Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

Teatro

Nel 2015 il teatro porta in scena la crisi , da quella bancaria dei Lehman a quella relazionale di una giovane coppia
Quindici minuti di applausi intensi e di commozione nel Teatro Piccolo di Milano, il 15 marzo 2015, l’ultimo giorno della messa in scena dell’ultimo spettacolo di Luca Ronconi, con gli attori visibilmente commossi, il pubblico che non voleva smettere e che faceva fatica a lasciare quel luogo, perché dopo quello spettacolo sarebbe finita un’era. Un’emozione collettiva rafforzata dal pensiero che seppure per un solo spettacolo( come nel mio caso, perché era il primo spettacolo di Ronconi a cui assistevo) si poteva essere eredi e testimoni del suo grande lavoro, in quel teatro, che dal 1999 aveva formato i nuovi attori…
Vecchie scene e nuovi scenari: il 2015 a teatro
E’ tempo di resoconti: sì, perché anche coloro che si mostrano più restii ai countdown convenzionali e alle abbuffate di ricordi, anche per quelli che in questo periodo dell’anno si sentono più Grinch che Babbo Natale una spolverata è d’obbligo, e mentre un occhio punta già a un nuovo anno tiepido di aspettative, l’altro si volta a rovistare tra immagini, emozioni per capire quali valga la pena portare con sé.Se è vero che abbiamo imparato a ben nutrire il nostro corpo con prodotti biologici e rigorosamente privi di olio di palma, al tempo stesso abbiamo goduto di un menù ricco…
Gli spettacoli del 2015 da portare verso il teatro che verrà
Sono gli ultimi giorni del 2015 e, come ogni anno, in questo periodo, tutto l’anno che sta per lasciarci mi scorre davanti come fosse un film, con le sue innumerevoli scene che, in positivo o in negativo, lo hanno caratterizzato. Non si può fare a meno quindi di tirare le somme, di fare un bilancio su ciò che, nel bene o nel male, ha animato le nostre vite in questi 365 giorni, anche dal punto di vista teatrale, perché il teatro è esso stesso vita. Il 2015 è stato sicuramente un anno positivo per il teatro, intenso, ricco di tante…
C’era “ciccia” da recitare: Massimo Popolizio e le nevrosi di Ponzio Pilato
Una fulminea presentazione, un palco austero, pochi fronzoli e tanta “ciccia” da recitare. In occasione della rassegna Flautissimo Massimo Popolizio porta nella sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica un reading – l'idea nasce da una lettura su Radio 3 – un monologo, una soggettiva, un’opera in musica, un’esemplare prova d’attore. È tutto questo “Pilato”, drammaturgia musicale del secondo capitolo del “Maestro e Margherita”, capolavoro del Maestro russo Michail Bulgakov pubblicato postumo nel 1967.Si tratta di una vera e propria soggettiva del procuratore della Giudea Ponzio Pilato, a colloquio con il “mite predicatore” Jeshua Ha-Nozri, il Gesù Cristo di Bulgakov. Popolizio…
Colangeli e Montanari al Piccolo Eliseo con “Il più bel secolo della mia vita”
Al Piccolo Eliseo, una commedia ironica e dissacrante getta luce su una normativa tutta italiana, paradossale e anacronistica, unica in Europa e attualmente in discussione al Senato: i figli di N.N (nosce nomen), non riconosciuti alla nascita, non possono venire a conoscenza dell'identità dei propri genitori naturali se non dopo aver compiuto il centesimo anno d’età. Ne “Il più bel secolo della mia vita” (in scena fino al 3 gennaio) Francesco Montanari interpreta Giovanni, un trentenne che dedica la vita a combattere tra associazioni, assemblee e distribuzione di volantini, per vedersi riconosciuto il diritto di conoscere la propria origine biologica.…
La "Prima guerra" dei trentini: storia sconosciuta, tragica e toccante
CERTALDO – Allo specchio come essere italiani al fronte in due modi differenti. Nel suo dittico sulla Grande Guerra, ricordo-monito e non celebrazioni, se in “Milite ignoto” Mario Perrotta era tutta la Babele di lingue dialettali sparsi per lo Stivale e confluite nel fango e nella melma di una trincea-latrina sperso a difendere una manciata di terra marcia, qui in “Prima guerra” è un confronto a due, in controcampo, in controcanto, in contropiede, contraltare e contrappasso, tra un lui andato a sparare di baionetta e lei rimasta a volerne sentire dolorosamente e nostalgicamente quel peso addosso mai afferrato, quella felicità…
“Kamikaze number five” al Teatro dell’Orologio
Il folle militante si prepara alla fine saltando la corda, lo sguardo è fisso e un odore intenso pervade la sala di sudore, secrezioni, adrenalina, mentre la febbricitante macchina del delirio ha inizio: in una catarsi sprezzante che gioca a volto scoperto, la regia vira sulle fobie sociali imperanti e Woody Neri - raggiungendo livelli di abilità ed espressività che lasciano il segno - terrorizza e indigna, attira su di sé il disprezzo che scongiura inquietanti e difficili immedesimazioni per un kamikaze che sta per esplodere e che, probabilmente, esploderà a breve… “in un teatro, ad esempio”! Completamente nudo, libero…

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Colori e sapori

Recensito su Twitter

Digital COM