Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

Emma Dante mette in scena lo “spogliarello dell’anima” in un memorabile “Operetta Burlesca”

Quest’anno il Teatro Grassi sembra passare il testimone da Pippo Del Bono ad Emma Dante con lo spazio dedicato al Teatro nel sociale. Indimenticabile, forte, tenero, drammatico: questi gli aggettivi con i quali potremmo definire “Operetta burlesca”, il II Atto di un dittico che Emma Dante ha presentato al Teatro Grassi di Milano.
Una storia senza tempo quella, di Pietro, un ragazzo nato alle pendici del Vesuvio, da una famiglia di origine siciliana che si è trasferita nella provincia di Napoli, in quanto erede di una pompa di benzina. Un uomo Pietro, che fin da ragazzo si è sentito da sempre donna dal profondo della sua intimità. Parla in falsetto, e sente di avere un corpo che non gli appartiene imprigionato in un’anima passionale, che anela all’amore e ad un po’ di affetto. Uno spettacolo drammaturgicamente perfetto, che in 50 minuti riesce a fissare un’istantanea di un’anima che vuole liberarsi da un corpo che non sente suo per vestire i panni di donna.
La scenografia da sola basterebbe a presentarci il personaggio: sullo sfondo quattro manichini che indossano abiti femminili appariscenti e a bordo palcoscenico quasi a marcare il confine tra anima e corpo, tra il mondo oggettivo e quello desiderato da Pietro, una serie di scarpe vistose. Abiti e scarpe sono gli acquisti fatti da Pietro in segreto per le vie dello shopping di Napoli, una Napoli dove corre alla fine della giornata lavorativa alla pompa di benzina per tentare di trovare un momento di evasione da un’attività professionale prettamente maschile che non corrisponde alla sua essenza di donna. Pietro vive male anche a causa dei pregiudizi dei suoi genitori, specie quelli del padre siciliano, tratteggiato dalla Dante forse con un pizzico di esagerazione ma anche molto vicino alla sensibilità di certi padri del Sud.
Emma Dante rappresenta il Sud, nella diversità e nella marginalità. La vita di Pietro, con i suoi amori, il suo malessere, il desiderio di fuggire dalla vita di provincia in cerca di una sua dimensione spazio temporale, nel pieno dell’anonimato, riflette lo stato d’animo dei tanti, uomini e donne che oggi in Europa gridano il loro bisogno di sentirsi se stessi, prima che appartenenti ad un corpo. Uno spettacolo a lungo applaudito. Molto bella la resa metaforica della Dante, di quello che è stato definito lo “spogliarello dell’anima”, in cui i movimenti di Pietro vengono eseguiti in sincrono da una attrice in scena vestita da uomo.
Nell’atto di denudarsi Pietro, si spoglia dei panni da uomo per indossare quelli da donna. Un testo molto triste ed efficace nel messaggio. La diversità esiste, dobbiamo prenderne coscienza anche in Italia, che al solito, fa fatica a sentirsi Europa. Questo Lato B del dittico della Dante, ha decisamente convinto il pubblico del Teatro Grassi, ed è piaciuto probabilmente più del testo “Le sorelle Macaluso” andato in scena settimana scorsa. Lo spettacolo rimarrà al Teatro Grassi fino al 18 ottobre 2015. Un’occasione di Teatro nel sociale da non perdere.

Piccolo Teatro Grassi
dal 13 al 18 ottobre 2015
Operetta Burlesca di Emma Dante
con Viola Carinci, Roberto Galbo, Francesco Guida, Carmine Maringola
testo, regia, scene e costumi Emma Dante
coreografie Davide Celona, luci Cristian Zucaro
produzione Sud Costa Occidentale

Adele Labbate 15/10/2015

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM