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Teatro

Madame Bovary di Baracco, se mai i sintomi dell'isterismo sono stati teatro, è il suo
Nella sala al pianterreno della fattoria dei Rouault siede Emma, tesa a un ricamo inesperto che le buca le dita con la frettolosa esigenza d'essere portate alle labbra per arginare la lesione. La osserva il Dottor Bovary (Lino Musella), arreso, dinanzi agli occhi illuni della signorina che offrono la quiete necessaria al sensuale daffare del medicarsi con la bocca. Ma Lucia Lavia non abita una fattoria, dietro ai suoi vestiti si staglia una successione di colori abbacinanti, orchestrati secondo i presentimenti suoi e di chi guarda: il cromatismo non fa che calcare i contorni di un'impalcatura in due livelli, sua…
Abbiamo ucciso Sofocle: teatro nel teatro che trasforma la tragedia in farsa
Il pubblico è il primo e più importante giudice di qualsiasi spettacolo teatrale. Nel caso di una commedia il giudizio, sia esso positivo o negativo, diventa ancora più palese e immediato visto che passa da quella reazione complessa e incondizionata che è la risata.Volendosi attenere a tale principio, “Abbiamo ucciso Sofocle”, lo spettacolo in scena al Teatro de’Servi di Roma fino al 6 marzo, sembra aver superato con successo questo primo, inevitabile, scoglio: il pubblico ride, e molto, assistendo a questa storia di “teatro nel teatro”. La commedia di N.L. Ironwhite racconta, infatti, le vicende di una scalcagnata compagnia teatrale…
Lillo e Greg, sbandate “Marchette in trincea”
Un Teatro Brancaccio stracolmo accoglie l’ultima fatica del duo comico Lillo e Greg, “Marchette in trincea”. Lo spettacolo, in scena fino al 1 aprile, racconta la storia di una scapestrata compagnia teatrale costretta a recitare una orribile tragedia sull’invasione tedesca del 1943. Per riuscire a mantenere i costi e a sfamarsi, i teatranti nel corso di ogni replica sono costretti a scendere a compromessi sempre maggiori con esattori e investitori, fino ad arrivare a una snaturalizzazione totale del dramma originale, diventato ormai una pubblicità di una catena di supermercati tedesca con protagonista una sexy sciacquetta e volto al solo scopo…
“Aspettando Godot”: l’attualità del capolavoro di Beckett rivive attraverso la regia di Alessandro Averone
Nell’atmosfera evanescente di un luogo indefinito e di un tempo indeterminato, si assiste alla tragicommedia dell’attesa per eccellenza, il capolavoro di Beckett ”Aspettando Godot”, con la regia di Alessandro Averone, il quale lo riveste di una delicata e sottile sensibilità poetica.Ai piedi di un albero, un salice piangente, in una deserta campagna, i due protagonisti, Estragone e Vladimiro, inseparabili, aspettano Godot. Neanche loro sanno precisamente chi sia, ma, immobili, lo attendono, e cullati dalla speranza di questo arrivo, si sforzano di trovare un senso al loro esistere, al loro vivere e al loro vagare su questa terra. Si scambiano battute…
La saggezza della giocoleria raccontata dall’esperienza di Anthony Trahair in “What goes up must come down”
Il 15 aprile 1984 il comico britannico Tommy Cooper crolla sul palcoscenico del Her Majesty’s Theatre di fronte a milioni di telespettatori, colpito in diretta tv da un infarto miocardico durante la sua performance in occasione dello show di varietà “Live from Her Majesty’s”. I produttori non capivano se l’anziano prestigiatore stesse scherzando o se fosse svenuto sul serio perché il suo numero di magia prevedeva anche delle improvvisazioni. Morire facendo il lavoro che si ama da una vita è anche il desiderio nascosto di Anthony Trahair, un giocoliere e comiclown inglese, autore di “What goes up must come down”,…
L’intramontabilità dei classici: il Decameron e la sua rivisitazione novecentesca
È sempre difficile confrontarsi con un classico. C’è bisogno del giusto rispetto, eppur è necessario non cadere nella pedissequa emulazione di ciò che è già stato.Al teatro Belli di Roma è in scena, fino a domenica 28 febbraio, lo spettacolo “Decameron Suite”, l’adattamento delle novelle del Boccaccio a opera di Fernando Pannullo e Giulio Pizzarini, che ne cura anche la regia.Non facile sarà stato il processo di selezione operato sulla vasta quantità del materiale novellistico che il Decameron mette a disposizione del lettore, ma lo spettacolo riesce a trovare un suo filo conduttore ben delineato: le avventure amorose del gentil…
Noi, spettatori-fantasma di un teatro moribondo ne “I giganti della montagna” di Roberto Latini
“Il teatro è immaginazione”. Senza giri di parole, con una didascalia che campeggia su un telo in PVC, Roberto Latini invita lo spettatore a compiere uno sforzo di adesione alla sua poetica: il teatro è immaginazione.Chi ha visto l’”Ubu Roi” di Alfred Jarry recentemente andato in scena al Teatro Vascello, di certo si sentirà mosso a leggere i “I giganti della montagna”, ispirato all’opera incompiuta di Luigi Pirandello, come una sua naturale evoluzione: in entrambi i casi pare infatti di trovarsi di fronte a spettacoli che denunciano, con un linguaggio delicatissimo, la crisi attraversata dal mondo teatrale in questo preciso…

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