Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

Al Teatro Argot “Nove”, uno spettacolo unico nella sua molteplicità

Un’atmosfera hitchcockiana, una musica da thriller, un clima di suspense e su un “sipario-schermo” l’immagine di un uomo, uno scrittore, che batte a macchina interi fogli con la parola nove, li strappa e ricomincia, introducendo così gli spettatori, con una sorta di anteprima, in “Nove”, lo spettacolo di Edoardo Erba in scena al Teatro Argot di Roma fino al 29 novembre.
Nove sono gli episodi e che vanno a comporre l’intero spettacolo, ognuno indipendente dall’altro, ognuno forte della propria autonomia. Nove quadri, nove capitoli a se stanti che vanno a comporre un romanzo potente, nove cortometraggi che vanno a costruire un film sorprendente ed emozionante. Centrale e’ infatti la componente visiva e la potenza delle immagini che vengono proiettate, proprio come al cinema, su questo “sipario-schermo”, e che introducono i singoli episodi, li anticipano, li accompagnano, li concludono fin quando, alla sua apertura, le immagini e le storie prendono corpo e vita.
Dalla sigla di un Tg che trascina all’interno di una intervista televisiva con un particolare imprenditore, a una cliente al test drive di un automobile, alla tragica vicenda di una segretaria di un killer, passando per due amici che guardano una storica partita dall’esito rovesciato, a una coppia alla ricerca di mobili all’Ikea, a una studentessa e un professore in un mondo fantascientifico dominato da nuove religioni, a una coppia in ospedale davanti una drammatica decisione, a un illusionista con la sua amante agente, fino alla toccante coppia di anziani in un parco o meglio un parco nell’aldilà, l’autore descrive situazioni che partono dal reale e sfociano nel surreale, talvolta nel paradossale. Sono storie intense in cui realtà e irrealtà si fondono in un composto magico, con un fondo di amarezza, con un retrogusto amaro.
In tutti i frammenti è presente, aleggia, direttamente e indirettamente, la morte, il senso di fine, trattato o evocato in maniera leggera, ironica, quasi a volerla esorcizzare oppure a suggerire che in fondo non bisogna temerla perché è parte integrante della vita o perché, come sottolinea l’ultimo emblematico episodio, e forse anche il più toccante, ci ritroveremo tutti nell’aldilà o nell’aldiquà, senza doverci mai salutare con un addio, ma solo con un arrivederci.
Erba non realizza semplici sketch ma vere e proprie mini commedie, in cui con poche battute i personaggi sono caratterizzati alla perfezione, hanno una propria personalità e tratti ben delineati, e dove i dettagli sono fondamentali, hanno una duplice chiave di lettura e si rivelano completamente solo nel finale.
I protagonisti sono sempre due , un uomo e una donna, Massimiliano Franciosa e Claudia Crisafio, bravissimi nel passare rapidamente da una vicenda all’altra, da una storia all’altra, dando prova di una forte capacità di abilità e trasformismo.
Immagini, personaggi, tipi, storie, riflessioni, realtà, fantasia, dolore, tristezza e gioia, fusi insieme da un montaggio ritmico realizzato a colpi di proiezioni, musica e luci, che catturano gli occhi, l’anima, il cuore, facendo di “Nove” uno spettacolo unico nella sua molteplicità.

NOVE
Di Edoardo Erba
Con Massimiliano Franciosa e Claudia Crisafio
Luci: Paolo Meglio
Impianto scenico e visioni: Ginevra Napoleoni
Musiche a cura di Ivan Bicego Varengo
Foto e grafica: Manuela Giusto
Regia di Mauro Avogadro
In scena al Teatro Argot dal 10 al 29 Novembre 2015

Maresa Palmacci 12/11/2015

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM