Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

Al Teatro India “Amuleto”: un emozionante connubio di Storia, ricordi, poesia e vita

Entra in scena sola, con il peso dei suoi ricordi, la multiforme varietà delle sue emozioni, la malinconica e coraggiosa poesia della sua storia, Maria Paiato, protagonista assoluta dello spettacolo “Amuleto” di Roberto Bolano, in scena al Teatro India. Si presenta al pubblico nella sua maestosa semplicità: è Auxilio Lacouture, la madre della poesia latinoamericana, venuta dall’Uruguay in Messico, e si accinge a raccontare una storia di terrore, un noir, un inapparente racconto dell’orrore, la descrizione di un crimine atroce. Una toccante autobiografia in prima persona che rievoca sul palcoscenico, attraverso la potenza delle parole, la variazione delle luci e i cambiamenti di suono, le dolorose pagine del colpo di stato che sconvolse il Messico nel 1968.amuleto
Maria Paiato, totale dominatrice della scena, con la sua magistrale classe, la sua potenza espressiva, la sua carica emozionale, conduce gli spettatori all’interno della vita di una donna di grande cultura, e al contempo di una nazione intera, facendo rivivere sulla nostra pelle quegli istanti interminabili, quel clima di caotico orrore, di straziante dolore e perdita di ogni riferimento. È semplicemente colei che assiste tremula e inerme al “parto della Storia”, un fantasma che rimase chiuso nei bagni della facoltà di lettere e filosofia di Città del Messico il 18 settembre del 1968, mentre facevano irruzione i militari antisommossa.
Pietrificata lì, in quel microcosmo claustrofobico per dieci giorni, con la poesia a farle compagnia, prigioniera del silenzio, dei sogni, delle voci, degli incubi che presero d’assalto la sua mente piegando e dispiegando il tempo, le sembrava di guardarsi allo specchio e di veder riflesso il suo passato.
Un climax di luci, suoni, suggestioni per dare vita alle atmosfere di un assalto e poi la stasi di uno straniamento in cui la donna, in un monologo tra sé e sé, dialoga con le tante personalità incontrate nel corso della sua vita, poeti, artisti, scrittori, intellettuali, persone che hanno inseguito e perso un amore , madri in attesa di un amuleto2ritorno. Una moderna eroina che combatte sullo sfondo di un Sudamerica che brulica del desiderio di un rinnovamento, che arde della necessità di una rivoluzione, di una cambiamento.
“Amuleto” è quindi uno spettacolo che parla di amore, di vita, di Storia, di verità e soprattutto di poesia, di quei “pezzi di specchio rotti’” nei quali ci si osserva, ci si ritrova e ci si spaventa, e grazie ai quali la protagonista riesce a sopravvivere al gelo che la circonda e a farsi largo tra la polvere del deserto, a sopravvivere con volontà e necessità .
E’ il racconto in prima persona di uno stato d’animo che si fa portavoce del canto di quei giovani coraggiosi che si dirigevano verso un abisso profondo, un canto di amore e guerra, un canto che è semplicemente un amuleto.
Un testo delicatamente potente, che risente degli influssi della letteratura messicana di quegli anni, reso impeccabilmente con una regia essenziale ed efficace che punta tutto sul travolgente talento dell’interprete, in grado di rendere solo con l’efficacia delle sue parole e intonazioni questo andirivieni tra passato presente e futuro, questa altalena di stati d’animo e di umori, questa varietà di toni, dal drammatico, all’ironico al poetico, e sulle suggestioni evocate dalle luci, ora calde ora più fredde, e dalla musicalità dei suoni che vanno a riempire una scena completamente spoglia, eppure rivestita di forti sensazioni e indelebili memorie.

Maresa Palmacci 19/01/2017

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM