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Teatro

Al Teatro Studio Uno di Roma debutta la commedia “Il Colloquio”, regia di Virginia Acqua
3 marzo 2016. Teatro Studio Uno di Roma. Gli spettatori attendono, tra un saluto e una chiacchiera, tra un assaggio del buffet e una sigaretta, il debutto in Prima Nazionale della commedia che in Francia ha letteralmente sbancato i botteghini. È inevitabile, in questi casi, avere alte aspettative. Ognuno con le proprie attese, gli spettatori prendono posto nella saletta nella quale avrà luogo lo spettacolo. “Il Colloquio” può cominciare.In un giorno indefinito, in un orario indefinito, nella sala d’attesa di un’illustre e rinomata banca senza nome, i destini di tre uomini apparentemente senza alcun elemento in comune s’incrociano, accomunati dal…
Andrea Scanzi, Giulio Casale il loro “Sogno di un’Italia”
«A volte in una partita la palla colpisce il nastro e per un attimo può andare oltre o tornare indietro. Con un po’ di fortuna va oltre e allora si vince, oppure no e allora si perde». Così parlava Chris Wilton, protagonista del melodrammatico “Matchpoint” (2005), per descrivere quel momento in cui capita di trovarci di fronte a un bivio e, non sapendo cosa fare, attendere che il destino o la casualità scelga per noi. Matchpoint, che nel gergo tennistico indica quel punto che decide l’esito di una partita, nel film di Woody Allen rappresenta invece la metafora della vita.…
Il Vangelo di Pippo Delbono: preghiera a un Dio che non esiste
Una sfilata che ricorda il “Kontakthok” di Pina Bausch: donne e uomini in colorati abiti da sera, Pepe fa da apri fila; dietro di lui i componenti storici della compagnia insieme alle attrici croate del Teatro di Zagabria. Tutti vanno ad occupare le sedie già posizionate sul palco, come se si trovassero intorno a un tavolo: sono 13 e Nelson è al centro, come Cristo durante l’ultima cena, associazione che si renderà più esplicita nel proseguimento dello spettacolo, quando il corpo secco e ossuto di Nelson sarà crocefisso sul fondale. Nel silenzio della sala gli attori battano le mani e…
Milano: al Teatro Strehler rivive la Francia dell’idealista Danton e delle arringhe di Robespierre
Un'opera ardita quella di Mario Martone, "Morte di Danton" al suo esordio al Teatro Strehler di Milano in questa prima decade di marzo. Figlia di una tradizione in costume, è una rappresentazione dall'impostazione cinematografica, con echi a certa pittura che spazia da Caravaggio a Goya. Martone in questo testo scritto da un giovane ventunenne, Georg Büchner, figlio della fine del '700, mette in risalto due delle figure di spicco della Francia del post rivoluzione francese: il più mite e idealista Danton interpretato da Battiston e Robespierre, magistralmente incarnato da Paolo Pierobon. Un testo lungo, di certo interessante, ma che forse…
Siamo tutti buoni: la fine di “Italiani brava gente”
Uscendo dal teatro Orologio, dopo aver visto “Siamo tutti buoni” del giovane regista Andrea Bizzarri, è inevitabile trasformare il titolo della commedia in una domanda: “Siamo davvero tutti buoni?”Elena (Alida Sacoor) è una giovane immigrata romena in cerca di fortuna a Roma. Vive in un garage, in un moderno inferno, con l'obbligo di non dire a nessuno la sua residenza, pena l'essere cacciata fuori. Don Vincenzo (Antonio Conte), piccolo criminale di quartiere, è il proprietario dell'immobile. Un personaggio stereotipato, ma non molto lontano dalla realtà, pericolosamente vicino ai nostri tempi: specula sugli immigrati, chiamandoli parassiti o insetti e falsifica documenti…
Lo sguardo Oltre il Teatro, per un teatro da fare: DOIT Festival
DOIT Festival: l’acronimo sta per Drammaturgie Oltre il Teatro. Se lo scomponiamo facendo finta che sia un’espressione inglese mal ricopiata, ecco “DO IT”: seconda persona singolare dell’imperativo presente del verbo “fare”. E se gli spettatori lo trasformassero in un bel “Let’s DO IT!”? Proviamoci. Provateci. Perché quello ideato da Angela Telesca e Cecilia Bernabei è un festival – e dunque, un teatro – “da fare”.Per fortuna, lo si farà. A Roma, nel corso delle prossime settimane, dall’8 marzo. Giunto alla seconda edizione, e ospitato dal Teatro Planet, DOIT festival ha appena stretto una mediapartnership con “Recensito”, che quindi si impegnerà a seguire…
Al Teatro Carcano di Milano la paura di vivere tradotta nel divertente “Matti da Slegare” con la coppia Covatta – Iacchetti
Talvolta è più facile farsi passare per folli per evitare di affrontare la realtà, e rifugiarsi tra le pareti di una dimora sicura, lontana dai rumori e dai problemi e vivere di ricordi, preferibilmente per quelli belli. Questo è quello che succede ai due protagonisti, Gianni ed Elia, della spassosa commedia “Matti da slegare” di Axel Hellstenius per la regia di Gioele Dix.Dopo molti anni vissuti al riparo di una struttura psichiatrica, dove sono diventati amici indivisibili, Elia e Gianni vengono promossi e mandati dal sistema sanitario a vivere da soli in un appartamento nel centro della città. Si tratta…

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