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Al Teatro Orologio di Roma va in scena il viaggio di conversione di Andrea Cosentino e dei suoi molteplici e carnevaleschi personaggi con “Lourdes

Un viaggio, qualsiasi sia la sua destinazione, cela sempre un’aspettativa di conversione, di cambiamento, di riempimento e, se si è fortunati, di miglioramento. E tutti i personaggi portati in scena dall’unico protagonista dello spettacolo, Andrea Cosentino, rivelano ognuno la medesima e sentita attesa: un miracolo.
“Lourdes”, adattato dal regista Luca Ricci dall’omonimo romanzo d’esordio di Rosa Matteucci, diviene il viaggio della speranza di tutti coloro nascondano l’intimo desiderio di riscatto da una vita che non ha ancora concesso nulla.
A raccontare, attraverso la voce e il corpo di Andrea Cosentino, l’esasperante ed esilarante pellegrinaggio verso la sospirata Lourdes è Maria di Orvieto, donna dalle dubbie intenzioni ma animata dalle medesime speranze dei numerosi e bizzarri passeggeri del treno, che rivela, stazione dopo stazione, personaggio dopo personaggio, il suo profondo e commovente desiderio di riconciliazione con se stessa, dopo la morte del padre. Aldilà della divertente, a tratti ridondante, rassegna degli svariati e grotteschi personaggi in viaggio anche loro verso Lourdes, il personale cammino di conversione dell’improvvisata crocerossina Maria termina con una ritrovata fede che non è solo religiosa ma anche, e soprattutto, profondamente umana, sorretta da un animo finalmente riconciliato con se stesso.
L’attore e co-autore Andrea Cosentino porta in scena, nella solitudine del un palco scarno e fievolmente illuminato della Sala Gassman dell’Orologio, l’intima e ardente volontà dell’uomo di scorgere, tra le infinite strade sterrate della vita, quella che conduce all’unica vera ambizione umana: la felicità.
Il viaggio, qualsiasi sia la sua destinazione, altro non è che la metafora perfetta per esprimere tale desiderio e Cosentino, nel suo, è affiancato dalle musiche, misticamente avvolgenti, eseguite dal vivo da Danila Massimi, un’altra dei passeggeri di questo bizzarro e sentito viaggio verso Lourdes.

Chiara Paladini 01/03/2016

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