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Teatro

“Le mille e una notte”: al Teatro Vascello le “favole” sanguinarie di Shahrazad
Cos’hanno in comune Desdemona, Arianna, Dafne, la dea Eco e Ofelia con le donne brutalmente uccise delle quali, come in un bollettino di guerra, quotidianamente conosciamo lo strazio? E con le vittime dei conflitti mondiali, agnelli sacrificali, corpi stuprati e deturpati dalle logiche irrazionali degli uomini? Ci vorrebbe per tutte loro Shahrazad. A placare l’ira cieca dei tanti Shahriyar che, nei secoli dei secoli, sfogano su donne innocenti e caparbie, in quei ventri che danno la vita, in quei cuori colmi di passione.In “Le mille e una notte” la compagnia Teatro del Carretto di Lucca mette in scena al Teatro…
“Scene d’interni… dopo il disgregamento dell’Unione Europea” al Teatro Libero di Palermo
Se un individuo vive - per scelta o costrizione- la propria solitudine può forse sopportarlo ma, quando un individuo vive - per scelta o costrizione- la moltitudine sentendosi ugualmente solo, non è forse insopportabile?“Scene d’interni... dopo il disgregamento dell’Unione Europea”, atto unico di Michele Santeramo con la regia di Michele Sinisi, forse parla proprio di questo e delle sensazioni contrastanti che una condizione del genere è in grado di scatenare.Attraverso il racconto della nascita, della crisi e del disfacimento della coppia formata da Alberto e Silvia, il prestigioso drammaturgo racconta la nascita, la crisi e il disfacimento dell’Unione Europea: la…
La storia di chi resta: “Tante facce nella memoria” al Teatro Argentina
L’attitudine che distingue gli uomini dagli altri esseri viventi è il ricordo. La condanna è la capacità di raccontarlo. Così, attraverso le parole di chi racconta, la memoria si trasforma nello specchio della storia e, a volte, la cronaca può diventare drammaturgia.Al Teatro Argentina è in scena fino al 20 marzo “Tante facce nella memoria”, diretto da Francesca Comencini. Un palco interamente al femminile, con le facce e le voci di Mia Benedetta (Lucia Ottobrini, medaglia d'argento), Bianca Nappi (Marisa Musu, medaglia d'argento), Carlotta Natoli (Gabriella Polli, figlia di Domenico Polli), Lunetta Savino (Ada Pignotti, vedova di Umberto Pignotti), Simonetta…
Signorinette al Teatro Tordinona: i 70 anni di voto alla donne
In scena Teatro Tordinona lo spettacolo “SIGNORINETTE - le donne si guardino dal lasciar tracce di rossetto sulle schede”, in occasione del 70° anniversario della prima volta delle donne al voto. Era il 2 giugno 1946 e anche le donne parteciparono alla costituzione della Repubblica italiana, mentre i giornali invitavano sarcasticamente le suddette a non indossare il rossetto in sede di voto per non rischiare di invalidarlo lasciandone tracce sul lembo della scheda da umettare con le labbra e incollare.Mentre nelle sale si ricordano le “SUFFRAGETTE” inglesi in memoria delle tante lotte nei diversi paesi, europei e non solo, per…
Milano: al Teatro Elfo Puccini in scena la tragedia greca in chiave moderna nell’affresco “Ti regalo la mia morte, Veronika” di Antonio Latella
Coro da tragedia greca, destino segnato alla Cechov ed ironia alla Goldoni: tutto questo è “Ti regalo la mia morte, Veronika”, la nuova messa in scena, di Antonio Latella, a tre anni di distanza dal successo “Un tram che si chiama desiderio”. Un testo che dichiaratamente gioca sull’identità, reale e finta, sulla persona ed il personaggio, in un’analisi quasi “chirirugica” dell'universo femminile con lo sguardo ad una diva del cinema tedesco degli anni ’30, Veronika Voss che il regista Rainer Werner Fassbinder mette al centro di una sua pellicola. Per la realizzazione di questa sua ultima fatica che osiamo definire…
La denuncia sociale fatta "Ad occhi chiusi"
Ogni narrazione presuppone un punto di vista: è una regola fondamentale se si vuole raccontare una storia. E il punto di vista implica necessariamente una scelta che è inevitabilmente anche un’esclusione."A occhi chiusi" è uno spettacolo sperimentale basato su un patto di fiducia assoluta tra gli attori e gli spettatori: una storia ci verrà raccontata a condizione di non fare domande e di lasciarci guidare nei luoghi in cui le vicende si svolgono.Dietro la sperimentazione c’è un sorprendente dispiegamento di mezzi e location che riescono a mantenere costantemente alta l’attenzione dello spettatore – necessaria a una narrazione così complessa e…
Camille Claudel rivive attraverso le parole di Dacia Maraini
Il volto di Dacia Maraini è solo degli occhi, innesti di un globo terrestre fitto di acqua e delle terre emerse su cui li ha posati; pensa con le sue pupille quando dice del teatro che è pozzo oscuro collegato al cielo, ché al cielo le ha rivolte impregnandole del colore sufficiente a imbastire i ricordi.A Roma, lungo Vicolo dei Due Macelli ha i passi metodici della puntualità, quando siede sulla poltrona del Teatro Due, dove il vicolo ristagna, lo fa dentro alle parole di chi attende le sue e indugia al centro della sala.Nel 1995 Camille Claudel, una erinni…

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