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APLOD a DOIT Festival: come diventare "spacciatori" al tempo di YuoTube

Continua il festival D.O.I.T Drammaturgie oltre il teatro con lo spettacolo APLOD di Rodolfo Ciulla, per la prima volta a Roma presso lo stabile Ar.Ma.
L’opera prodotta dall'Associazione Centro Teatrale MaMiMo, propone un futuro dispotico e ipercontrollato, chiari sono i riferimenti a Orwell, la loro stanza è la numero 451, una società in cui Youtube è diventato illegale e caricare video rende chiunque un fuorilegge. I protagonisti della storia, tre ragazzi che “sopravvivono” svolgendo lavori tra i più umili e che degradano ogni loro sogno, cercano in ogni modo di sbarcare il lunario. Il licenziamento di uno dei tre e la scoperta di un programma, APLOD, che permette di caricare video pirata in rete in cambio di un mucchio di quattrini, dà il via a una serie di peripezie consentendo una svolta alla vita di questi poveri “disgraziati”.
Tra video di gattini, bottiglie di Coca Cola fatte esplodere in casa e riprese di ciccioni che si abbuffano di pasta, gli interpreti della storia diventano molto ricchi. I loro video infatti ricevono molti Like e sono quelli a portare gli introiti. Come in ogni black comedy che si rispetti però la situazione presto gli sfugge di mano. La fama e i soldi metteranno i tre l’uno contro l’altro.
Lo spettacolo propone argomenti assai attuali, come l’influenza dei Youtuber, l’imperante tecnocrazia che sta prendendo il sopravvento nella nostra epoca e il completo abbandono al mondo della cultura, sostituito sempre di più dalla smania di successo facile e senza troppa fatica.
La messa in scena è minimale e gli attori (Rodolfo Ciulla, Michele Fedele, Matteo Giacotto) riescono bene a dar vita ai loro personaggi. L’uso delle luci è ben gestito e restituisce in maniera efficace un futuro poi così non troppo lontano. La musica accompagna i momenti più esilaranti dando un ottimo ritmo alla storia.
Purtroppo però la drammaturgia usa in maniera eccesiva scene cult già viste nel mondo cinematografico. Da Pulp Fiction, passando per Breaking Bad e Una Notte da Leoni questo rende l’opera alla lunga come qualcosa di già visto, poco originale. L’idea resta sicuramente valida e ben congegnata, per una messa in scena che cerca di integrare anche il mondo televisivo e quello delle serie tv. Il tutto restituisce uno spettacolo assai ammiccante per il pubblico, ma che avrebbe potuto rischiare di più, soprattutto per una compagnia giovane e alle prime esperienze.

Marco Baldari 25/03/2018

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