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“Banana Split”: l’adolescenza ritrovata dei Bettedavis


Esistono strade, scelte, vie. Per incontrarsi, scegliersi, condividersi, innamorarsi. “Banana Split” è la fotografia autentica e disincantata di un percorso sentimentale adolescenziale. È il tentativo ottenuto e ben congeniato, di tratteggiare il perimetro delle passioni, aspirazioni, inquietudini ed insicurezze proprie della gioventù. È il racconto di un’estate inattesa, imprevedibile. Lu e Gillo si incontrano durante un corso di recitazione, scoprendo una forte connessione tra loro. Lu però è la nuova fidanzata di Rao, migliore amico di Gillo. È il punto di partenza per articolare l'intricata connessione tra i tre personaggi. Lu e Gillo si annusano, si scoprono, si manifestano. Fanno indigestione di pagine e versi Shakesperiani, di esperienze. Condividono canzoni, titubanze, sogni, apprensioni. Si perdono e si lasciano cullare nel mare delle loro storie, a tratti inconsapevoli di un taglio, che arriverà, netto e implacabile, a sancire un inevitabile switch-off all’interno della vicenda. Della loro vicenda. Uno “split”, appunto, che porterà alla consapevolezza del sentimento amoroso, variabile e multiforme, che attraverso una idea seduce e inebria la mente, stimolando la coscienza. Le loro emozioni disorganiche e a tratti sconnesse, si ritrovano ad essere integrate nei contorni più delineati di una relazione più chiara e forse pertinente alle loro vite.

Davide Lorino ed Elisabetta Mazzullo, i Bettedavis, ripercorrono sul palcoscenico dell'Altrove Teatro Studio, la lezione di Tobias Wolff presentata nel romanzo “Due ragazzi e una ragazza”. Lo fanno nel rispetto dell’intreccio narrativo, mantenendo costantemente la forte affinità con la trama originale. Lorino e Mazzullo, organizzano una grammatica drammaturgica essenziale e densa di reminiscenze classiche. Attingono a piene mani da diversi repertori dell’arte attoriale. Linguaggio pensato, sudato, nel corpo, nella parola. Nel pensiero. Gli attori alternano momenti recitativi ad intervalli musicali inediti di rara pregevolezza. Organizzano la scena con pochi oggetti che fanno da contorno alla storia. Una cassapanca, un clarinetto, una chitarra. Effetti video sullo sfondo. E due reggi abiti posti ai lati della scena, braccia fortissime che reggono l’alternarsi dei personaggi della storia. Gli attori cantano, suonano, ballano. Divertono e si divertono. Brani musicali, cambi di registri vocali. "Banana split" è la chiave d’accesso perpetuante e sempre valida per accedere in ogni situazione dello spettacolo. È il termine pop, convenzionale, che spesso diviene veicolo di ilarità e sdrammatizzazione. La comicità é un mezzo per tracciare una precisa indagine psicologica dei personaggi. Il duo artistico, utilizza l’espediente della risata per la riflessione sul tempo e sulle evoluzioni amorose. Una scelta che colpisce nel segno, che ben struttura l’esperienza sibillina e misteriosa dei soggetti raccontati e alimenta una già vivida e curiosa attenzione dello spettatore. I Bettedavis sono i testimoni di una visione dell’adolescenza intesa come sinossi di un eldorado, in virtù del suo essere priva dei segmenti della perfezione. È tuttavia, un momento, un anelito di inconsapevole felicità, da portare costantemente alla memoria. È un sentiero incosciente e privilegiato, passato e da ritrovare. “Banana split” diventa l’obiettivo da raggiungere, lo scopo primo e ultimo. Il finale sospeso, che lo spettatore sceglie di disegnare.

Francesco Caselli 05/02/2019

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