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A Cuor Contento, grande successo per il ritorno di Ferretti all’Odeon di Catania

“Fedeli alla linea..ma la linea non c’è”. Bisogna partire dalla fine del concerto per ricostrurire il viaggio artistico di Giovanni Lindo Ferretti che si è recentemente esibito al Teatro Odeon di Catania nell’ambito del prestigioso palinsesto dell’Associazione Musicale Etnea, diretta brillantemente da Biagio Guerrera.
Pubblico in disibilio, un pubblico variegato, nostalgici cinquantenni e giovanissimi tutti insieme in piedi alla fine del concerto per celebrare il talento artistico di Ferretti. Artista poliedrico ed eccentrico che continua ad affascinare gli spettatori di tutta Italia, ognuno dei quali ha una propria idea ed immagine di lui basata su ciò che lo ha emozionato nel corso degli anni ascoltando canzoni come Emilia Paranoica, Mi Ami, ma anche Reduce , ma lui è inafferrabile, occhi chiusi, mani in tasca; è il prodotto di un’affascinante metamorfosi artistica che lo ha portato da essere un’icona dell’estrema sinistra, in veste di frontman del gruppo punk “filo-sovietico” CCCP, a ricevere un premio ad una convention dei giovani di destra e diventare un fan di Papa Ratzinger, rendendolo maledettamente ancora più affascinante agli occhi della maggior parte dei suoi fans vecchi e nuovi. Sorprenderà saperlo ma, come lo stesso Ferretti ha dichiarato, è da “tempi non sospetti” che i giovani di destra impazziscono per lui. Perché? “Sono un pre-politico ed un post-politico”, spiega Ferretti, un camaleonte, non un trasformista come qualcuno (a torto) lo ha definito, che riesce ad arrivare dritto al cuore di tutti al di là del fatto che le proprie idee politiche combacino o meno con la sua arte.
La malattia, la conversione, il ritorno alle origini contadine romagnole facendo “tabula rasa” di tutto, sono gli elementi che caratterizzano la maturità di questo straordinario artista “salmodiante” e “cantante senza saper cantare” ( come lui stesso si definisce) , che trasformandosi in un “reduce” continua ad intrigare ed a fare sold out grazie alla sua originalità ed ai suoi brani che hanno saputo coniugare musica punk nordeuropea, musica araba, “canzonetta italiana” ed la nostrana musica da “ballo liscio” .
Il concerto si apre con Pons Tremolans , tratto dall'opera equestre "SAGA, il Canto dei Canti". Parole, che evocano immediatamente un’atmosfera di suoni e visioni di tempi passati e storie dei cavalli e del teatro equestre, della “simbiosi uomo cavallo e dell’equilibrio di grazia e potenza”. Sul palco, illuminato da una scenografia semmplice, Ferretti è affiancato dai brillanti musicisti degli Ustmamò: Ezio Bonicelli (chitarra elettrica, violino) e Luca A. Rossi (basso, chitarra elettrica, batteria elettronica). Si continua in un crescendo ritmico con i classici riarrangiati per violino e chitarra dei CCCP, C.S.I. e P.R.G come ad esempio Tu Menti, Tomorrow, Mi Ami, And the radio plays, Oh Battagliero!, Curami e la “rinnovata” “Radio Kabul” nella quale risuona la litania : “cittadino del secolo ventuno..sciocco come te non c’è nessuno!”, feroce ironia sulla deriva di un mondo che non sa dove sta andando, i cui abitanti trovano sempre nuove occasioni per scontrarsi, oscillando tra “signori della guerra” e “armate della pace”. Due ore di puro intrattenimento, chiuse circolarmente, dopo cinque canzoni finali, da Spara Jurij. Ferretti, “punk mistico” lascia tutti ipnotizzati e “fedeli alla sua linea”.

Alberto Lunetta 05/02/2016

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