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All that jazz: la BSMT porta un po’ di Chicago a Bologna con uno dei musical più amati di sempre

Il cast di "Chicago. Il musical"

Il musical americano con il più alto numero di repliche che sia mai stato rappresentato sia a Londra che a Broadway, questo è Chicago. Nato dall’alchimia artistica tra John Kander, autore della musica, e Fred Ebb, firma delle liriche, il musical del 1975 arriva in una versione tutta italiana ad opera della Bernstein School of Musical Theater di Bologna.
Continua per il settimo anno di fila la collaborazione fra la rinomata scuola che ogni anno sforna alcuni tra i migliori talenti del musical italiano e il Teatro Duse di Bologna in A Summer Musical Festival. Uno degli eventi di punta della manifestazione proprio il musical Chicago, che si avvale della regia di Saverio Marconi e la direzione musicale di Shawna Farrell.

Ambientato durante gli anni venti in una fumosa Chicago, il musical prende le mosse da eventi di cronaca nera con ballerine assassine per protagoniste. Velma Kelly (Alice Luterotti) e Roxie Hart (Elisa Gobbi) guidano lo squadrone di donne assassine che si destreggia tra mance alla carceriera Mama Morton (Federica Rini) per ottenere favori di diversa natura e processi contraffatti magistralmente dal carisma di Billy Flynn (Matteo Francia). Cosa non si farebbe per un briciolo di notorietà? È questa la mission e l’obiettivo delle due seducenti e brillanti protagoniste, essere qualcuno in una città in cui l’omicidio è all’ordine del giorno. Acclamate come dive del cinema, le due capiscono presto che l’unione fa la forza e suggellano un patto di convenienza che le porterà al successo.

L’adattamento italiano di Giorgio Calabrese rende le famose canzoni, conosciute ancor di più per l’omonimo film del 2002 vincitore di sei premi Oscar, certo comprensibili al pubblico bolognese, ma forse spogliate della carica graffiante ed erotica presente nei testi di Fred Ebb. Del resto la componente erotica del musical è materica e drammaturgica sia a livello testuale che sul palcoscenico. L’occhio infatti vuole la sua parte, e la regia di Marconi non si tira indietro nel consegnare al pubblico riquadri scenici con un grande senso estetico, a partire dai costumi di Massimo Carlotto valorizzati dal disegno luci di Emanuele Agliati. Le perfomers in scena fanno il resto: le coreografie di Gillian Bruce esaltano la bravura di un cast composto soprattutto da ottime (per lo più) danzatrici e interpreti. Resta leggermente in ombra la componente canora del musical, più incentrato sulla forza visiva delle scene che sulla qualità vocale dei protagonisti. Un plauso speciale invece merita sicuramente l’ensemble strumentale composto da otto musicisti magistralmente diretti da Maria Galantino. All that jazz!

Erika Di Bennardo 27/05/19

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