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Anamoni: il teatro percettivo di Lisa Rosamilia al DOIT Festival

Piove a dirotto, le scie rosse dei fanali delle auto si confondono tra lo sciame di ombrelli a Piazzale degli Eroi dove, oltre un portoncino incastonato tra gli alti palazzi di Prati, si riesce a vedere l'Ar.Ma Teatro. Nato come salotto culturale dove intrecciare i fili di arte, musica e teatro, Ar.Ma Teatro è oggi uno spazio vivace che ospita spettacoli, laboratori e il DOIT Festival - Drammaturgie oltre il teatro, progetto di promozione culturale che, grazie alle visioni di Angela Telesca e Cecilia Bernabei, ha già portato in scena numerosi spettacoli di drammaturgia contemporanea, ponendosi come scopo quello di promuovere la creatività delle nuove generazioni.

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Il vento ulula tra gli infissi delle finestre di una nave, in lontananza il rumore della risacca sul bagnasciuga, poi un faretto dorato s'accende per illuminare una parete di corde e reti da pesca. Come fosse un'interferenza, dal rumore del vento che ruggisce oltre le finestre sboccia una sonata per piano e violino. È un teatro percettivo quello di Lisa Rosamilia, fondatrice della compagnia Matroos e danzatrice-scenografa-regista di "Anamoni", che per la durata dello spettacolo non proferisce parola, lasciando che sia il suo corpo a dialogare con la muraglia di porte e finestre che si staglia sul palco.

Anamoni06“Anamoni” è uno spettacolo di teatro-danza incentrato sull'ascolto, dove corpo, musica e respiro creano la partitura ritmica per affrontare temi come la prigionia emotiva e la separazione. Malgrado sia sorretta dalla robusta trama musicale composta da Michele Sganga, “Anamoni” è una rappresentazione dall'architettura delicata, tenuta insieme da nodi, fiocchi e fili pronti a venir giù al più piccolo movimento. Uno spettacolo dove scenografia, coreografia e musica si aggrovigliano in una dimensione senza tempo, fatta di visioni e contrasti che sul finale lasceranno Rosamilia con gli occhi grandi che bruciano al buio.
L'idea di drammaturgia della compagnia Matroos in “Anamoni” supera l'idea di teatro lineare per raccontare la tragedia nella sua costruzione, gli oggetti dopo che sono stati usati, l'uomo mentre si fa adulto. Rosamilia è naufraga e timoniere a bordo della sua nave di cianfrusaglie, tormentata dal riflesso di fare e disfare il mondo, come se ne andasse della sua salvezza. Vederla danzare in quella giungla di corde e finestre sull'oceano traghetta lo spettatore sulla plancia della nave, in balia delle correnti, a godersi il tormentato spettacolo di una donna trascinata su e giù dai flutti delle sue lacerazioni.
Lo spettacolo sarà inoltre esteso e riportato in scena dal 20 al 30 aprile al Teatro Studio Uno di Torpignattara di Roma.

Riccardo Bassetti 04/04/2017

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