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Teatro

La guerra è bella anche se fa male? Bilancio dei primi cento anni della Grande Guerra sulle scene italiane
Attese infinite in trincea, lettere dal fronte che arrivano quando chi le ha scritte è forse morto da tempo, tregue di Natale dove sventolano bandiere con gli auguri rivolti alle stesse persone alle quali si continuerà a sparare dopo poche ore. Se c’è un mezzo adatto a raccontare la follia della Prima guerra mondiale, questo è il teatro, così come il cinema lo è per la Seconda. Non è solo questione di medium, ma anche di come alcuni contenuti vengano esaltati dal proprio contenitore. Se quella a noi cronologicamente più vicina è fatta di bombe atomiche, carri armati, bombardamenti aerei…
La memoria salva l'uomo dal male, con essa bisogna parlare: “Colloqui con la cattiva dea", piccole storie della Grande Guerra
La storia è fatta di voci, tante e diverse, inserite in macro dinamiche sconosciute di cui subiscono gli effetti. Le voci di un popolo dipendenti dalle scelte del governo, che cerca di ritagliarsi un pezzo di libertà tra la fame, la guerra, la dittature, l'espatrio, tra l'essere uomo e l'essere cosa.Elena Bucci, con questo suo "Colloqui con la cattiva dea", mette in scena i protagonisti dimenticati della storia, della Grande Guerra, restituisce voce alle loro parole nei tre punti del palco dove sono posizionati i leggii, lì per essere luogo fisico del racconto, conferendone sacralità. Dagli aedi fino e oltre a…
L’odore del mondo: il monologo di una bambina costretta a diventare donna, il lamento di una donna che vuole riavere la propria infanzia
Il profumo della minestra di grano scuro invade, con i suoi caldi vapori, ogni angolo della casa in cima alla collina, in Moldavia, che può sembrare una baracca, ma, dopotutto, non è altro che il dolce nido dei giorni leggeri e immacolati di Irina. L’aroma della zuppa si diffonde per le stanze e per i luoghi raccontati, tuttavia sul palcoscenico non c’è niente che evochi qualcosa di domestico, di famigliare. C’è soltanto Gisella Szaniszlò e la sua vivida interpretazione della tenera Irina, bambina dodicenne, moldava, umile come il suo monologo che attraversa il grande dramma dell’infanzia interrotta.“Nonna di mio dice…
Dark Vanilla Jungle: l'oscura rincorsa di una ragione
“Dark Vanilla Jungle” è il mondo pazzoide che circonda Andrea, ragazza sfuggita alla bontà della vita, caduta in un oblìo di cui si rende carnefice. L'esplorazione dell'animo si riscalda e si raffredda, raggiunge i toni freddi del blu nell'asettico spazio bianco e claustrofobico del racconto. Lo spettacolo, infatti, si presenta con una struttura apparentemente minimale e allo stesso tempo immensamente e vorticosamente complessa. La psiche umana di una donna come mai si potrebbe immaginare, solca e scava l’animo più ingenuo, quello di una preadolescente ignara di cosa sia la vita e la crudeltà; lei stessa cattiva e arrogante, lei stessa…
Da Messina con furore sbarca al Teatro Elfo Puccini la coppia Scimone – Sfarmeli
Spiro Scimone e Francesco Sfarmeli, rispettivamente autore e regista, oltre ad essere tra i protagonisti di “Amore”, l’ottava commedia scritta di Scimone (in scena al Teatro Elfo Puccini fino all’8 maggio), sono un fulgido esempio di compagnia indipendente che trae ispirazione per la sua narrazione da testi celebri come “Aspettando Godot” di Beckett.“Amore” si apre su uno sfondo elegiaco, con due lapidi, una coppia di mezz’età in una dimensione surreale e visionaria. In questo non luogo e alla presenza d’identità ai margini della società, si muovono i personaggi di questa breve pièce. I personaggi sono dei vecchietti, ad affiancarli un’altra…
UBU di Lorenzo Collalti: il sapore postmoderno del teatro dell'assurdo
Tradurre è sempre tradire: così affermava Cesare Garboli. È in quest'ottica che il M° Arturo Cirillo con gli allievi del III Anno del Corso di Regia dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico ha progettato il doppio lavoro “Tradire Shakespeare”, due riscritture contemporanee rispettivamente del “Non essere” Amletiano e dell'”Ubu Roi” di Alfred Jarry. Proprio “UBU”, sotto la direzione dell'allievo regista Lorenzo Collalti, è andato in scena martedì 3 Maggio 2016 al Teatro Studio Eleonora Duse. Una rivisitazione ricca di escamotage postmoderni, abile a sfruttare con originalità e funzionalità tanto gli spazi, quanto gli oggetti di scena. Il Padre e la…
Pilade - La storia incomincia là dove finisce
«Se non la uccidi cosa ne sarà degli ordini di Apollo e di tutto ciò che vi è di più sacro? Vuoi anteporre la vita dei tuoi nemici al volere delle divinità?».Alle spalle di Oreste c’è Pilade che, nel momento in cui il figlio di Agamennone esita a uccidere la madre Clitennestra, pronuncia l’unica battuta che gli riserva Eschilo ricordandogli la profezia di Apollo e della Pizia. “È meglio avere tutti contro ma non gli dèi!”.Pasolini completa idealmente la trilogia eschilea dell’Orestiade con un quarto tempo immaginario, in cui viene rappresentata l’evoluzione politica della città di Argo dopo il passaggio…

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