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Teatro

Il problema degli uomini è nei denti: "gU.F.O." al Teatro dell'Orologio
Il gioco onirico, la claustrofobia psichica di una mente sfibrata dalla propria quotidianità e dalla necessità di aver un'idea sul circostante. Con "gU.F.O" si consuma, tra risate snervanti e accorate, il secondo capitolo della trilogia "Niente di nuovo sotto il suolo" del duo Ruocco-Talarico, in scena al Teatro dell'Orologio dal 12 al 17 gennaio.La prerogativa è la stessa di "La variante E.K.": trascinare il pubblico in scena e utilizzarlo a mo' di oggetto scenico e protagonista nel gioco ininterrotto dell'improvvisazione e della battuta. Al centro della storia è stavolta l'alienazione, risa e derisa attraverso un meccanismo variazionistico mai domo, grazie…
Al Piccolo Teatro Studio Melato, Carmelo Rifici dirige il “Gabbiano” di Čechov
Esperimento riuscito quello de “Il Gabbiano” di Anton Čechov, messo in scena al Piccolo Teatro Studio Melato da Carmelo Rifici che da luglio 2015 è stato chiamato a dirigere la Scuola intitolata a Luca Ronconi. “Il Gabbiano” rappresenta tra l’altro la prima prova registica per LuganoInScena (di cui è direttore artistico da poco più di un anno). Lo spettacolo, difatti, è una coproduzione LAC Lugano Arte e Cultura, Piccolo Teatro e Teatro Sociale di Bellinzona. Originale, fresca, questa commedia è un classico, caro a Rifici, in quanto utilizzato durante i suoi corsi perché un testo che ha per protagonisti i…
Il cappio è tuo fratello: “La variante E.K.” al Teatro dell'Orologio
“Il surrealismo si fonda sull'idea di un grado di realtà superiore connesso a certe forme di associazione finora trascurate, sull'onnipotenza del sogno, sul gioco disinteressato del pensiero” (dal Manifesto del Surrealismo) La morte ti fa ridere. No, non è il sequel del famoso film di Robert Zemeckis, ma la sintesi – spiccia, segue analisi – del primo episodio della trilogia “Niente di nuovo sotto il suolo”, “La variante E.K.”, che vede Luca Ruocco e Ivan Talarico in scena al Teatro dell’Orologio dal 12 al 17 gennaio.Ironia nera, calembour, sfida onirica intrisa di esercizi di stile alla Ou.Li.Po e variazioni sceniche…
Michele Sinisi non ha paura di tradire Eduardo: il suo “Miseria e nobiltà” sorprende, diverte, emoziona
“Ho sempre pensato che il Teatro fosse l’arte più moderna che esiste: l’evento artistico si verifica davanti ai nostri occhi come un miracolo. È un’arte tridimensionale e oggi, massacrati dalla virtualità delle immagini del piccolo schermo, dà emozioni nuove e inedite rispetto al passato.” (Vincenzo Cerami) Viviamo in un’epoca in cui gli schermi sono diventati ancora più piccoli e il massacro ancora più spudorato, in cui la crisi spinge, da quasi un decennio, un meccanismo di impoverimento materiale ed emozionale ormai fagocitante, e la precarietà porta a cercare soluzioni alternative spesso parafrasate in roboanti parolone anglofone o discipline orientali, perché,…
"Prego" di Giovanna Mori: una poesia in divenire
Il Teatro Argot Studio è stato dal 7 al 10 gennaio casa della residenza creativa di Giovanna Mori, autrice e interprete cosmopolita di romantica sottigliezza. Si è trattato di un progetto di studio intorno a “Prego” spettacolo vincitore del Premio Federgrat | Teatri del Sacro che la Mori ha replicato come una prova aperta sperimentando la reazione del pubblico alla struttura drammaturgica in divenire che lo caratterizza. “Prego” è infatti un work in progress che inizia dall’incontro tra una donna e una gallina e che si arricchisce continuamente di stimoli nuovi dall’attimo stesso in cui va in scena. È un…
Il trittico sul secolo breve: Longhi e le sue “istruzioni” senza pace
MODENA – Ha il sapore dell'epopea alla “C'era una volta in America”, il retrogusto della saga alla maniera della “Lehman's”, il sentore di leggenda come in un Mahabharata occidentale. L'intento (a tratti brechtiano) è stato quello di costruire con “Istruzioni per non morire in pace” una maratona gonfia e potente, corposa e altisonante, con il coinvolgimento (Ert e Teatro della Toscana) di decine di maestranze ed enti e associazioni, centinaia di cittadini in un progetto-percorso con la sua buona dose di validità didattica e di senso di comunità più che spettacolare. Quasi tre ore a comparto, però, sono decisamente troppe,…
Circumnavigando: Genova capitale del circo contemporaneo tra sogno ed evoluzioni
“Ci sono molte teorie sul teatro. Dovrebbe educare la gente o ispirarla, rispecchiare la vita o cambiarla. Beh, io gli concedo tutto ciò, purché faccia anche spettacolo. Perché a mio parere lo scopo del teatro, dal dramma greco al circo, è di interessare.” (David Niven) “Non potrei vivere senza circo! È un gran zibaldone in cui invecchi senza accorgertene.” (Moira Orfei) La Genova di fine anno sa di mare e divenire, colorata, scontrosa, vivace, cruda. Dalle geometrie verticali, i vicoli stretti e scuri, gli sguardi che si perdono all’insù tra scritte e disegni sui muri, si scivola verso l’orizzonte più…

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