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Teatro

"Amore e Psiche" del Lemming: astenersi cuori deboli
Lo spettacolo ventennale del Lemming, storico gruppo di Rovigo, arriva a Vicenza dove il gruppo ha un suo nuovo spazio. “Amore e Psiche”, ingranaggio di una tetralogia, ha una forte relazione con lo spettatore, anche dal punto di vista numerico: “Edipo” aveva un solo astante, questo due, nove nel “Dioniso”, novantanove nell'“Odisseo”. Cabala e ribaltamento del teatro. Chi è attore e chi spettatore non è dato saperlo; tutti agiscono, o dovrebbero farlo. Questa la tesi di fondo del gruppo cresciuto attorno alla figura poliedrica e carismatica di Massimo Munaro. Ma, sorgono i ma. In un impianto certamente ben costruito, e…
“Orfeo ed Euridice”: il mito di un amore tra la vita e la morte
La sala Moretti del Teatro dell’Orologio è gremita. Il palco è un incrocio di lenzuola avvolgenti e paia di scarpe appoggiate ai lati, che trasformano la scena con soluzioni visive semplici ma efficaci, al confine tra casa e ospedale, tra Terra e Inferi. Traghettatore abusivo di anime moderne, un Caronte nostrano presenta i due personaggi attraverso il mito antico: quello di Orfeo e del suo canto straziante, che strappò la sua amata al regno dei morti prima di rompere il patto, voltandosi a guardare e perdendola per sempre. Metafora di un limbo contemporaneo, pena dell’accanimento terapeutico, l’inferno odierno in cui…
"La lucina" accende i ricordi nel bosco dell'esistenza
“Non dimenticate che la terra si diletta a sentire i vostri piedi nudi e i venti desiderano intensamente giocare con i vostri capelli” (Kahlil Gibran)“Troverai di più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le pietre ti insegneranno ciò che non si può imparare da maestri” (San Bernardo)“E questa nostra vita, via dalla folla, trova lingue negli alberi, libri nei ruscelli, prediche nelle pietre, e ovunque il bene” (William Shakespeare). Il teatro è attore e parola. E la parola è la terra, l'humus sul quale, dentro la quale nascono e fioriscono le storie. Storie di uomini, di sogni, di…
Milano: al Teatro Carcano Sgarbi legge Caravaggio sulle orme di Pasolini
Cosa spinge a parlare ancora oggi di Caravaggio? Perché il parallelismo tra lui e Pier Paolo Pasolini? Arte, poesia, musica, sono gli elementi da cui parte l’indagine di Vittorio Sgarbi in una interessante e profonda riflessione intorno a Caravaggio ed al suo mondo di immagini. Caravaggio è contemporaneo perché le sue opere continuano a vivere con noi e perché è un vero cantore per immagini della realtà, ripresa in istantanee. La sua sensibilità nello scorgere i dettagli e le circostanze, nell’attimo stesso in cui si manifestano, fanno di Caravaggio il pittore della contemporaneità. Milanese di nascita, Caravaggio ebbe fortuna solo…
Il Teatro Liquido non si squaglia, non si scioglie, ma bagna di risate
Mai banale, in questo mondo dove è facile scivolare sulla citazione pseudocolta, sentita tra uno spot e un attentato, tra un talk show e una partita di Champion's League. Mai scontato è Andrea Kaemmerle, a partire dal suo Teatro Liquido, bypassando e ammortizzando Bauman, “Il contrario del Teatro Stabile”. Concreto, terreno, vero, materiale, senza svolazzi frivoli ma con la voglia sempre pronta di tirare con la fionda al potente con l'ironia del David. Da genitori svizzeri-tedeschi, con nel nome il suo destino, Kaemmerle vuol dire “cabaret”, l'utopia come destinazione finale. In una Toscana dove si è facilmente schiacciabili, teatralmente parlando,…
Elektra al Teatro Comunale di Bologna, ribelle antinazista
È una “Elektra” rivoluzionaria antinazista quella messa in scena fino al 22 novembre, al Teatro Comunale di Bologna, per la regia di Guy Joosten e la direzione di Lothar Zagrosek. L’opera, scritta da Richard Strauss nel 1909 sul libretto di Hofmannsthal, tratto dal suo omonimo romanzo, è una tragedia femminile, quella di Elettra e di Clitennestra che, entrambe infelici, si odiano e si compatiscono a vicenda.Di fronte a noi, nel meraviglioso teatro avorio e d’oro, un muro di una fortezza, le ancelle si preparano e indossano le loro divise grigie con i giubbotti antiproiettile e imbracciano i mitra, qualcuna invece…
"Don Giovanna": un adattamento al femminile che non convince
“Gli disse amor se mi vuoi bene, tagliati dei polsi le quattro vene. Le vene ai polsi lui si tagliò, e come il sangue ne sgorgò correndo come un pazzo da lei tornò. Fuori soffiava dolce il vento ma lei fu presa da sgomento quando lo vide morir contento. Morir contento e innamorato quando a lei niente era restato non il suo amore non il suo bene ma solo il sangue secco delle sue vene”. (Fabrizio De Andrè, “Ballata dell'amore cieco”) Cominciamo con il dire che Alessandro Riccio è iperproduttivo, prolifico. Se questo da una parte è un bene, soprattutto…

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