Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 677

“Scene da un matrimonio” il capolavoro di Bergman al Teatro Stabile di Napoli

Per celebrare il centenario della morte di uno dei più grandi drammaturghi e registi svedesi, Ingmar Bergman, al Napoli Teatro Festival debuttano due spettacoli che riprendono uno dei suoi lavori più noti: “Scene da un matrimonio”, riadattato in due versioni contrastanti, ma fedeli al tema centrale della pellicola del 1974, inizialmente pensata in sei episodi per la televisione e poi riproposta anche nelle sale cinematografiche. Scènes de la vie conjugale con Laetitia Casta e Raphael Personnaz per la regia di Safy Nebbou al Teatro Politeama che affronta il tema dell’insoddisfazione di una coppia moderna e quasi al riparo da ogni possibile minaccia che provenga dall’esterno.
Invece, al Teatro Mercadante di Napoli per la sua seconda regia italiana, il moscovita Andrej Konćalovskij dirige Julia Vysotskaya e Federico Vanni nei panni di Milanka e Giovanni, una coppia apparentemente felice, tranquilla, il cui equilibrio viene sovvertito da un imprevisto, un qualcosa di inaspettato che getta il loro matrimonio nel baratro, da un momento all’altro.
Le dinamiche coniugali, i quesiti, le incomprensioni e le difficoltà vengono indagati in maniera arguta e minuziosa dal regista, che riproduce la quotidianità di una coppia, immersa nella routine, in cui l’uno sembra essere la compensazione dell’altro, ma in realtà è solo un sottile gioco di compromessi a tenere in piedi un rapporto deteriorato dal tempo e dall’immutabilità. scene da un matrimonio2
Un battibeccarsi continuo, pungente e anche divertente, si consuma sulla scena dello Stabile di Napoli. La riproduzione fedele di un appartamento della Roma benestante degli Anni Settanta induce lo spettatore ad immedesimarsi ancor di più in quel rincorrersi scattante di parole e pensieri che attraversa lo spazio tra marito e moglie, vicini all’apparenza comune ma lontani nel singolo desiderio. Giovanni, un ordinario professore universitario, confessa alla moglie Milanka, giovane bella ed in carriera, di essersi innamorato di un’altra donna.
La disperazione coglie Milanka disposta ad umiliarsi, ad elemosinare quell’amore che il suo compagno dice di non aver perduto, ma che lo porta tra le braccia di una sua studentessa. scene da un matrimonio3
Un amore di cui Giovanni parla con un’euforia, con passione, quasi dimenticandosi di aver di fronte la donna che ha sposato, parla a cuore aperto, un fiume di parole che annebbiano il fallimento di un’unione destinata, contrariamente a quanto si pensi, a non finire mai.
I due si odieranno, costruiranno le loro vite lontani, ma si penseranno, si cercheranno, di continuo.
Il divorzio, la rabbia di lui che sfocia in una violenza inaspettata che irrigidisce la platea per la sua veridicità, non fermeranno l’istinto di cercarsi, di volersi e di amarsi come forse non avevano mai fatto; costretti tra le mura di una casa romana, mura su cui sono riprodotte le trasmissioni tv di quegli anni, in cui erano appesi i ricordi di una vita insieme e che si trasformano nelle mura di una casa buia in qualche parte del mondo; una casa in cui possono viversi per quello che sono, in cui si confidano le paure curate ora dai loro rispettivi coniugi, degli orpelli nella loro storia e nulla più.
Konćalovskij legge Bergaman nella sua profondità, nel suo essere subdolo ricercatore delle lacune dell’uomo, della sua banale e condivisibile fragilità, bugiardo con se stesso e con gli è accanto, legge quella drammaticità che trasuda da una perfetta visione d’insieme, ma che nasconde spesse volte le più inconfessabili paure, come quella di avere un figlio, i più incomprensibili desideri, come quello di liberarsi di una vita per cercarne una diversa, più appagante.
Questo è Scene da un matrimonio, un viaggio attraverso un amore perduto, ma poi ritrovato; un viaggio nell’affermazione di se stessi, nella ricerca dell’altro, nel confronto, nel litigio e nella semplicità delle emozioni umane, che talvolta la stagnante ordinarietà della vita oscura con una patina di doveri che inaridiscono i rapporti tra gli individui.

4/07/2018
Ilaria Costabile

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Colori e sapori

Recensito su Twitter

@toscadonati al @ClubTenco "I miei nonni, migranti al contrario, mi hanno insegnato la bellezza del diverso" https://t.co/7PHjom7AcB

Digital COM