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39 scalini al Teatro Trastevere: un noir comico e sensazionale

39 scalini da salire, da rincorrere, da individuare attraverso inizi confusi e situazioni esilaranti. Londra, anni Trenta, Richard Hannay, tranquillo signore dal cappello a tesa larga, assiste a uno spettacolo di cabaret, improvvisamente uno sparo di pistola interrompe lo show di Mr Memory, ometto dalla memoria eccezionale. Hannay si ritrova in casa sua con la donna che ha sparato, ma la donna viene pugnalata durante la notte e per la polizia il colpevole non può che essere lui. Deve scappare lontano, deve scagionarsi perché è innocente, potrà farlo solo risolvendo l’enigma che si cela dietro le ultime parole della misteriosa famme fatale: Scozia, il Professore, 39 scalini!
In un turbinio di inseguimenti, fughe e avvenimenti comici, lo sventurato Hannay, incontra trentotto personaggi diversi, interpretati da soli tre attori camaleontici e trasformisti, alcuni lo avvicineranno al suo scopo, altri gli metteranno i bastoni tra le ruote.
Lo spettacolo “39 scalini” allestito al Teatro Trastevere dall’associazione Cattive Compagnie è in grado di stupire chiunque grazie a una scena mutevole e funzionale che viene plasmata dagli stessi interpreti, rendendo credibile anche le situazioni più buffe. In questa rappresentazione c’è tutto, anche ciò che si crederebbe impossibile su un palcoscenico teatrale: dallo humor squisitamente inglese alle gag in stile slapstik, dalle connotazioni noir tipiche delle spy story di Peter Cheyney a un aeroplano lanciato all’inseguimento del povero Hannay, citazione o forse omaggio ad Alfred Hitchcock che nel 1935 firmò la regia di “The 39 Steps”, tratto ugualmente dal romanzo di John Buchan.
Una visione eccezionale senza esclusione di colpi in cui i cambi di scena avvengono tutti davanti al pubblico sbalordito, producendo una serie di transizioni divertentissime e fortemente cinematografiche. Chi ha detto che in teatro non si può assistere a un inseguimento sul treno? Accade questo e molto altro ancora! La polifonia di lingue, dialetti e difetti di pronuncia insieme alla vis comica di Alessandro Di Somma, Diego Migeni, Yaser Mohamed, Marco Zordan e alla regia di Leonardo Buttaroni immergono lo spettatore in un ambiente raffinatamente spassoso, catturando l’attenzione generale attraverso i meccanismi del thriller e intrigante umorismo.
Nella frenesia trascinante di “39 scalini” volano persino oggetti! Uno di questi (un coscio di pollo, credo) stava per colpirmi dritta in fronte mentre assistevo dalla seconda fila della platea, ma niente paura... in questa rappresentazione non ci sono accidenti, è tutto previsto per regalare al pubblico un’esperienza fuori dalla norma e dagli schemi.

Susanna Terribile 14/03/2016

Foto: Manuela Giusto

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