoca che del perbenismo ha fatto la sua religione, scrittore comunque talentuoso che ci ha lasciato in eredità alcune tra le pagine moralmente e socialmente più significative della Letteratura inglese.
Forse ispirato da tutti questi elementi, Ferdinando Bruni riprende il suo singolare viaggio attraverso Oscar Wilde e, prima di ri-allestire insieme a Francesco Frongia la tetra versione di Salomé, si e ci regala una lettura di preparazione al mondo di Wilde, optando per uno dei racconti più divertenti e conosciuti dell'autore inglese. Un monologo aperto ad adulti e ragazzi, aperto a diversi piani di lettura, in cui ancora una volta Ferdinando Bruni si rivela un grande istrione, capace di modulare e personalizzare il racconto de “Il Fantasma di Canterville”, regalando al pubblico parecchi sorrisi. Cosa c’è di più divertente e stravagante di una storia di fantasmi, con i suoi alberi scheletrici, catene cigolanti, case cadenti, fantasmi svolazzanti? Wilde ancora una volta architetta una storia di orrori senza però inorridire, anzi divertendo la platea attraverso la storia di uno spirito tormentato dalla presenza più spaventosa che possa invadere un antico castello inglese: la presenza di una moderna famiglia americana. Il Fantasma di Canterville merita un posto d'onore nei “meandri” del genere gotico perché è la summa dei suoi cliché. E anche se tutti gli elementi di questo tipo di racconti sono presenti, la casa stregata, la macchia di sangue, lo spirito mugghiante, gli accessi segreti, la prigione sotterranea, la vicenda tormentata, nulla di tutto questo è preso sul serio. Il messaggio di Wilde, come nella migliore delle tradizioni del “c’era una volta” è quello che la vita è importante per essere presa troppo sul serio. Ancora una volta Wilde rivela la sua ambiguità nelle sue storie: sembra deridere gli americani ma forse ambisce agli USA visti come una terra in cui potrebbe vivere serenamente la sua “diversità”. Rimane il fatto che ancora oggi i racconti di Wilde sono attuali e varranno sempre. In questo forse la potenza della sua scrittura e delle sue storie, di essere senza tempo. Lo spettacolo rimarrà al Teatro Elfo Puccini fino al 22 ottobre. Un’occasione per assistere all’allestimento di uno dei racconti che almeno una volta nella vita, tutti abbiamo letto.

Teatro Elfo Puccini
Dal 13 al 22 ottobre 2015
Il fantasma di Canterville di Oscar Wilde
Ferdinando Bruni legge Il Fantasma di Canterville
Produzione Teatro dell'Elfo

Adele Labbate 16/10/2015

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