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Teatro

“China Doll - sotto scacco”: essere (ap)pagati da un nuovo «pretesto»
Il giornalista francese Roger Vailland, nel suo approccio tanto sincero quanto crudo alla vita, disse un giorno «esistono molte cose più importanti del denaro. Il male è che serve molto denaro per acquistarle». Ma bisogna veramente disilludersi a tal punto da credere che gli unici valori possibili si annoverino nei conti di banche svizzere? E che veramente l'unico paradiso a cui si ambisca sia quello fiscale? In un mondo come quello di Mickey Ross non sembra esserci nessuna idea di salvezza eterna finché c'è un “Dio - Denaro” con cui negoziare un vero e proprio atto di fede alla vita.Eros…
A.N.D.R.E.A, sei personaggi in cerca di una “presa di coscienza”
È stato un esperimento decisamente interessante A.N.D.R.E.A, spettacolo della Compagnia Fondamenta Teatro e Teatri e andato in scena i giorni dal 1 al 3 aprile al Teatro di Posa del Campus di Cinecittà Studios. Già all’ingresso diventa chiaro che il tentativo è quello di immergere fin da subito lo spettatore all’interno della storia: per raggiungere gli spalti, infatti, si deve passare per un tunnel avvolgente e oscuro, in cui domina il buio; durante il tragitto, si è accompagnati da gemiti, urla, risate isteriche e un “bip” che ha tutta l’aria di essere quello tipico di un elettrocardiogramma. Raggiunto il proprio…
Monologo per un uomo di troppo: “L’intruso”
Immaginate di ritrovarvi chiusi in una stanza con un uomo che vi supplica di ascoltare la sua storia e alla fine vi chiede di giudicarlo. Considerate che le possibilità sono due. Ascoltate ciò che ha da dire oppure vi alzate e andate via, ponendovi a vostra volta sotto lo sguardo sorpreso e sdegnato di un pubblico giudice.Scommetto che restate ben attaccati alla vostra sedia.L’uomo che chiede disperatamente la vostra attenzione è un sociopatico: vi serve su un piatto d’argento le sue ossessioni e manie, il suo odio verso una società piramidale somigliante a una grande macchina d’acciaio che ingoia gli…
"Siamo tutti gay: essere liberi in un mondo al contrario”
Seduti al Teatro Lo spazio, prima che le luci riempiano il buio del palco, ci si potrebbe interrogare sul titolo della commedia. Il timore è quello di assistere a uno spettacolo che, con lo scopo di voler far riflettere, di voler denunciare un presente ottuso e bigotto, si riveli banale e scontato.Sin dalle prime scene è evidente l’intento comico che caratterizza “Siamo tutti gay”. Le diffidenze iniziali si trasformano in sorrisi quando gli attori si muovono sul palco accennando una danza, presentandosi con gesti e pose che descrivono senza parole il loro personaggio. Le risate aumentano quando ai movimenti si…
L’orgasmo di Cristo: Simone Castano racconta con troppa sicurezza il pensiero controverso di Wilhelm Reich
Wilhelm Reich è stato tra gli allievi di Freud uno dei più controversi. Studioso del ruolo sociale della sessualità, riteneva che la nascita di tutte le repressioni psicofisiche umane fosse da ricercare nelle repressioni sessuali attuate sin dalla prima infanzia. Dopo essersi trasferitosi negli Stati Uniti per sfuggire al nazismo, alcune sue ricerche sull’orgasmo lo portarono ad affermare di avere scoperto una nuova presunta forma di energia basilare, il cosiddetto "orgone", che avrebbe permeato non solo l’uomo, ma l’intero universo. La repressione sessuale causerebbe, secondo Reich, l’accumulo di questa energia nel corpo, divenendo la causa di malattie non solo mentali…
Attesa e mancanza al buio del “Sole”: lo spettacolo simbolista ed essenziale di Valentina Capone
Non c’è un palco rialzato al Teatro Brancaccino. “Sole”, il suggestivo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Valentina Capone, è andato in scena il 2 e il 3 aprile, a qualche piede di distanza dalla prima fila di spettatori.Tira un grande vento al mare, i gabbiani si muovono a colpi d’ali e a suon di garriti cupi e striduli.Al centro della scenografia essenziale c’è il sole alto e dorato che ascolta il fluire sciolto e silenzioso del tempo: è l’ora dell’attesa.Su tre sedie sono sedute tre maschere, tre donne: Cassandra, Ecuba, Andromaca, cui presta il corpo la stessa Capone, che…
“Amleto” di CollettivO CineticO: l’incertezza di una conclusione, tra prigionia e libertà
Tre uomini corrono legati tra loro su un tracciato circolare al centro del palco, hanno il volto coperto da una maschera da scherma e il torso nudo. La corda che li collega crea sul cerchio a terra un triangolo sospeso, è subito evidente una costruzione figurativa che rimanda alla geometria. Questa è l’immagine iniziale di “Amleto” di CollettivO CineticO, andato in scena a Teatri di Vita (Bologna) lo scorso 23 marzo, nell’ambito della rassegna bolognese Ipercinetica.Appena si entra in sala, col sipario chiuso, si avvertono i respiri e i passi dei performer in corsa, rumori che fanno percepire subito che…

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