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Al Teatro dell’Opera di Roma è approdato il “Billy Budd” di Britten

Quando le propongono di mettere in scena “Billy Budd” di Benjamin Britten, Deborah Warner non ha dubbi. Considera Britten come una delle colonne sonore della sua vita. Insieme a Shakespeare. “Peccato che Shakespeare non abbia registrato niente!”, scherza la Warner in conferenza stampa; “Britten rivela il cuore dell’uomo” continua. Nel compositore, come nel Bardo, protagonista assoluta è la natura umana. Non solo professionalità, dunque, ma anche una forte passione nutre il lavoro che è stato insignito dell’International Opera Award come migliore nuova produzione 2017. È la prima volta che approda al Costanzi (dall’8 al 15 maggio, Anteprima Giovani il 6), ma il 31 gennaio 2017 aveva già debuttato al Teatro Real di Madrid, produttore insieme al Teatro dell’Opera di Roma e alla Royal Opera House Covent Garden di Londra, in un virtuoso esempio di confronto e cooperazione internazionale.

billy budd baritono e tenoreEra il 1951. Britten piegava alle esigenze della drammaturgia e alla sensibilità del dopoguerra le tecniche tradizionali del linguaggio tonale, l’apporto dei Leitmotiv wagneriani (esemplare il ricorrere del tema “O heave! O heave away, heave! O heave!”, l’equivalente dell’italiano “O issa”, e il suo variare di significato) e l’espediente dell’intermezzo sinfonico. Combatteva l’avanguardia seriale e dodecafonica proponendo un incrocio tra il Tannhäuser e Broadway, con sensibili innesti di sensibilità cinematografica. Ispirato al romanzo incompiuto e postumo di Herman Melville, si narra la parabola del giovane marinaio William Budd. Il dramma si svolge a bordo di una nave, “no question of changing” dichiara la Warner, ma ciò che sta a cuore alla regista è la restituzione di un sentimento, di un’essenza di nave. Così, per ricreare ponteggi e cordame dell’Indomitable, valorizza tutti gli elementi che rendono una nave tale: corde, piattaforme mobili, argani, vele rappresentano, così, per sineddoche tanto la vita su una nave quanto la scena teatrale (scene a cura di Michael Levine, luci a cura di Jean Kalman). Al flusso umano di mozzi, marinai, ufficiali è affidata la costruzione dei volumi sulla scena a suggerire il movimento oscillatorio delle onde (movimento coreografico a cura di Joanna O’Keeffe).
In un cast 100% al maschile, come il microcosmo di una nave da guerra imponeva, il classico triangolo amoroso del melodramma è sostituito dagli scontri generatisi tra Tenore e Basso a causa del Baritono. All’eroe eponimo è assegnata voce di baritono (un’indisposizione ha tenuto Jacques Imbrailo lontano dall’anteprima, sostituito egregiamente da Phillip Addis). Nella lettura di Britten, dunque il vero protagonista è il Capitano Vere, cui è affidato timbro tenorile e il ricordo dei fatti del 1797 raccontati nel prologo e nell’epilogo che incorniciano i due atti. Toby Spence è il tenore di questa produzione, che con il nitore di voce e l’essenzialità del gesto presta nobile semplicità e quieta grandezza al Capitano dell’“Indomita” e soffoca con una calma apparente il dissidio dell’uomo colpevole di una morte che forse si sarebbe potuta evitare. L’antagonista, il villain, è Claggart, il basso John Relyea, dalle sonorità profonde e metalliche, luciferine come il suo animo marcio e invidioso. A completare le quote tutte blu del cast, la bacchetta di James Conlon, che alla procellosa condizione della natura umana sul palcoscenico risponde mantenendo distaccata freddezza nella direzione.
Sul modello di “Otello”, Billy Budd è stato più volte letto come novella Desdemona. Non sono mancate le interpretazioni in chiave omosessuale, psicologica, politica, cristologica persino, ognuna a suo modo veritiera: in tempi di crisi – che sia essa politica, sociale, morale – il bene di uno è sacrificabile nel nome del bene di molti? La risposta giace da qualche parte in fondo al mare, o a teatro, nella vertiginosa cattedrale musicale progettata da Britten e ricostruita da Warner.

Visto al Teatro dell’Opera di Roma in occasione dell’Anteprima Giovani il 6 maggio 2018

Alessandra Pratesi 11/05/2018

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