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Il collettivo Attrici Attori Uniti: «Abbiamo il diritto di essere ascoltati»

Gli artisti interpretano il mondo e lo rendono visibile agli occhi di chi sa ascoltare. Non fanno solo divertire, veicolano i diversi significati dell’arte in modo autentico, diventano mediatori di storia e di cultura ed esplicitano ciò che potrebbe essere soltanto intuito. I lavoratori dello spettacolo subiscono le conseguenze di un’emergenza inattesa senza tutele, garanzie o risposte concrete e la crisi del settore invade le coscienze degli organi di competenza. Attrici Attori Uniti nasce con l’intento di alzare la voce in maniera silenziosa, un collettivo con più di 2.200 iscritti costituito da attrici e attori, compagnie indipendenti, registi, drammaturghi, danzatori e artisti di strada. Un ampio coordinamento nato su Telegram, una chat fatta di idee, confronti e tavoli di lavoro con competenze settoriali in grado di rilevare problematiche determinanti e proporre soluzioni efficaci. «Dai membri del gruppo nasceva la necessità di approfondire alcuni temi e prendere coscienza di alcune leggi del contratto collettivo nazionale del lavoro - spiega Marta Mungo, referente del tavolo normative - Un aspetto frequente del settore è l’ignoranza dei nostri diritti, quindi ci siamo rimessi a studiare e abbiamo creato vari tavoli (fra questi il tavolo di genere, il tavolo etico e il tavolo cittadinanza attiva). La sinergia risolutiva ha dato vita al comunicato che sta girando. È stato pubblicato il 20 aprile e c’è stato un forte interesse mediatico, ma non abbiamo ancora ricevuto una risposta dagli organi di competenza a cui ci siamo rivolti - Mibact, la presidenza Agis, FederVivo e Anica - Da lì abbiamo dato vita alla campagna “Tiriamo fuori la voce” diventando virali sui social con più di 200.000 visualizzazioni, grazie all’adesione di tutti i membri. Alla mancata risposta si aggiunge il fatto che nei vari protocolli di ripartenza non sia stato preso in considerazione anche il Sindacato Attori, quindi la parte che ci rappresenta in quanto lavoratori». L’esigenza dunque diventa quella di essere ascoltati, una richiesta semplice che può davvero fare la differenza in una vicenda che ha stravolto gli equilibri e creato disagi notevoli all’interno di un settore sprovvisto di ogni garanzia possibile. «Il nostro sistema di accumulo di contributi non funziona e quello che noi chiediamo a lungo termine è una riforma del sistema di tutele che possa guardare alle buone pratiche estere da poter inglobare nel sistema legislativo italiano. Un altro grosso problema è il riconoscimento di categoria, dato che noi legalmente non siamo identificati».95780303 119353596424339 8435902719574671360 o

Se le premesse della riapertura - prevista il 15 giugno - sono quelle appena citate non sarà semplice individuare soluzioni immediate. «Ci stiamo già attrezzando per creare dei gruppi tecnici per la ripartenza che abbiano al loro interno varie professionalità, figure che possano darci delucidazioni sui protocolli della sanità visto che ci teniamo a essere realisti e ad acquisire tutte le notizie possibili. Ci stiamo attrezzando anche per poter fare proposte concrete al sindacato, dobbiamo però avere la possibilità di essere ascoltati e finché non ci sarà questo ascolto e non ci saranno le tutele che chiediamo la nostra posizione non può che essere quella di una protesta». Poltrone alternate, mascherine per spettatori e artisti e posti preassegnati sono le condizioni stabilite dal nuovo decreto, ma la ripresa repentina non può ignorare la paura degli assembramenti e l’inevitabile rallentamento di una ripartenza faticosa. Lo streaming potrebbe ancora essere una valida alternativa, ma il bisogno di normalità rende labili i confini del teatro digitale. «Siamo in un momento di forte domanda personale e collettiva. Purtroppo c’è un vuoto normativo in merito ai diritti di immagine per la messa in onda degli spettacoli che sono normati solo per la riproduzione, ma non per una diretta. Noi come gruppo ci stiamo muovendo per capire come normare lo streaming qualora questo possa essere considerato come una fase di passaggio. Quello in cui crediamo fortemente è il lavoro sul territorio. Il tavolo cittadinanza attiva sta portando avanti una serie di iniziative che ripartono proprio dai condomini, dall’incontro con le persone, vogliamo proprio riprendere da un contatto diretto, nel rispetto delle norme di distanziamento. Crediamo che in questo che vi sia il seme del fare teatro, alla maniera antica, ma senza voler essere vecchi».

 

Di seguito il comunicato redatto.

Alla Cortese attenzione
del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
On. Nunzia Catalfo

del Ministro dei Beni, Att. Cult. e Turismo
On. Dario Franceschini
e p. c. al presidente di AGIS
Dott. Carlo Fontana

e p. c. al Presidente di FederVivo
Dott. Filippo Fonsatti

e p. c. al presidente di ANICA
Dott. Francesco Rutelli

20 aprile 2020


Siamo una comunità di lavoratrici e lavoratori professionisti dello spettacolo, in tutte le sue declinazioni, che si riconoscono nella cultura etica del lavoro, nei suoi oneri e onori, nei suoi doveri e nei suoi diritti. Riconoscendoci negli articoli 4, 9 e 33 della Costituzione Italiana e chiamati in causa dalle dichiarazioni del Ministro Dario Franceschini, che ha manifestato interesse ad aprire un dialogo sui criteri di erogazione dei fondi emergenziali, sentiamo il dovere di porre alla Vostra attenzione riflessioni e proposte, che si riferiscono al momento contingente e doloroso, ma anche e soprattutto al futuro del sistema culturale del nostro Paese. Questo sistema, che già poggiava su corpose criticità, necessita di un intervento urgente che permetta una virtuosa ripartenza dell’intero Settore Spettacolo. Nei processi di ricostruzione il ruolo della Cultura è fondamentale. Segnaliamo l’emergenza di esserci ritrovati improvvisamente senza lavoro e senza reddito, ma, a differenza di altri, in un Settore già colpevolmente privo di tutele. Inoltre, siamo stati i primi a fermarci e saremo tra gli ultimi a poter ricominciare.

Con queste premesse,

DENUNCIAMO

– che le interruzioni dei contratti sono avvenute senza il rispetto delle leggi sui licenziamenti;
– che molte imprese si appellano all’emergenza per non onorare i contratti stipulati, con i singoli lavoratori o con le compagnie, relativi a lavori regolarmente svolti prima dell’emergenza sanitaria stessa;
– che una larga parte di lavoratori è rimasta esclusa dalle tutele del DL18 e DL 23, a conferma del fatto che l’apparato legislativo non è adeguato alle numerose specificità della nostra categoria;
– che gli emendamenti proposti in difesa delle lavoratrici e lavoratori dello spettacolo sono stati bocciati;
– che misure come il Fis o la Cassa in Deroga, senza possibilità di integrazione, non tengono conto dei rapporti lavorativi regolati da contratti di intermittenza e della situazione di precarietà dei lavoratori dello spettacolo;
– che non ci sono tutele, né garanzie, per tutti quei lavoratori impegnati in produzioni e progetti con data di inizio posteriore al 17 marzo, e che rimarranno sospesi per un tempo indeterminato;
– che l’interruzione dell’attività di insegnamento (nel pubblico e nel privato) ha eliminato un’importante fonte di reddito per le formatrici e i formatori, oltre ad aver sospeso il percorso di studi di numerosi futuri giovani lavoratori.

 

CHIEDIAMO

a) di istituire un reddito di sostegno per tutti i lavoratori dello spettacolo esteso fino alla ripresa delle attività, che comprenda anche gli esclusi dall’indennità dell’articolo 38 del DL18, individuando criteri che tengano conto della reale specificità del settore;

b) che Voi siate garanti dell’assunzione di responsabilità da parte delle Imprese rispetto agli illeciti intercorsi, chiedendo alle stesse un dialogo diretto con i lavoratori, attivando strumenti come l’Osservatorio Nazionale, già previsto dal CCNL dei Teatri del 2018;

c) di garantire la Trasparenza sui criteri di assegnazione dei finanziamenti straordinari stanziati dall’art.89 del DL18, e di vigilare sulla corretta gestione di essi, affinché ne possa beneficiare tutta la filiera dei lavoratori, nessuno escluso.
Chiediamo quindi che il primo parametro nell’assegnazione dei fondi sia l’obbligo di onorare i contratti che, a causa della suddetta emergenza, sono stati interrotti o non sono mai partiti;

d) allo stesso modo, di impiegare il FUS ordinario per saldare tutte le retribuzioni e i cachet insoluti prima dell’emergenza sanitaria;

e) di regolamentare con urgenza il diritto d’autore e d’immagine per gli spettacoli in streaming, aprendo un tavolo di consultazione e trattativa per il settore insieme al Mibact, aperto ad almeno 2 delegati di ogni coordinamento di settore, ribadendo con forza l’unicità e l’irripetibilità dello Spettacolo dal Vivo affinché questa pratica rimanga eccezione e non diventi norma;

f) di coinvolgere, per la Fase Intermedia, anche professionisti del settore per immaginare, progettare e realizzare studi di fattibilità virtuali e dal vivo e adeguati protocolli di sicurezza, al fine di preservare qualità e dignità del lavoro nei luoghi deputati allo svolgimento delle nostre attività professionali;

g) per il futuro, garanzie su versamento e cumulo dei contributi (di conseguenza indennità per i periodi di non-occupazione ispirata al modello francese e trattamento pensionistico dignitoso), tutela del Professionismo sulla base della Risoluz. del Parlamento Europeo del 07/06/2007, accesso al lavoro paritario per tutti eliminando ogni disparità di trattamento nei confronti delle donne, tolleranza zero verso ogni tipo di sfruttamento del nostro lavoro.
La prestazione artistica è lavoro, e in quanto tale va SEMPRE retribuita adeguatamente.

Uno Stato ha il dovere di garantire ai cittadini di poter godere e usufruire di proposte culturali, per arginare la miseria e un possibile imbarbarimento della società. In quanto lavoratrici e lavoratori, ravvisando nelle organizzazioni sindacali un imprescindibile intermediario nella contrattazione collettiva e nel dialogo con la Politica, vi chiediamo di non venire meno alle Vostre responsabilità di governanti di questo Paese e di dare l’adeguato riconoscimento al nostro Lavoro.

 

Attrici Attori Uniti

 

Laura Rondinella      

18/05/2020

 

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